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Incredibile come le notizie ti arrivino dai posti più impensati.

Ad esempio, qualche giorno fa, sono capitato su questa notizia, secondo la quale facebook sarebbe in “crisi di post” specie di quelli personali, che stanno calando.

Sempre secondo l’articolo lo staff del social network sta cercando di invertire la tendenza degli ultimi tempi. Ma ci riusciranno?

Oh cari, ma che domande! Assolutamente no! Almeno per quel che riguarda l’Italia.

La situazione di facebook in Italia è disastrosa e il nostro personaggio di oggi, Giggietto, ci spiegherà il perché. (naturalmente è un personaggio inventato).

Giggietto la mattina si alza, accende il pc o il telefono e dice “cià che faccio un giro su facebook”.

Giggietto accede al suo profilo e ha l’impulso di postare qualcosa, però vede i suoi amici che postano meme di pagine le quali dichiarano il loro odio per chi mette il “buongiorno” o che dice cosa sta facendo. Il protagonista della nostra storia desiste dall’augurare un educatissimo buongiorno, perché non vuole dare fastidio.

Giggietto pensa “cià che scrivo qualcosa di serio”, ma nota che altre pagine rompono le cucurbitacee se scrivi qualcosa di serio, una citazione o cose simili. Anche in questo caso, Giggietto desiste.

Ma il protagonista della nostra storia vuole postare qualcosa e dice “esprimerò il mio giudizio su qualcosa”! Poi guarda le pagine facebook che prendono per il culo chi esprime il proprio giudizio bollandolo come “evidente disagio”. Giggietto non vuole essere preso per il culo per un suo pensiero, quindi desiste anche in questo caso.

Ormai deluso da tutto, decide di postare una tazza di caffè, solo che Giggietto vede che le persone odiano anche chi posta foto di cibo o bevande (e se son bistecche c’è da aspettarsi la shitstorm di segnalazioni vegazzare). Giggietto desiste nuovamente.

Ma lui è determinato e vuole postare a tutti i costi. “Avrei quella bella foto fatta al mare qualche settimana fa dove si vede benissimo il mio fisico” pensa Giggietto, solo che poi nota che simili foto vengono prese di mira dai criticoni che le criticano, lasciano commenti al limite del pornografico o le segnalano per nudità. Anche in questo caso il nostro eroe desiste.

Alla fine gli viene in mente l’ultima idea: “parlerò del tempo!”, pensa Giggietto. Poi va sulla pagina di un personaggio divenuto noto grazie a facebook e legge il meme “Se volessi gli aggiornamenti sul tempo, avrei tra i miei amici Giugliacci”.

Alla fine, anche dopo quest’ultimo tentativo, il nostro Giggietto, stremato e sconfortato, guarda la schermata di facebook e dice “andate tutti a fare in c***, posto su twitter quel c**** che mi pare”!.

Penso che le persone intelligenti abbiano compreso cosa sto cercando di dire, ma qualora ci fosse ancora qualcuno che non ha capito il senso della storia, la rispiego brevemente.

Postare su facebook è un rischio: se ti va bene vieni ciritcato (e, sia chiaro: una critica costruttiva ci sta e su quella nessuno dice niente), ma se ti va male puoi essere pure preso per il culo e sputtanato da pagine e gruppi che non si fanno scrupoli di farlo più di acchiappare consensi e like dalla gente con un bolognino al posto del cuore.

Posti una foto e te la puoi trovare segnalata per i motivi più disparati, però se segnali te una fotografia o una vignetta discutibile, chissà come mai, questa rispetta sempre gli standard della comunità, poco importa se si tratta di immagini cruente o veramente di cattivo gusto (come quella della mamma che crea un’altalena per il figlio usando le sue stesse budella), quelle restano, ma una tua foto al mare sarà segnalata per nudità…come se per andare in spiaggia uno dovesse vestirsi col giaccone e i doposci!

Vuoi mettere un video? Non si può perché danno fastidio anche quelli!

Vuoi esprimere un tuo giudizio? Non si può perché anche i giudizi personali danno fastidio!

Vuoi scrivere qualsiasi altra cosa? Non va bene perché qualsiasi cosa scrivi c’è qualcuno che si lamenta (e si sa che molte pagine ci giocano con questa ipercritica a qualsiasi cosa si scriva!).

In questo clima, ma chi se la sente di commentare?

Ok, qualcuno può anche parlare di un normale fenomeno di discesa (che sempre avviene quando c’è il boom di qualcosa), ma anche questi atteggiamenti hanno rotto le cucurbitacee e forse spingono più questi a non commentare che altre cose.

Non sta a me dire a facebook cosa deve o non deve fare, in fondo questo blog è nato prima del boom di facebook in Italia e ancorquando facebook sparisse, continuerà ad esistere, però un paio di cosine vorrei proprio dirle.

