Fermiamo l’AIDS!

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Ciao a tutti voi! Oggi, come penso alcuni di voi sappiano, è la giornata mondiale per la lotta all’AIDS. Ancora molta ignoranza c’è attorno a questa tematica, non si può più fare finta di nulla, bisogna tornare ad informarsi. Ho pensato a lungo cosa fare per poter dare la mia parte per quello che è a tutti gli effetti un problema collettivo, alla fine ho deciso di parlare, d’intervistare una persona che con questo problema ci vive realmente quotidianamente, da anni. Vi regalo quest’intervista, in modo che possa esservi d’aiuto a capire tante cose e a metterne in pratica altre.

E ricordate che un comportamento a rischio non è solo andare con le prostitute o un drogato, l’HIV è un virus che può avere chiunque, quindi fidarsi è bene, non fidarsi, quando c’è in gioco la vita, è certo meglio!

G.E.: Quando hai scoperto d’essere sieropositivo?

Andrea: Intorno agli anni ‘90

G.E.: La notizia dev’essere stata traumatica….cosa provavi in quel momento e nei giorni successivi?

Andrea: Nel momento in cui mi hanno comunicato la sieropositività ho pensato a quanto avevo ancora davanti a me di vita…nei giorni successivi ancora non mi rendevo conto della cosa, non mi sembrava vero: ho dovuto aspettare quasi un paio di anni priima che acettassi la cosa.

G.E.: Ti rimproveravi qualcosa?

Andrea: Più che rimproverarmi mi chiedevo il perché e come fosse stato possibile, ma poi a mente fredda ho capito che è stata anche colpa mia a fidarmi e a non proteggermi dovutamente. Oltretutto erano i tempi in cui l e notizie sulla malattia ancora non erano cosi complete come oggi

G.E.: Quando parlammo dell’intervista mi dicesti che avevi avuto un periodo molto duro dal punto di vista della salute. Esattamente cosa succedeva nel tuo corpo?

Andrea: Succedeva che vedevo il mio corpo modificarsi dimagrire abbastanza con rapidità, in faccia sugli arti e con l’andar del tempo avevo anche frequenti infezioni.

G.E.: E come reagiva il tuo corpo a queste infezioni?

Andrea: Era come andare in altalena prendevo dei farmaci specifici per quel tipo di infezione si ritornava ok e dopo qualche mese ecco le ricadute.

G.E.: Adesso com’è il tuo stato di salute? Hai ancora periodi come questo?

Andrea: Oggi grazie ai farmaci che in quel periodo non esistevano sto decisamente meglio, posso dire di aver vissuto gli anni dove cera un farmaco solo che era l’azt. Poi, nel 1996, mi comunicarono che stavo peggiorando, ero entrato in aids conclamato e in fase terminale.

G.E.: Cosa ricordi di questa fase?

Andrea: Che ero nella fase della fine. Ho sempre voluto sapere ed ho anche accompagnato amici fino alla loro fine per vedere le facce che ha la malattia, forse per non impaurirmi di più, ma la malattia ha molte facce e non a tutti da lo stesso percorso.

G.E.: Qual’è la faccia peggiore che hai visto?

Andrea: Non ce ne una migliore. Tutte quelle che ho visto non lo augurerei a nessuno neppure al mio piu grande nemico.

G.E.: Eppure ora sei qui e, a quanto mi hai detto, stai meglio.

Andrea: Bhe si ora grazie ai farmaci e anche ad un farmaco sperimentale che era da poco entrato in sperimentazione. Non avevo nulla da perdere, fortunatamente è andata bene!

G.E.: Sì, decisamente è andata molto bene! Esistono casi di guarigione?

Andrea: Non che io sappia, se non alcune notizie che vogliono fare scoop, ma poi alla fine non è vero nulla.

G.E.: Credi siano infondate?

Andrea: Crederò solo quando sarà veramente gridato al mondo intero che ci siano stati casi di sieroconversione o di guarigione, non solo da una testata giornalistica ma da fonti serie.

G.E.: Hai una vita sociale…ma quando conosci qualcuno e gli dici della tua sieropositività, quali sono le reazioni?

Andrea: Lo dico solo quando ci sono dei sentimenti come ai partner che ho avuto per lungo tempo a fianco. Con quelli occasionali ho sempre adoperato precauzioni, anche perché ci si puoò ricontagiare. E siccome non sai mai chi hai dall’altra parte nonostante possa essere negativo ma non lo sa, io cerco di proteggermi.

G.E.: Ma non temi che qualcosa possa andare storto e di infettare involontariamente qualcuno?

Andrea: Poteva anche succedere, ci ho pensato ma fino ad ora non mi si è mai rotto un profilattico e poi altra cosa forse importante chi rischiava di più ero sempre io visto che sono passivo. è piu facile rimanere infettati chi è passivo che non un attivo.

G.E.: Ma esiste anche il rischio con la fellatio no?

Andrea: Può anche capitare ma devono esserci casi di infezione particolari. Nell’ultimo congresso fatto a Roma, il ministero della sanità ha detto che anche con il rapporto orale ci si può infettare, dicono anche con il liquido preiaculare ma bisogna anche dire più cose sapere la carica virale che ha, con più è alta la carica virale con è più facile è contagiare. Chiaro se mi viene in bocca ce un rischio maggiore perché le mucose della bocca sono a contatto diretto con lo sperma. Questo vale sia per gli uomini che per le donne (l’HIV si trasmette sia con lo sperma che col sangue che col liquido vaginale e col latte materno – N.d.R.)

