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“I motivi per scegliere una fidanzata dell’est”.

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Questo è stato mandato in onda su raiuno durante il programma “parliamone sabato” e le reazioni non si sono fatte attendere. Programma chiuso in tempo zero.

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Ad esempio c’è chi parla di “scivolone sessista” ma c’è anche chi dice che questa lista sia “offensiva nei confronti delle donne”.

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Ok, va bene, diciamo che la questione ci può stare, perché in sostanza quando si parla di matrimonio ed amore, penso si debba guardare ben altro che queste cose. In una relazione sana (che si tratti di convivenza, unione civile, matrimonio ecc…) si deve puntare verso altri valori che vanno ben al di là di quanto riportato nella schermata…e, ammettiamolo…i valori di cui parlo non sono propri delle donne dell’est o dell’ovest, sono propri di un’educazione fondata sul rispetto della persona, a prescindere dal suo aspetto e dal suo sesso.

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Ma la domanda che mi sono posto – e che fa parte anche del titolo – è diversa ed è una domanda che, ultimamente, mi pongo spesso:

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ma se la questione fosse stata a parti invertite, cosa sarebbe accaduto?

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Nel caso specifico, se a Parliamone Sabato la schermata incriminata fosse stata intitolata, ad esempio, “perché preferire un uomo sud americano”, ci sarebbero state tutte queste polemiche? Il programma sarebbe stato chiuso con questa velocità?

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Naturalmente, non lo sapremo mai, perché il destino ha deciso che il pomo della discordia, in questo caso, ruotasse attorno alle donne, eppure qualcosa dentro di me mi dice che niente di questo sarebbe accaduto.

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Sui media nostrani capita anche fin troppo spesso che gli uomini vengano derisi oppure dipinti in maniera in “offensiva”…eppure questo viene fatto in modo metodico e non assistiamo a programmi televisivi chiusi o a pesanti critiche per questo.

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Essere uomo è davvero una colpa così grave?

Un uomo è davvero degno di tutto questo disprezzo?

Qual è la mission dei nostri media? Promuovere la parità dei sessi o la supremazia di un sesso sull’altro?

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Personalmente, nonostante quel che vedo e che sento quando vedo certi programmi, mi auguro che la mission sia la prima e, quindi, mi auguro vivamente che presto, a partire dalla televisione pubblica, spariscano tutti i programmi, le strisce o i personaggi che hanno fatto del sessismo la loro bandiera, sia che queste persone facciano pessimi dipinti degli uomini, sia che li facciano alle donne.

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Tornerò su questo argomento nei prossimi giorni…come sempre senza polemiche ma solo con un’enorme volontà di porsi domande, trovare risposte e capire completamente che aria tira. Domandare è lecito, dopo tutto, no?

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Ah, ad ogni modo, giusto per dovere di cronaca: la “lista incriminata” deriva dal sito “oltreuomo”. Dando un’occhiata a questo sito si capisce subito che la sua arma è l’ironia.

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Colgo, quindi, l’occasione per sottolineare nuovamente un concetto: quando si estrapola qualcosa dal web, è cosa buona e giusta controllare da dove proviene, qual è il tono del sito di provenienza e via dicendo perché togliendo qualcosa dal suo contesto originale, si può creare parecchia confusione.

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G.E.

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Per approfondire:

La lista su oltreuomo

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danza-vottary-bufala

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Ok, per qualcuno di voi, la notizia di questa bufala è vecchia, ma a me è giunta solo recentemente grazie alla mia dolce metà che, ormai consapevole del fatto che io abbia qualche conoscenza in più di come muoversi in rete, mi ha posto la domanda sulla veridicità di questo messaggio che circola su whatsapp.

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Il testo divenuto virale in whatsapp, recita:

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“Per favore avvisa tutti i contatti della tua lista di non aprire il video chiamato La danza di vottary. È un virus che formatta il tuo cellulare. Attento è molto pericoloso, lo hanno annunciato oggi alla rai tv. Diffondi a tutti come puoi!”

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Sarà vero? Sarà falso?

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Ma naturalmente è falso, ed è proprio la pagina facebook della Polizia di Stato a darci conferma di questo.