Ognuno è libero, sul suo profilo (finché non viola la legge) di scrivere quel c**** che vuole. Se ad una persona dà fastidio quel che legge, blocca la persona, la ignora o, se non vuole eliminarla dalle amicizie, toglie il profilo dai feed (cose di cui parlerò), quindi vedete di imparare a non fare i bambini dell’asilo dei miei c******i e rispettate le libertà altrui senza prendere per in giro e via dicendo. Le critiche ci stanno sempre, il resto è da stupidi.

Per quel che concerne le care colleghe pagine facebook più o meno note, non credetevi esenti da critica tagliente. Fino ad ora vi siete divertite a speculare sui post altrui nei suddetti modi, ma vi siete mai chiesti cosa accadrebbe se domani facebook sparisse? Vi rendete conto che se facebook sparisce voi sparite con esso? Ne siete consapevoli o nel “boschetto della vostra fantasia” pensate che una sua eventuale (per quanto improbabile) chiusura non vi toccherebbe?

Voi che siete nati su facebook e da lì siete diventati “famosi”, tenetevelo caro quel social e tenetevi cari anche quelli che scrivono del tempo o che postano bistecche o le loro foto in mutande, poiché se la gente perdesse del tutto interesse per questo vostro “odio” e se facebook chiudesse, tutta la vostra notorietà sparirebbe in due nanosecondi!

G.E.

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Ieri è stato approvato il DDl Cirinnà sulle unioni Civili.

Naturalmente i promotori applaudono e anche le associazioni LGBT festeggiano tutto questo.

Non sono, tuttavia, mancate le polemiche in questi giorni e ne ho lette parecchie in giro, fino a leggere cose assurde come “regolamentazione forzosa delle unioni” e tanti altri bla bla bla.

Vorrei fare qualche piccola riflessione su quanto sta accadendo.

Prima di tutto, rammento a Matteo Renzi che a poco servirà questo DDL per la sopravvivenza del PD al governo (attuale o futuro). Le cose brutte fatte dal PD in questa legislatura e tutto per rimanere al governo sono state troppe. Si goda questa legislatura forzata il PD, la prossima se la sognano.

Per quel che riguarda questo DDl, tuttavia, rammento che non è un obbligo. Come ogni diritto, se uno vuole può regolamentare la sua relazione, se non vuole non lo fa e va bene uguale. Ognuno è libero di fare ciò che vuole…beh, forse ora è un po’ più libero.

Vorrei tranquillizzare tutti, comunque: da domani non arriverà nelle case di chi convive la Polizia Gay che obbligherà i conviventi a scegliere tra matrimonio o Unioni Civili, quindi datevi una calmata perché niente cambierà.

E a coloro che proprio vogliono fare polemica, vorrei ricordare questo:

- In Italia c’è un buco di bilancio enorme che non si riesce a sanare per via di una PA troppo pesante e spesso non necessaria, come i comuni sotto i 10.000 abitanti o le circoscrizioni nei comuni con meno di 100.000 abitanti, i forestali (60.000 italiani contro, ad esempio, i 4500 canadesi - che hanno molta più superficie boschiva di noi) e via dicendo;

- Abbiamo una classe politica che spesso è volentieri è indagata per corruzione, mafia e via dicendo (e questo accade anche nei piccoli comuni, sia chiaro);

- Abbiamo partiti che inneggiano ai Diritti Umani e che, quando vogliono giungere al “cadreghino” dicono di voler mettere al primo posto le persone e le famiglie e poi hanno i membri del partito che mettono in mezzo alla strada le persone in difficoltà, peccando di un “reato morale” che è il diffondere falsità pur di raggiungere i propri scopi;

- Molte volte in Italia ad avere il lavoro sono ancora “gli amici degli amici” e via dicendo;

- La malasanità è ancora ben presente nel nostro paese e non accenna ad andarsene…tant’è che le cause sono aumentate;

- Siamo al 77° posto per libertà d’espressione nel mondo;

- Spesso e volentieri la Costituzione è “lì per bellezza” e da nessuno rispettata (avete provato a cercare un Avvocato in gratuito Patrocinio? Io conosco una persona che ci sta provando dal 2011 e ancora non ne trova uno che sia uno!);

- Come sottolineato anche da “il fatto Quotidiano”, “Giudice e Tribunale che vai, giurisprudenza che trovi“;

- La potenza del Vaticano in Italia che ci impedisce di prendere autonomamente le nostre decisioni di stato libero;

…potrei andare avanti, ma mi fermo qui.

Dico solo, a chi vuol far polemica: prima di darsi alle filippiche e ai pipponi su facebook per le Unioni Civili, iniziate a polemizzare e fare filippiche e Pipponi su quanto scritto sopra.