G.E.: Però è sempre un rischio…ma perché si evita di usare il profilattico in tutta la fase del rapporto occasionale?

Andrea: Perché…ci sono tanti perché non usarlo da subito: a volte perché non viene in mente o perché lo sai ma ti dici “non può succedere a me”.

G.E.: Senti, parliamo ora di sospetti. Mi spiego meglio: quasi tutte le malattie danno dei sintomi ben precisi , per esempio un tumore da delle perdite di sangue, di peso, inappetenza e altre. Nel caso dell’HIV quali potrebbero essere i sintomi dei quali sospettare?

Andrea: I sintomi sono quasi uguali ad un influenza, infatti, in quegli anni quando si seppe di questa notizia tanta gente si è suicidata perché pensava di essere stata infettata. Oggi si può saperlo facendo un test (che è meglio delle autodiagnosi – N.d.R.)

G.E.: Però sul tema dei test mi viene da chiederti una cosa: come mai, vista la gravità della malattia e considerando che il test è gratuito, il ministero della salute non ha ancora pensato di includere automaticamente negli esami di routine del sangue anche il test dell’HIV?

Andrea: Questo è un test specifico che ha un costo dietro ovvio che viene fatto nel caso ci sia stato un comportamento a rischio il test è gratuito ma non è di routine negli esami del sangue, anche perché se non si hanno rapporti a rischio o altri partner non serve a nulla farlo. Oltretutto se io, esempio, ho avuto un rapporto non protetto con un altra persona (parlo come se fossi negativo ora) e il giorno dopo vado a farmi il test al ritiro degli esami ho due risultati: uno che possa essere hiv+ questo significa che gia in precedenza ho avuto un rapporto a rischio e quindi con l’ultimo rapporto che ho fatto ho infettato senza saperlo; due che io sia ancora hiv- perché nel mio sangue non si sono sviluppati gli anticorpi contro il virus quindi devo ripetere il test un altra volte facendo aspettare 3 /6 mesi dall’ultimo rapporto che ho avuto. Nel frattempo non devo avere altri comportamenti a rischio altrimenti il periodi si trasla per altri 3/6 mesi. Solo dopo questo tempo, puoi dire di essere sano.

G.E.: Qualche tempo fa ho scritto, qui nel mio blog, “un orgasmo vale la vita?” eppure sento sempre più spesso di persone che tacciono il loro stato di salute per non perdere le opportunità “orgasmiche”. cosa ti senti di dire di e a queste persone?

Andrea: Sono adulte e vaccinate non sono certo io che devo dire a loro se ne vale la pena o meno, ognuno di noi è responsabile della propria vita ma se sanno di esserlo e non si proteggono sono ancora più incoscienti perché possono rovinare una vita! D’altra parte anche l’altra persona dovrebbe pensare a doversi proteggere e di non lasciare all’altro il tutto perché la colpa è di tutti e due

G.E.: Infatti…ma esistono casi in cui un contagio è finito in un tribunale?

Andrea: Avevo sentito di una coppia marito e moglie: il marito aveva infettato la moglie e che era finito in tribunale, ma il vero problema è l’ignoranza che nasce dalla non conoscenza se conosci è meno probabile che ti possa succedere qualcosa perché sai usare gli strumenti che ci sono stati dati.

G.E.: Sì molte volte è così. Direi che abbiamo toccato praticamente tutti i punti che volevo toccare, in alcune occasioni mi hai aiutato anche a sottolineare cose che non avevo preso in considerazione. C’è solo una cosa ancora che ti voglio chiedere, poi ti lascio in pace: il primo dicembre, giorno in cui quest’intervista sarà pubblicata, è la giornata per la lotta all’AIDS

Andrea: si esatto

G.E.: La battaglia è ancora lunga

Andrea: Si, pero con passi decisamente al meglio, perché abbiamo farmaci che controllano il virus si sperimentano dei vaccini: siamo al secondo stadio di sperimentazione, ci vorranno anni prima di dire “ok funziona”!

G.E.: Su questo non ci piove. Sai se ci sarà qualche iniziativa nelle piazze o simili per il 1° dicembre?

Andrea: Noi a Bolzano facciamo un gospel in piazza Walter, al mercatino di natale http://www.propositiv.bz.it/35d150.html

G.E.: Un ultima cosa, davvero l’ultima! In quella giornata, cosa ti senti di dire alla gente ed, in particolare ai giovani?

Andrea: Oddio che bella domanda

G.E.: Tranquillo, dì solo quello che hai dentro

Andrea: Direi loro in ogni caso di proteggersi, d’andare a farsi il test, perché purtroppo la gente va a farsi il test solo quando hanno una malattia opportunistica in corso fino a quel momento non ci pensi nemmeno! Poi quando risulti + e in stadio con malattie opportunistiche , è li il dramma perché è un po’ più difficile individuare un farmaco per rallentare il prolificarsi del virus, ma poi se non sei controllato hai anche il problema che infetti altre persone senza che tu te ne renda conto! Rimanere HIV negativo si può utilizzando i mezzi giusti: una volta che si e HIV + no puoi tornare indietro!

G.E.: Hai una ragione sacrosanta! Ok, l’intervista ora è finita. Ti ringrazio davvero tanto…penso che tu possa aver dato, con la tua testimonianza un grande contributo a questa battaglia!

Andrea: Di nulla mi ha fatto piacere. sai che se hai bisogno di info ci sono!

G.E.: ok perfetto:-)

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