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Tranquilli, non esiste nessun video di questo tipo, al momento, in grado di formattare il cellulare, ma il fatto che solo qualche giorno fa sia arrivato anche sul cellulare della dolce metà, mi conferma il fatto che ancora non tutti lo sappiano e che le bufale, una volta divenute virali, non le ferma più nessuno! Voi, comunque, nel dubbio controllate sempre online e non condividete a sentimento! Qualora vi arrivi un simile messaggio, fate notare che si tratta di una bufala, modo da fermarne la diffusione!

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G.E.

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Per approfondire:

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la pagina facebook della polizia di stato

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fonte siberian times

fonte siberian times

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Si chiama Blue Whale e viene passato per un gioco, ma penso che il termine giusto sia “countdown per la morte”.

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La notizia di questo gioco macabro ha fatto il giro del mondo, non solo per le sue crudeli regole, ma anche perché ha già causato 130 morti tra gli adolescenti russi.

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Personalmente, appena letta la notizia su il Messaggero, pensavo si trattasse di una bufala.

Mi chiedevo, infatti, perché dei ragazzi dovrebbero giocare ad un gioco mortale che prevede, all’ultimo giorno, di suicidarsi gettandosi da un palazzo.

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Mi sono messo a cercare e, purtroppo, mi sono dovuto ricredere. Non una bufala, ma un gioco psicologico sottile e perverso.

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Su un sito in lingua inglese ho trovato come funziona il Blue Whale. Riporto un passaggio tradotto di quel sito, sperando che anche voi arriviate alla conclusione cui sono arrivato io:

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“Voglio giocare al gioco”

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“Sei sicura? Non si torna indietro”

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“Sì. Cosa significa – non si torna indietro?”

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“Non puoi lasciare il gioco una volta che lo inizi”

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“Sono pronta”

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“Devi svolgere ogni compito diligentemente, e nessuno deve sapere niente di questo. Terminato un compito, mi invierai una fotografia. E, alla fine del gioco, morirai. Sei pronta?”

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“E se volessi uscirne?”

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“Ho tutte le tue informazioni. Ti perseguiteranno”

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Sempre leggendo quanto riportato nell’articolo, si legge

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“Ti aiuterò a portare il gioco fino alla sua conclusione. L’ultimo giorno rappresenta la fine del gioco. Se muori vinci, se vivi ti aiuteremo noi. Sei pronta?”.

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Un gioco d’inganni che sfrutta la mente debole di alcune persone: ecco cos’è il blue whale.

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Frasi come “nessuno deve saperne niente”, “ ho tutte le tue informazioni”  oppure “se vivi ti aiuteremo noi” rappresentano un gioco d’inganni che spinge una mente giovane a sottoporsi ad una tortura e alla conseguente morte per la paura che, se non si fa una parte del “percorso” queste persone verranno a concludere l’opera. Un semplice inganno per il fatto che una persona con una personalità normale o forte, oltre a non cadere nel gioco, di fronte ad una simile minaccia, andrebbe dalle forze dell’ordine con tutti gli screen e sporgerebbe denuncia, risolvendo il gioco in meno di 50 giorni e senza perdere la vita.

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Ma si sa: non si ricattano psicologicamente le menti forti, ma quelle deboli, poiché una mente debole è più facile da manipolare.

Un adolescente ha la sua debolezza nel voler sembrare sempre più figo degli altri. “fare cazzate” si affianca spesso al termine “adolescente”, quindi un adolescente è la vittima ideale per questo tipo di gioco al massacro.

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Alcuni di voi diranno “eh ma tanto è in Russia che lo fanno. Qui siamo in Italia. Qui siamo al sicuro” ma vi sbagliate. Il web è virale e un simile “gioco”, se già non è presente, può arrivare anche da noi, quindi occhi aperti sempre!

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Se siete genitori, nel dubbio, controllare i vostri figli e fategli menzione di questo pericolo dicendo loro di evitarlo. Sempre nel dubbio, controllate (con discrezione) il loro corpo, perché pare che alcune tappe del percorso del Blue Whale comprendano sfregi fisici.

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Se siete adolescenti, non fate la cazzata di caderci e se ci siete già caduti parlate subito con un genitore o con le forze dell’ordine. La vostra vita non vale un gioco stupido.