Facile prendersela, con i gay e il raggiungimento dei loro diritti, ma vorrei vedere chi, tra quelle persone, avrebbe il coraggio di mettersi contro un Magistrato, il mal costume italiano o contro altre ingiustizie che vediamo quotidianamente nel nostro paese.

Non so: qualcosa mi dice che, in quel momento, la gente inizierebbe a tacere, perché quando si parla di riconoscere a qualcuno qualcosa che possa permettergli d’essere felice tutti a polemizzare, quando si tratta di fare davvero qualcosa contro le ingiustizie, tutti latitano.

G.E.

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E poi senti che Donald Trump attacca Hillary Clinton rammentando che ha un marito infedele e qualche pensiero inizia ad affollarsi nella tua testa.

Siamo nel 2016, l’infedeltà è all’ordine del giorno, che presa vuole che abbia una simile argomentazione sulle persone?

Ammettiamolo: Donal Trump ha sbagliato tecnica!

Se vuole abbattere Hillary Clinton farebbe meglio a ricordare che il marito Bill Clinton è vegano!

I vegani sono contro la sperimentazione animale (quindi contro l’uso dei farmaci testati sugli animali), augurano tumori a destra e a manca, gioiscono della morte delle altre persone e tante tante altre cose (e in Italia - tramite facebook - ne sappiamo qualcosa). Gli bastava far notare il rischio di un marito vegan alla Casa Bianca e tutto sarebbe stato risolto da un pezzo e in suo favore.

Che poi…va beh: vegan si fa per dire, visto che da qualche articolo online - in inglese e tutto da verificare- emergerebbe che Bill Clinton mangi pesce di tanto in tanto, ma anche questa sarebbe una valida argomentazione contro il personaggio in questione. Prima ti dichiari vegan e poi mangi pesce? E la coerenza?

Sì, insomma, una persona con un po’ di tecnica questa notizia avrebbe potuto essere sfruttata in modo facile e veloce, ma mi sorge spontaneo un dubbio.

Non è che Donald Trump non ha fatto simile m

enzione dell’appartenenza ai vegan del marito di Hillary Clinton, perché i vegani negli USA contano meno del due di picche e di questi e di quel che fanno non gliene frega una mazza a nessuno?

Tutto si spiegherebbe! In fondo si sa che questa è una moda e non ha molto senso andare a puntare su una cosa che, prima o poi, passerà dagli interessi della gente.

Non scordiamoci infatti che, sebbene i signori vegani italiani parlano di 16 milioni di vegani in America (stranamente nessun dato è aggiornato agli ultimi due anni), ben l’84% di loro cede alla carne entro un anno.

G.E.

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suicidi-di-stato

Non passa giorno che non si sentono accuse nei confronti dello stato per i cosiddetti “suicidi di stato”. Facebook ne è pieno!

Con “suicidi italiani” o “suicidi di stato” si intendono tutte quelle persone che, per colpa della crisi, hanno deciso di suicidarsi, chi per i debiti, chi per le tasse, chi anche solo per aver perso il lavoro.

Le cronache italiane sui telegiornali, negli ultimi anni, hanno riportato tantissime storie drammatiche e, come sempre, la gente rifila la colpa a chi governa il paese!

Ma siamo certi al 100% che la colpa è dei politici? Ne siamo certi certi?
Mi chiedevo:

- chi ha messo i politici dove sono?
- chi, pur sapendo di queste persone in difficoltà, visto il disinteresse dei politici, non ha fatto niente?
- chi, trovandosi di fronte ad una persona in difficoltà, se si trattava di curare il suo interesse personale, non si è fatto scrupoli di agire nelle più disparate maniere (più o meno legali)?

Si può dire, infatti, che:

- non sono stati i politici a mettersi dove sono da soli, la gente deve averli votati;
- i politici non hanno imposto il disinteresse nei confronti del debole, la gente deve aver scelto autonomamente di disinteressarsi;
- non sono i politici ad imporre a qualcuno di usare qualsiasi mezzo, anche nei confronti di una persona in difficoltà. La gente deve aver scelto autonomamente di usarli.

Quindi siamo sicuri che sia proprio tutta colpa dei politici l’attuale situazione, oppure è colpa della gente e di come sta messa male a livello morale?

Ecco, io direi che non è così, e vorrei anche aggiungere il concetto di “concorso di colpa”. I politici avranno fatto quello che hanno fatto per portarci a questa situazione, ma i suicidi di stato vedono la colpa di chi ha agito (o ha aiutato ad agire) nelle tre suddette affermazioni.

Quando condividi, quindi, qualcosa su facebook, attaccando i politici per queste morti, ricorda sempre di fare un esame delle tue azioni.

