LETTERA DI UN GIOVANE A BRUNETTA
Caro Ministro Brunetta,
Le scrivo una lettera aperta dal mio blog, non so se mai avrà modo di leggerla, comunque io la scrivo lo stesso. Ieri è stata pubblicata dagli organi di stampa una sua dichiarazione inerente noi giovani!
Secondo questa dichiarazione, pare che Lei vorrebbe “sbattere i giovani fuori dalle proprie case natie” al raggiungimento dei diciotto anni d’età!
Ministro Brunetta, come può dire una cosa simile? Non si è per caso reso conto del fatto che i giovani, fosse per loro, uscirebbero da casa ancora a 15 anni?
Già, la verità è questa: i giovani sono spesso poco liberi di fare ciò che vogliono in casa dei propri genitori, potessero se ne andrebbero via a gambe levate subito….però guardiamo in faccia la realtà! Ha mai dato un’occhiata ai siti delle agenzie del lavoro? O a siti internet di ditte interinali o simili che propongono lavori di varia natura come volantinaggio, promoter e simili?
Quando erano giovani i miei genitori (entrambi quasi settantenni) era sufficiente la voglia di lavorare per rendersi indipendenti, ora nemmeno quella unita ad una laurea o ad un master può essere d’aiuto! Siamo al paradosso in cui ai giovani viene detto “studiate” (sempre che le scuole lo permettano) per poi uscire dal mondo della scuola e, che uno abbia una terza media o una laurea, trovarsi di fronte a delle aziende che faticano ad assumere e quando queste ultime si trovano a dover cercare personale, vedersi rifiutato un posto di lavoro per motivi banali, come l’età, il sesso o l’essere o meno automuniti…ma Le pare possibile? Un giovane può capire se un’azienda necessita di una figura precisa (mai nessuna azienda che sia in cerca di un perito chimico, ad esempio, assumerà un giovane idraulico appena uscito da una scuola professionale, i giovani lo sanno e lo capiscono) ma che, ad esempio, per fare volantinaggio si debba essere per forza delle stragnocche o che per fare pulizie si debba essere donne automunite…no, queste sono cose assurde che non si possono capire e che uno Stato, alla luce anche della legge per le pari opportunità, non può e non deve permettere – nonostante nelle agenzie del lavoro non sia raro trovare di queste fastidiose discriminazioni!
Vuole che noi giovani si esca da casa ai diciotto anni? Perfetto: ma che cosa lo Stato ci riserva fuori dalla porta dei nostri “nidi”? Vivere per la strada o sotto un ponte?
Lasci perdere queste provocazioni…sono infelici e dimostra scarsità di rispetto verso il mondo giovanile! Voi adulti (benché io sia, come dire, in una “fascia intermedia” tra i giovani e gli adulti) notate i giovani quando diventano un business e questo è dimostrato dai vari “Grande Fratello”, “X Factor” e “Amici di Maria de Filippi”. Lì i giovani, sia che seguano sia che partecipino, fanno guadagnare, allora vanno bene, sono perfetti ed è giusto sfruttarli, usare i loro sogni, le loro emozioni, i loro soldi (degli sms dei televoti, notoriamente non gratuiti)…ma se c’era tanta gente dotata in questi programmi, non li si poteva notare prima? C’era bisogno di X Factor per scoprire i “the Bastard sons of Dioniso” o Giusy Ferreri, bravi lo erano anche prima, se davvero lo sono! Flavio Montrucchio o Luca Argentero (per citarne due a caso), il talento lo avevano anche prima del Grande Fratello, ma chi del mondo degli adulti se li filava prima! E vogliamo parlare di Marco Carta? Se non era per “Amici di Maria de Filippi” mica se lo vinceva il festival di Sanremo…mica perché non bravo (oddio, io ascolto metal perciò non è il mio genere…ma va beh) ma perché nessuna casa discografica se lo sarebbe mai filato!
Ministro Brunetta, questa è la realtà, non prendiamoci in giro; penso che Lei debba chiedere scusa ai giovani e che Lei e tutto il governo, anziché pensare ad andare in televisione o alla radio a rilasciare interviste, dobbiate chiuderVi nei Vostri uffici e fare qualcosa per i giovani perché i ragazzi, della mia età o più giovani, sono stufi d’essere presi per pigri e sfaticati quando è la società degli adulti che non dà loro libertà d’esprimersi e darsi da fare!
Le porgo i miei più distinti saluti,
Buona giornata, Ghebura’s Eye.
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