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G.E.

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Per approfondire:

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Articolo messaggero sul blue whale

Articolo iheartintelligence sul Blue Whale (in inglese)

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vermi-macdonald

e forse scrivere "quasi vera" è già un'esagerazione eh?

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Internet è stupendo!

Tu puoi scrivere un articolo o una notizia e, dopo anni, quella ancora circola!

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Il problema è che vale per anche per le bufale e le notizie sensazionalistiche.

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Oggi vi parlo di una di queste.

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Tuona un sito (come vedete nell’immagine): “trovati vermi nel mc Nuggets del McDonald’s”…e poi parte con tutto un articolo su questo verme trovato da una donna in un happy meal acquistato alla figlia.

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Problema: la notizia originale arriva dal Mirror, un tabloid. Il termine “tabloid” in inglese ha diversi significati.

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Con questo termine si indicano, infatti, i giornali con un piccolo formato, con poca diffusione, ma anche quelli, i giornali locali, i periodici alternativi ma anche i giornali che enfatizzano le notizie e ne diffondono altre in tono informale.

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Approfondendo sulla pagina wikipedia dedicata ai tabloid ed arrivando alla sezione dei periodici scandalistici, si legge:

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In Gran Bretagna è nato il termine red top, riferito ai tabloid con la testata in rosso, come il Daily Mirror o il Daily Star, opposti ai black top, come il Daily Express e Daily Mail. I red top sono di solito più semplici a livello linguistico, con largo uso di foto, e sono diretti ad un pubblico curioso ed appassionato di storie intriganti legate a personaggi conosciuti.”

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Già qui salta la mosca al naso. Allora leggiamo bene la notizia è subito si ridimensiona il tutto leggendo che la protagonista della storia ha scoperto “what looked a WORM”, vale a dire “ciò che sembrava un verme”.

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Più in basso leggiamo, inoltre, il termine “foreign body” cioè un corpo estraneo.

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In fondo all’articolo si legge che la catena di Fast Food ha avviato un’indagine interna, sulla quale non si ha alcuna notizia online (provando a cercare, non trovo niente).

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La notizia è vera? Personalmente nutro qualche dubbio, se no avrei letto qualche precisazione. Da ex Cuoco (ne ho fatti di lavori in vita mia che nemmeno immaginate), mi sento di dire che quello che si vede nella foto può essere qualsiasi cosa, come un nervetto della carne sfuggito alla lavorazione o un pezzo eccessivamente cotto, ma dalla forma e dall’aspetto non mi pare un verme ma, dopo 2 anni (la notizia originale è, infatti, del 2015) aspettiamo ragguagli dal colosso del fast food.

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Personalmente, tanto, la cosa non mi cambia perché io al Mac non ci vado praticamente mai! No, nessuna cattiveria nei confronti di nessuno, solo che cucino già bene di mio e, le rare volte che vado fuori a mangiare, voglio qualcosa per la quale valga davvero la pena uscire (il sushi, ad esempio), non certo un panino che posso farmi anche in casa. Poi, oh, come si dice sempre: son gusti eh? ;)

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G.E.

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Per approfondire:

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articolo Mirror

Pagina wikipedia sui tabloid

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elezione-presidente-del-consiglio

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Qualche tempo fa ha iniziato a circolare su facebook il meme che vedete in questo articolo.

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Mi sembrava d’aver già analizzato questo argomento in passato, ma visto che ancora circola questa tematica, ho deciso di ribadire ulteriormente il concetto.

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Partiamo dicendo una verità oggettiva: nessuno ha mai votato questi Presidenti del Consiglio! Questo è un dato di fatto, ma non esiste nessuna violazione Costituzionale.

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Secondo il sito del Governo e secondo le nostre leggi, gli italiani eleggono i rappresentanti del Parlamento e del Senato, ma è il Presidente della Repubblica che nomina il Presidente del Consiglio, sulla base di alcune consultazioni con le rappresentanze dei vari schieramenti politici. Una volta consultate tutte le rappresentanze, il Presidente della Repubblica nomina un Presidente del Consiglio il quale deve superare la fiducia di Camera e Senato.