Se nulla hai fatto per impedirli o tutto hai fatto per agevolarli (anche indirettamente), quel dito accusatorio contro i politici, puntalo prima contro te stesso.

G.E.

P.S. ribadisco il concetto che qui non si difendono i politici ma la verità!

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team-ironman

E lo spoiler ritornò insistentemente a far parlare.

Quando esce un film molto atteso, inevitabilmente compare lo spauracchio dello spoiler che, con buona pace del fandom, non è un reato (per quanto io abbia trovato una raccolta di firme nel quale si vorrebbe trasformare lo spoiler in un reato penale - ma non avete un c**** di meglio cui pensare?), ma è sicuramente una gran bella rottura di cucurbitacee.

E poteva non essere Captain America: Civil War vittima dello spoiler?

Ma naturalmente no e, questa volta, la spoilerata è arrivata nientepopodimenoché da Wikipedia.

Nei giorni scorsi, infatti, è apparsa la trama completa di tutto il film.

Me ne sono accorto casualmente. Mi stavo chiedendo quando sarebbe uscito il film in Italia (per la cronaca il 6 maggio) e ho pensato che andare sulla nota enciclopedia libera per scoprire la data del film.

Ebbene, sono rimasto sorpreso, perché non si trattava di un piccolo accenno alla trama, inserita per invogliare gli utenti del sito ad andare a vedere il film, ma proprio della descrizione approfondita di quanto accade nella pellicola, comprese le scene durante e dopo i titoli di coda.

La scoperta è avvenuta poco prima delle 18.00, ed evidentemente qualche lettore deve aver trovato la presenza della stessa fastidiosa come una spina di fico d’India nel pisello e, attorno alle 19.00, ha pensato bene di nascondere la trama.

La trama, infatti, non appare più nella wikipedia italiana (per quanto in quella inglese, nel momento in cui sto scrivendo - 22:10 del 2 maggio 2016 - sia ancora presente ed è pressoché identica a quella originale), ma non è stata esattamente cancellata.

Se, infatti, si clicca sull’etichetta “cronologia” a destra della pagina, noterete che nella cronologia delle modifiche è presente il momento in cui è stata tolta la trama dal sito e, cliccando sulle date….TADAAAAANNN! Apparirà la versione precedente con tanto di trama!

Sto facendo spoiler? Ma certamente no, non vi sto mica dicendo che in civil war **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** ****e poi si scopre che Bucky **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e quindi Tony **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e che alla fine Captain America **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e quindi **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** ****, né vi sto dicendo che dopo i titoli di coda **** **** **** **** gadget e che **** **** **** **** **** **** **** **** return”! Ma potrei mai?

Battute a parte, ho letto la trama e la conosco tutta e ho fatto anche un paio di screen da rileggermi nelle serate tristi, e secondo mi sono fatto una certa idea sul film.

Riguardo alla questione della wikispoilerata, vi dirò: sinceramente non penso che possa essere così tragica da impedire la visione di un film e penso che tutto questo sia un tantino eccessivo, anche se penso onestamente che wikipedia, per quanto sia un’enciclopedia libera, non debba mettere la trama per intero. Meglio sarebbe un’infarinatura della stessa in modo da invogliare o meno il lettore ad andare al cinema piuttosto che vedere un film alla televisione.

Spero che le cose possano cambiare (modalità “costruzione castelli in aria ON”).

Ah, comunque, per chi se lo stesse chiedendo, io sono per il team Ironman!

Il motivo? A parte che Ironman è un personaggio con una certa profondità e simpatia, ma non digerisco Captain America, mi è sempre stato un po’ sulle scatole. Tra l’altro, è un personaggio che impersona i valori dell’America e, per quanto io non sia convinto che costui possa “americanizzarci” (esattamente come I Puffi non ci hanno resi comunisti) mi mette tristezza vederlo, perché mi rendo conto che noi italiani non abbiamo un vero e proprio “eroe fumettistico” che porti l’italianità nel mondo.

E questo, temo, non cambierà molto facilmente.

G.E.

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La Festa del lavoro, celebrata il 1° maggio in tantissimi paesi mondiali, è una festa che vuole ricordare le lotte con le quali i lavoratori hanno raggiunto importantissimi traguardi dal punto di vista salariale e sociale.

Come spesso accade per le festività non religiose, il 1° maggio è una data simbolica.

In questa data, infatti, nel 1886, ha inizio uno sciopero generale indetto per ottenere le otto ore di lavoro per tutti i lavoratori Americani.

In questa data avvennero, inoltre dei violenti incidenti a Chicago, che portarono ad alcune vittime.

