Referendum 2009: quorum non raggiunto

Da quattordici anni ormai non si raggiunge il quorum in un referendum ed inizia a diventare alquanto irritante vedere i soldi delle nostre tasse spesi in consultazioni che non si fila nessuno o quasi!

Tutto il votare di questi mesi mi ha fatto venire in mente una domanda:

ma dov’è finita la digitalizzazione del voto?

Riconosco che in America queste elezioni, ai primi tentativi, non hanno sortito alcun buon risultato, però non si può negare che è una “frontiera” da esplorare ed approfondire!

Prendete questi referendum ad esempio.

Un foglio di carta da disegno di buona qualità viene a costare circa 2,50 €.

Nel 2008 gli aventi diritto al voto erano 47.126.326.

Poniamo che per le schede elettorali venga usato un foglio di scarsa qualità che costi, una volta stampato e tagliato, 0,50 €. Col voto digitalizzato risparmieremmo 23.563.163 € solo in carta (è vero che le schede non usate possono essere riciclate, ma anche il riciclo ha i suoi costi da sostenere, non si fa proprio a gratis), senza aggiungere a questo risparmio le spese di spedizione delle schede per i vari seggi e il risparmio ulteriore derivante dall’annullamento dello spoglio dei voti, in quanto, essendo il tutto digitalizzato, non sarebbe più necessario che, per ore, i responsabili dei vari seggi contino manualmente i voti, con conseguenti ritardi o errori.

È vero, c’è da sottrarre a questi “+” i “-“ derivanti dalle spese dello sviluppo del software e dall’acquisto dei touchscreen, la loro manutenzione eccetera…ma questi costi sono nulla se paragonati al risparmio che ne deriverebbe.

Ma c’è altro: con un voto digitale sarebbe impossibile “fregare” sul voto: niente schede annullate “a simpatia” o cose del genere…più democrazia quindi!

Non sarebbe meglio?

A presto, ciao, G.E.

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