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Sì, è vero: noi non votiamo il Presidente del Consiglio, ma è perfettamente in linea con la nostra Costituzione. Nulla di losco o “brutto e cattivo”.

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Cosa potrebbe spingere, allora, la gente a credere che le cose non siano realmente così?

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Ebbene, mi sono posto questa domanda e mi sono risposto col fatto che, specie negli ultimi anni, le coalizioni politiche si univano per appoggiare un determinato candidato alla carica di Presidente del Consiglio, ma diciamo che non era un obbligo di legge, solo una questione di trasparenza.

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Di fatto, in base a quel che viene riportato dalla legge, chiunque può diventare Presidente del Consiglio in Italia, anche senza essersi presentato nelle liste di alcun partito.

Paradossalmente, quindi, anche la cara vecchia “casalinga di Voghera” potrebbe diventarlo, se le coalizioni politiche, il Presidente della Repubblica e i due rami del Parlamento decidessero in tale direzione.

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G.E.

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Per approfondire:

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Come si forma il governo in Italia.

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dj-fabo

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I fatti inerenti il suicidio assistito di Dj Fabo mi hanno fatto riflettere.

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Partiamo dal concetto che, per come la vedo io, DJ Fabo ha preso la decisione giusta. Quella non era una vita, era un vegetare senza scopo, una prigionia nel suo corpo. Una condizione non dignitosa.

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Io nei suoi panni avrei preso la stessa decisione. Io accetterei di lottare contro una malattia che, seppur debilitante e/o indebolente, mi permetta di poter svolgere delle attività, in modo da poter lasciare a chi verrà dopo di me qualcosa che possa essere di utilità, ma non combatterei MAI contro qualcosa in grado di rendermi del tutto non operativo e prigioniero del mio stesso corpo!

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La polemica in questi giorni è a dir poco infuocata. Molti tirano in ballo il concetto della “religione”, ma si può realmente parlare di essa?

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E se fosse che il disegno di Dio fosse stato quello di far morire questo ragazzo nell’incidente? Non sarebbe stato sfidato tenendolo in vita ad ogni costo?

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E se fosse, invece, che la scelta di DJ Fabo fosse stata nei disegni di Dio? Potremmo, noi, giudicarla in qualsivoglia maniera?

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Queste cose non le sapremo mai, perché nessuno può parlare realmente in nome di Dio, ma certo è che, a dispetto di quel che alcune persone possono pensare e/o dire, il nostro corpo e la nostra vita sono le uniche vere cose che ci appartengono e siamo noi a dover decidere sempre per esse. Nessuno può e deve farlo al posto nostro.

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La mia speranza è che, dopo quanto accaduto recentemente, si inizi a parlare realmente di tematiche come l’eutanasia o il testamento biologico o altre forme di tutela del concetto di proprietà della vita e del corpo.

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Personalmente voglio essere io a decidere in situazioni come quella di Fabo cosa fare della mia esistenza, non voglio che siano altri a prendere questa decisione per me!

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Certo, per prendere certe decisioni è necessario essere informati sempre e comunque e su tutto e si deve avere tutto il supporto da parte dei medici e dello Stato, ma la vita ci appartiene. È giusto difendere la vita, ma non è giusto ostinarsi a portarla avanti quando questa perde la sua facoltà di procedere in modo normale e costruttivo per la persona e la società. E, no…questo non autorizza affatto il suicidio per problemi economici, per depressione o altre cose. I problemi economici, con l’aiuto delle persone attorno a noi, si possono superare; la depressione, con l’aiuto degli psicologi, si può curare. Una malattia o uno stato del corpo irreversibile no. Questa è la differenza.

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Purtroppo temo che, per molti anni ancora non potremo vedere simili sviluppi in tal senso: troppe forze sono in gioco in questo campo, tutte sono in equilibrio e nessuna si vuole imporre e questo è davvero molto triste.

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Intanto, Fabo ha potuto trovare finalmente la serenità e ora è libero dalla sua prigione. E se qualcuno sta pensando che DJ Fabo è finito all’inferno…tranquilli, mi sa che con gli anni d’inferno che si è fatto in terra vivendo quella che tutto era tranne che una vita normale, a quest’ora è in paradiso da un pezzo!