Per la cronaca, gli organizzatori del suddetto scopero, vennero impiccati il giorno 11 novembre 1887 assieme a quattro operai e quattro anarchici.

In Italia la festa fu ufficializzata solo nel 1891 ma non fu sempre festeggiata al 1° maggio.

Durante il fascismo, infatti, essa fu anticipata al 21 aprile, nello stesso giorno del Natale di Roma, ma nel tempo è sempre rimasto un giorno festivo.

Non è, quindi, un giorno inventato, come qualcuno potrebbe pensare, per far riposare i lavoratori, ma un giorno in cui si ricordano le lotte grazie alle quali i lavoratori di adesso hanno trattamenti civili (per quanto alcune persone ancora ritengono che le otto ore di lavoro siano troppe e in altri ambiti - come la ristorazione - spesso le otto ore di lavoro e il giorno di riposo sono sulla carta e non nella realtà).

G.E.

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Elrond meme facepalm

Sei un venditore e sei assillato da clienti che, dopo pochi giorni ti assillano con la mail “oggetto non ricevuto” su ebay?

Sei un acquirente iper-ansioso che appena giunge il limite dei tempi stimati da ebay inizia a sudare freddo e a contattare il venditore?

Sei un acquirente/venditore stufo di tutto questo?

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Ok, è giunto il momento di risolvere la questione una volta per sempre.
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Su ebay sono tante, infatti, le email di clienti che si lamentano perché non hanno ricevuto l’oggetto entro i termini stabiliti dal sito e creano una situazione di tensione spesso fastidiosa oltre che inutile.

In questo post cercherò di spiegare un po’ a tutti (venditori di ebay e acquirenti) come stanno le cose, in modo da evitare problemi di sorta da ambo le parti.

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Innanzitutto, chiariamo una volta per tutte che le tempistiche di consegna segnalate da ebay sono delle stime che il sito fa su base standard, ma non tengono in considerazione i cambiamenti interni di poste italiane, il tipo di spedizione, i tempi di consegna presso lo sportello postale e via dicendo.

In altri termini, ebay può stimare la consegna in 7 giorni, ad esempio, ma in posta può accadere qualsiasi cosa, anche che l’oggetto venga recapitato dopo diversi giorni oltre questa scadenza (eventualità che spesso accade, ad esempio, con i pieghi di libri, come potete leggere in fondo a questo articolo). Quindi queste email di oggetto non ricevuto, non essendo basate altro che su stime del tutto opinabili, sono inutili e possono creare solo tensione. Sinceramente io suggerisco di non inviarle mai e tra breve vi spiegherò cosa dovete fare a monte per evitarle in modo semplice - anche se non economico.

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Certo, tu venditore, non crederti esente da responsabilità, però.

Ok, tu certamente se più onesto di tanti altri colleghi che scrivono “spese di spedizione gratuite” e, poi, le inseriscono in modo occulto nel prezzo dell’oggetto con il trucco di guadagnare due volte le spese di spedizione però, se concedi anche la spedizione ordinaria (cioè tutte quelle non tracciabili) ti suggerisco vivamente di smetterla di raccontare tante storie sulla bellezza del prodotto e specificare che le spedizioni non tracciabili avvengono sotto la responsabilità completa dell’acquirente.

Forse venderai meno, perché il cliente capisce che nel momento in cui compra accetta questa clausola, ma almeno ti tieni alla larga queste scocciature!

Il tuo motto, caro venditore, deve quindi essere “caro cliente: vuoi spendere poco di spedizione? Se non arriva o arriva in ritardo è una tua responsabilità, non mia!”.

Ora qualcuno dirà “eh ma così il cliente può aprire una controversia per oggetto non ricevuto“. Vero, può farlo, ma in questo caso si può ovviare al problema facendo ricorso alla legge italiana per violazione contrattuale e vincete voi, senza problemi.

Per pochi euro è forse troppo usare un legale? Oh no, assolutamente no: in Italia si ricorre alla Cassazione per il furto di un Ovetto Kinder, vuoi non usare la legge per una questione simile?

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Quindi, nessuna remora e parlate chiaro: lasciate all’acquirente la volontà, poi, di scegliere cosa fa meglio per lui, ma tu devi essere chiaro e schietto. Lo fai per te e anche per chi compra da te.

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E ora giungiamo a te caro acquirente.

Ok, sicuramente tu hai una certa paura nel comprare online e vuoi essere sicuro di qualsiasi cosa, però permettimi di chiederti una cosa.

Perché, se sai come sono messi i servizi postali in Italia, ancora ti affidi a metodi non tracciabili?
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Non riesco a capire se ti piaccia soffrire o se la differenza di qualche euro nella spedizione possa mandarti sul lastrico, ma anche per te ho qualche simpatico consiglio.