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G.E.

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tunnel-stretto-messina-bufala

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Le bufale ritornano sempre, fanno giri lunghi, alle volte vengono obliate, ma alla fine ritornano.

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Questo è il caso della bufala di cui vi parlo oggi.

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Ero su facebook qualche giorno fa e vedo il titolo originale della notizia, il seguente:

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“Scoperto tunnel lungo 3 chilometri che unisce la Sicilia e la Calabria!!PAZZESCO”

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Subito la mente vacilla, perché quando si leggono parole come “INCREDIBILE”, “PAZZESCO”, “STRABILIANTE”, “FAVOLOSO” o anche “CONDIVIDI SE SEI INCAZZATO” suona nella mia mente una tromba simile a quelle dell’Apocalisse.

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Certo, anche il titolo era ben studiato (l’ampiezza dello stretto di Messina è, infatti, di poco più di 3 chilometri), ma leggendo la notizia qualcosa non quadrava.

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Il mio dubbio era di natura meramente “storica”. Nell’articolo, infatti, si parla dei romani, attribuendo a loro questo tunnel nascosto, ma io ho sempre compreso che il “brand” SPQR (chiamiamolo simpaticamente così) avesse come tagline del logo “noi siamo persone pratiche”, quindi mi pare strano che un popolo così pratico spenda anni a creare un tunnel di tre chilometri sotto l’acqua scavando in profondità per 200 metri, senza sapere l’effettiva profondità dello stesso ma soprattutto spendendo un sacco di tempo nella guerra contro Cartagine.

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“Inoltre è strano che una simile notizia non sia stata ripresa da alcun telegiornale” mi sono detto.

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Mi sono subito messo a fare qualche ricerca e i miei dubbi sono stati confermati. Pare, infatti, che il tunnel fotografato non è uno, bensì due: uno italiano e uno ritrovato in Baviera. Inoltre, provando a cercare il nome dell’Archeologo nominato nell’articolo, non si trova nessuna corrispondenza che non siano i siti che parlano di questa bufala.

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Credere a questa notizia? Oh cari: ma assolutamente no! Tutte le prove che si riescono a trovare su google sono contro alla sua credibilità, quindi non ci dovete cascare!

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Se ancora non ci credete, inserisco un articolo preso da giornalettismo, il quale fornisce maggiori dettagli su questa bufala. Ad ogni modo ricordate che quando leggete titoli con parole che urlano al sensazionalismo, come quelle che ho riportato qualche riga sopra, la parola d’ordine numero uno è “sospettare” e la seconda è “controllare”. Non condividete mai – e dico mai – in modo compulsivo: a parte che diffondete una falsità, ma fate pure una figura di cioccolato come poche!

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G.E.

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per approfondire:

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Approfondimenti da giornalettismo

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disegno-di-legge-anti-bufale

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Avevo sentito parlare del nuovo disegno di legge riguardante le notizie false o fake news, ma solo oggi, grazie ad un articolo de “il fatto quotidiano” ho approfondito l’argomento.

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Non servirebbe dirlo, ma diciamolo comunque: una simile legge è di dubbia utilità, in quanto esiste già l’articolo 656 del codice penale che recita “chiunque pubblica notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309” (fonte laleggepertutti.it) e, semplicemente, basterebbe applicarlo al web senza creare nuove leggi.

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Inoltre, analizzando il disegno di legge, resto perplesso su quanto scritto.

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Secondo il disegno di legge, infatti, ogni gestore di un blog dovrebbe inviare una sorta di dichiarazione di inizio attività tramite PEC al tribunale del suo territorio. Ora, a parte che quasi nessun blogger ha una Pec, a parte che una simile idea potrebbe scoraggiare diverse persone ad aprire o tenere aperto un sito internet (danneggiando economicamente i siti di hosting nostrani) ma ci rendiamo conto che i tribunali italiani si troverebbero a dover leggere, analizzare, catalogare e conservare centinaia di migliaia di Pec, rallentando il lavoro dei loro uffici in un periodo in cui più volte si sente dire che la giustizia italiana è sull’orlo del collasso? Ma soprattutto, ci rendiamo conto che è una cosa del tutto inutile, in quanto una persona potrebbe aggirare la legge spostando un dominio su un sito di hosting estero?

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L’obbligo di rettifica proposto nella legge ci potrebbe anche stare in un certo senso (sebbene simili iniziative siano già state precedentemente bocciate dal web), ma “l’obbligo di monitorare tutti i contenuti pubblicati” destinato ai social network e ai siti di condivisione è di impossibile applicazione, non ci sono storie!

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Vi immaginate facebook che si mette a controllare i miliardi di “buongiorno”, “buonasera” e tutto il resto per individuare le notizie false? E in base a cosa, poi, le rimuoverebbe? Per ogni post va a documentarsi per vedere se è vero o no? Certo, si potrebbe fare se ogni social network assumesse almeno il triplo di personale rispetto a quello che ha ora, ma così facendo, andrebbero anche incontro ad enormi problemi! Non so, infatti, quanto resterebbero aperti tra aumento del costo degli stipendi, il calo di post inseriti ed eventuali cause intentate da persone non soddisfatte dal tipo di selezione applicata!

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Siamo tutti d’accordo sul fatto che le bufale vadano fermate, ma non si deve diventare matti cercando soluzioni così complesse. La semplicità premia sempre. Applicare l’articolo 656 del codice penale e abituare la gente a documentarsi prima di condividere sono soluzioni più che sufficienti per circoscrivere il problema. Certo, le bufale online non saranno mai eliminate alla radice e qualcuna apparirà sempre, ma con piccole strategie tutto si sistema semplicemente.

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G.E.

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Per approfondire:

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adamo-ed-eva

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Certo non è mia intenzione entrare in conflitto con alcune pagine facebook, ma quando ci vuole un chiarimento è necessario scriverlo.

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Non è la prima volta che mi imbatto in questo meme (che, per l’occasione, ho rifatto), anche se in principio era molto più semplice.

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Come potete leggere anche voi, esso recita:

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“secondo la Bibbia, tutta l’umanità discende da un uomo e una donna che hanno avuto tre figli maschi…pensaci bene. Prenditi tutto il tempo che ti serve.”

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D’accordo, ho avuto modo di pensarci bene…anzi, sono passato all’azione.

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Digito “Genesi” in google. Cerco il testo omonimo (riporto un link alla fine del testo per conferma) e leggo.

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Due passaggi sono interessanti.

Il primo è nel capitolo 4 e recita:

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“Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?

Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere».

Ma il Signore gli disse: «Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.”

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Il secondo è nel capitolo 5 e recita:

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“Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.”

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Se, quindi, il meme indicava l’impossibilità di quanto scritto, la lettura della Bibbia fornisce una spiegazione molto valida: non solo tre figli, ma diversi figli e figlie che, aggiunti alla straordinariamente lunga vita di questi personaggi, spiegano molto del racconto biblico alla base del popolamento della terra.

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Un ultimo problema che, tuttavia, pone il meme, può essere quello dell’incesto e questo argomento è degno di essere analizzato bene.

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Parto dalla considerazione base che, personalmente, l’idea di avere un rapporto sessuale con un consanguineo, fosse anche alla lontana, mi fa un po’ senso. Per l’amor di Dio, alcuni sono personaggi deliziosi, ma da qui a farci sesso ci passa un abisso molto più che enorme.

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Detto questo, c’è da dire che noi vediamo con orrore l’incesto, ma non è sempre stato così. Facciamo qualche esempio:

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Pare che i Neanderthal, secondo la scienza, siano estinti poiché praticavano l’incesto;

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Tutankhamon sposò sua sorella Ankhesenamon;

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Nell’Antica Roma l’incesto era sì reato, ma a volte veniva abrogato;

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Charles Darwin sposò sua cugina di primo grado, Emma;

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Una delle accuse lanciate agli Asburgo fu quella di fare troppo uso del matrimonio tra parenti (quindi incestuosi);

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Inoltre, anche nella nostra epoca, l’incesto è visto in modo diverso a seconda dello stato, non esiste una visione comune in tutto il mondo.

Forse leggendo la frase scritta sopra, penserete a paesi lontani da noi.