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Innanzitutto, quando decidi di comprare su ebay, leggi sempre le condizioni di vendita e soffermati su tutto quello che dice il tuo venditore. Se ti dice quanto ho scritto sopra, non lo fa per fregarti ma, anzi, per evitare a te e a lui problemi, quindi ascoltalo!

Certo, spenderai di più (ma, al massimo, acquisti qualche oggetto in più e risparmi sulle spese di spedizione con una spedizione cumulativa e risolvi il problema), ma almeno avrai la certezza che l’oggetto ti arrivi senza problemi e potrai pure tracciarlo grazie al numero identificativo che il venditore ti deve fornire.

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Tutto chiaro, ora? Bene, sono proprio curioso di sapere le vostre esperienze. Lasciate un commento e dite anche voi la Vostra!

G.E.

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Per approfondire:

Testimonianze di ritardo di consegna piego di libri

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La Festa della Liberazione è una festività italiana.

Si festeggia tutti gli anni il 25 aprile.

Questa festa, sebbene sia stata istituzionalizzata solo il 27 maggio 1949 con la legge 260, è stata da subito festeggiata in tutto il paese e rappresenta il momento culminante in cui iniziò la cacciata degli eserciti nazifascisti dal territorio italiano.

La data è da ritenersi simbolica, nel senso che la cacciata delle truppe naziste e fasciste non si è risolta in un solo giorno, ma il 25 aprile è la data in cui tutto ebbe inizio grazie ad un ordine impartito dal Comitato di liberazione Nazionale Alta Italia.

Ogni anno, quindi, noi festeggiamo la liberazione del nostro paese da un’occupazione che ha portato il nostro paese fuori dalla Seconda Guerra Mondiale e da una situazione terribile e disperata per l’Italia.

Una festa importantissima la quale, tuttavia, sebbene il suddetto giorno sia stato dichiarato festa nazionale, rimane poco noto e poco festeggiato in Italia.

G.E.

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astensionismo

No, non è che arrivo al giovedì con questo post perché non sapevo cosa scrivere: arrivo con questo post al giovedì perché ne ho lette talmente tante da sabato ad oggi che, se non le scrivo, esplodo con una bomba atomica!

Tutti coloro che seguono il mio blog sanno, grazie al mio post di venerdì, il perché io non sia andato a votare, quindi non tornerò a disquisire attorno ad una mia scelta che ritengo libera, razionale, oggettiva e non asservita a nessun potere politico o lobby come qualche persona vuole affermare su social network come facebook.

No, oggi voglio proprio rispondere a quelle persone (la minoranza degli italiani, tra l’altro) che stanno criticando e rompendo le cucurbitacee sui social network proprio per l’esito del voto di domenica 17 aprile.

Sono state tante le cose che, infatti, mi sono rimaste sullo stomaco e adesso, cari miei, mettiamo le cose in chiaro.

  1. Inutile sbandierare leggi, diritti e Costituzione e violare la legge sul silenzio elettorale, che varrebbe il giorno delle votazioni e quello precedente. Questo atteggiamento è arrivato sia da personaggi famosi che da perfetti sconosciuti che hanno continuato a diffondere inviti al voto tramite facebook. Vero che la legge ancora non è stata aggiornata, ma visto che queste persone hanno un grande senso civico, avrebbero dovuto rispettarla a prescindere;

  2. Il referendum permette di partecipare o meno. La scelta è libera. Non ero d’accordo col quesito e con quanto diffuso assieme a questo referendum e non ho partecipato. Non vi va bene? Non è un mio problema!

  3. Fatemi capire: in Italia vige il rispetto solo quando uno fa “il bravo bimbo che fa quello che vogliono gli altri”? Io sapevo che in democrazia tutti devono essere rispettati anche se compiono scelte e hanno opinioni diverse dalle altre, ma forse è la democrazia di Utopia;

  4. Io ho iniziato a votare nel 1997, da allora ci sono stati 7 referendum e solo uno ha raggiunto il quorum e sono convinto (visti i dati diffusi da la7) che in quel 32,15% di elettori che adesso parlano tanto, una grossa fetta non s’è fatta viva agli altri referendum. Pensando a questo, vi dico: prima di criticare, controllate se avete votato agli altri referendum. Se ne avete saltato anche uno solo, non proferite ulteriormente parola di critica.

  5. Leggendo i dati forniti da la7 si nota che ben il 56% degli elettori hanno votato per “esprimere un voto contro Renzi e il suo Governo”. A parte che questo era un referendum sulle trivellazioni, ma pensavate veramente che, anche raggiunto il quorum, Renzi sarebbe caduto? Sarebbe stata un’idea molto azzardata e priva di fondamento, quindi non accetto critiche da chi ha agito o pensato in questa maniera;

    12-novembre-festa-della-liberazione

  6. Ricordate due date: 12 novembre 2011 e 24 e 25 febbraio 2013. Se nella prima data avete gioito per le dimissioni di Silvio Berlusconi e inneggiavate a tale data come “giorno della liberazione” e nelle altre 2 avete votato PD, sappiate che Matteo Renzi è come se ve lo foste voluto e cercato. In una simile ottica, muovere appunto al prossimo non è accettabile e dovreste invece porre rimedio voi a ciò che avete fatto.

  7. Io ho “non votato” usando il cervello, documentandomi e facendomi un’idea personale. Per questo sono stato bollato, anche se indirettamente, con le peggiori offese, ma se agire di cervello è da coglioni (come molti leoni da tastiera hanno scritto su facebook, twitter o altri social network) agire di panza non è da persone migliori, sia chiaro!

  8. Solo il 7% pare avesse chiaro per cosa si stesse votando. Gli altri non avevano capito il senso del referendum! Ora se non capisci per cosa stai votando, come puoi criticare chi ha capito e ha deciso di non andare a votare? Votare senza sapere cosa stai votando è più dannoso del non votare sapendo perché lo stai facendo.

  9. Ok: volevate fare uno scherzone a Renzi, ma io penso che Renzi sia da mandare a casa in altro modo, non con un voto che non influisce sul suo mandato. Paradossalmente una raccomandata olografa con cui gli si chiedono le dimissioni avrebbe più effetto;

  10. Il quesito referendario era del tutto inutile poiché non diceva “basta trivellazioni nel Mediterraneo”, ma solo in una striscia di mare relativamente piccola, lasciando il permesso di trivellare ovunque, non migliorando il paesaggio e continuando ad inquinare. A riprova di questo c’è il giacimento di Zohr, di proprietà quasi esclusiva dell’Egit

    to e sito nel Mediterraneo Meridionale nel quale Eni sta iniziando le trivellazioni.

  11. Chi non è andato a votare è stato etichettato come servo del potere, del PD, di Matteo Renzi, ma faccio notare che anche Michela Vittoria Brambilla e Matteo Salvini, tra gli altri, hanno esortato al voto! Insomma: gira che ti rigira, che uno voti o meno è sempre servo di qualcuno che invita a farlo. La smettiamo di essere infantili?

  12. E’ inutile che la gente mi venga a parlare di senso civico quando c’è gente che scanna chi sta peggio (e poi si dipinge come povera creatura perseguitata dai poveracci cattivi) o quando ci sono comuni che non vogliono accorparsi ad altri aumentando lo spreco di soldi pubblici. Volete avere senso civico? Iniziate dalla vita di tutti i giorni, non da un epifanico referendum!

Per questi motivi ho deciso di non votare più!

Non sopporto di essere offeso per le mie scelte perché io non offendo gli altri per le loro (o per lo meno, non lo faccio se non vengo provocato)!

Non sopporto di vedere falsità e cattiva informazione!

Non sopporto di sentir parlare di senso civico e poi vedere i miei connazionali che vengono lasciati nella merda da tutti e, anzi, se è possibile metterli ancora di più nella merda c’è gente che non si tira indietro!

Non sopporto certi giochini!

Non sopporto le banderuole!

Fino a che tutto questo non cambierà, non ho intenzione di votare, perché questo clima italiano non vale il mio voto. Certo questa astensione ha un significato meramente simbolico (non sono così determinante), ma è comunque una posizione che ho deciso di prendere.

Quando in Italia il popolo per primo tornerà a chiedere onestà e donerà rispetto e tantissimi altri valori, allora se ne riparlerà.

G.E.

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pozzo-petrolifero-trivella

Ho pensato a lungo se fosse il caso o meno di parlare di questo argomento sul blog. A volte mi rispondevo affermativamente, altre negativamente, ma alla fine ho deciso di far prevalere la mia volontà di contribuire, con un pensiero logico, oggettivo e razionale ad un quesito che interesserà tutto il paese.

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In questi giorni si sta parlando davvero tanto di questo referendum sulle trivelle del 17 aprile 2016 e tutti stanno dicendo la loro idea sull’andare o meno a votare. Inutile dire che da più parti si invita comunque ad andare alle urne.

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Naturalmente ognuno è libero di dire/fare/pensare ciò che più aggrada al suo modo di vivere, ergo le mie parole non devono essere prese per oro colato, tuttavia con questo post, ritengo giusto - oltre che un mio diritto - esprimere la mia opinione.

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Il 17 aprile 2016 io non mi recherò alle urne perché ritengo inutile questo referendum e non sono d’accordo con il quesito posto.

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Inutile prenderci in giro: non ha senso andare alle urne per dire “noi non vogliamo più le trivelle nel Mediterraneo” quando altri stati permettono le trivellazioni in questo mare e negli altri.

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Non dimentichiamoci, infatti, che il Mar Mediterraneo è collegato al resto degli oceani per mezzo dello Stretto di Gibilterra ed è un mare sul quale molti altri paesi si affacciano. Vista in quest’ottica, la metafora che salta alla mente è quella di una strada dalla quale passano, in un giorno, 1000 fumatori: se 4 o 5 fumano e buttano la sigaretta in un portacenere e gli altri no, l’inquinamento e la sporcizia in quella strada non calerà mai in modo sensibile, rimanendo di fatto identica.

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Per i nostri mari è la stessa cosa: Trivelliamo negli altri oceani e negli altri mari collegati al Mediterraneo e nel Mediterraneo stesso, la situazione non cambierà? Direi, anzi, di no (come molti dicono) e non potrà fare altro che peggiorare, perché per avere il petrolio che perderemo da quei pozzi, dovremo sopperire con l’ausilio delle super-petroliere e via dicendo.

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Inoltre ritengo ipocrita chi dice “andrò a votare perché voglio continuare ad andare al mare” e poi, non inizia a percorrere la lunga strada per l’abbandono del petrolio. Non è una cosa da poco: molti di quelli che diranno magari hanno un’automobile per membro della famiglia, magari d’inverno tengono il riscaldamento a 23 gradi perché costa troppa fatica mettere una maglia in più, o magari per fare 50 metri usa l’automobile, ma deve votare no perché il mare lo vuole pulito. Vi pare una cosa sensata? Personalmente no ed è uno dei motivi per il quale non voterò.

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Sarei corso alle urne se, invece delle trivelle, qualcuno avesse promosso un referendum per obbligare tutte le palazzine con 5 appartamenti o più a fornire alternative all’uso di petrolio e derivati per quel che concerne la corrente/il riscaldamento/la produzione di acqua calda scegliendo tra eolico, fotovoltaico, attacchi per stufe a legna/pellet (e non mi si parli della deforestazione, perché è sufficiente istituire in ogni regione delle nursery degli alberi e ogni anno piantare due alberi per ogni albero abbattuto). In quel caso sarei andato a votare volando, perché avrebbe implicato davvero fare qualcosa per affrancarci dall’uso del petrolio.

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Questo referendum, invece, non fa niente di tutto ciò!

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Qualcuno mi dirà “eh ma dovresti andare comunque a votare perché un popolo intelligente, se chiamato a dare un suo parere, risponde”!

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Ad una simile affermazione io rispondo che è un bel gioco ma con me non funziona. Lo sanno tutti che i referendum non sono come le elezioni politiche: se non si reca alle urne il 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il referendum non è valido. Andare a votare per fare scheda bianca/scheda nulla o per bocciare il referendum non ha, quindi, la medesima valenza del non recarsi alle urne. La differenza è sottile ma decisiva: se non ti rechi alle urne, il quorum più difficilmente verrà raggiunto, mentre se ti rechi alle urne, aiuti a raggiungerlo, col rischio che i gruppi organizzati per l’approvazione dello stesso vincano a dispetto di chi è contrario o che proprio non si presenta.

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Infine, secondo me, l’intelligenza non sta nel seguire la massa, ma nello scegliere il modo più intelligente ed idoneo per esprimere il proprio parere.

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Il referendum non è un dovere ma è una facoltà;

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Il referendum non blocca il funzionamento dello Stato;

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Il referendum è voluto da alcune persone e rappresenta, da un certo punto di vista, un “interesse personale” o, se vogliamo dirla in altri termini, un “focus” nei confronti di un problema sul quale una parte di cittadini che non vede lo stesso di buon occhio, chiede agli altri elettori di dare la loro opinione.

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Quindi io esprimo il mio NO a questo referendum non andando a votare. Punto e a chi non è d’accordo non posso dire altro che “eh cari: è così che va!”.

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Ribadisco, tuttavia, un concetto: questo è il mio piano per quel giorno. Non me l’ha suggerito Matteo Renzi (anche perché ho una storia brutta da raccontare sul suo partito, quindi non posso sostenerlo) né nessun altro individuo. Questa è la mia idea.

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G.E.

PICCOLO AGGIORNAMENTO/CHIARIMENTO:

Visto il vespaio che si sta scatenando su facebook (e, per fortuna, non sulla mia pagina) sottolineo nuovamente il concetto che quanto detto non è un invito a non votare. Voi dovete fare ciò che ritenete giusto, io non metto becco, esprimo solo un mio pensiero (che, tra l’altro, non costituisce reato non essendo io un pubblico ufficiale) e spero che questo sia chiaro!

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