Ebbene, in questo caso sbagliate, ed ecco quale esempio:

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In Francia pare non essere punito l’incesto tra adulti;

In Irlanda l’incesto omosessuale non è punito;

Nei Paesi Bassi l’incesto è legale;

Il Portogallo non lo vieta esplicitamente;

In Russia non è un crimine;

In Spagna l’incesto è legale;

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Sono dati che fanno riflettere sulla soggettività di un atteggiamento verso la questione anche nel mondo moderno.

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Ma nella religione cristiana come stanno le cose?

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Ebbene, come ho già avuto modo di dichiarare in un altro post tematico, si deve partire dal concetto che la Bibbia è un racconto da vedere in maniera cronologica. Non è raro, infatti, che Dio prima dica una cosa e poi cambi idea in base a quello che l’uomo combina. Un esempio può essere il consumo di carne. Se, infatti, all’inizio della Genesi, Dio dice all’uomo che avrebbe dovuto nutrirsi solo di quello che produceva il suolo, sempre nella Genesi, dopo il Diluvio Universale, egli concede all’uomo di mangiare la carne (ma non il sangue) degli animali.

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Medesimo atteggiamento c’è nei confronti dell’incesto.

La proibizione dell’incesto è riportata esplicitamente nel Levitico e nel Deuteronomio. Questi due libri, a livello cronologico, vengono posizionati dopo la Genesi e l’Esodo (tant’è che il Levitico stesso parla più volte di Dio che ordina a Mosè di riportare il suo volere al popolo) e questo fa supporre che, al pari del consumo di carne, Dio abbia permesso ad Adamo ed Eva di praticare l’incesto per poter popolare il pianeta, per poi vietarlo tra le popolazioni successive, bollandolo come un comportamento primitivo non più necessario.

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Anche in questo caso, quindi, la conoscenza e la riflessione, cosi tanto odiate nella nostra società moderna, ci vengono in aiuto e ci fanno capire l’arcano dietro a questo meme, dandoci anche qualche spunto su una questione che pensavamo essere vista nella stessa maniera in tutto il mondo!

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Questo meme ci riporta ad un vecchio insegnamento: nel dubbio, quando trovate una cosa che non riuscite a spiegare, prima di condividere fate una navigazione e scoprite. La spiegazione si trova sempre, non temete d’andarla a cercare.

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G.E.

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Per approfondire:

La genesi

Leggi in materia d’Incesto

Incesto in Europa

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gabbani-pacco-ghe

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Ok, il festival di Sanremo è finito da una settimana, ma ancora ci sono i suoi strascichi.

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Quello che sto per scrivere non viene dettato dai miei gusti musicali (chi mi conosce sa che ascolto metal, hard rock, rock e musica classica – il pop ha uno spessore artistico ed una capacità d’emozionare ormai vicine allo zero assoluto, salvo RARISSIMI casi), però ci sono cose che mi lasciano basito e non poco.

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Chi mi segue su facebook sa che ho seguito, non per voler mio, il festival di Sanremo 2017. Un paio di pezzi erano anche di buona fattura, il resto era quanto meno discutibile.

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Il brano di Francesco Gabbani, nonostante abbia vinto, penso che l’abbiano capito in pochi e forse è meglio così, se no difficilmente avrebbe certo raggiunto simili risultati. Contando, infatti, quello che comunicava, molte persone avrebbero poco apprezzato d’esser canzonati. Tra questi inserirei tutti quelli che pensano che il Karma sia sinonimo di “punizione” (quando, in realtà, è un meccanismo più complesso che tiene in considerazione tutta la condotta di una persona per la successiva incarnazione – detta in maniera molto semplice), chi fa yoga vestito tutto da fighettino, chi scrive namasté su facebook o Twitter e poi lancia tanti di quegli attacchi di odio totale che il Re dei Tomberry di Final Fantasy VIII, in confronto, era pacifista.

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Se queste persone avessero capito la frecciatina, non avrebbero votato di certo il pezzo e, nonostante il fatto che l’elettropop su di me abbia il medesimo effetto della cryptonite su Superman, penso che il brano meritasse di vincere solo per questa potente perculata di una moda che ha stufato.

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In tutto questo ameno clima musicale, la cosa che mi ha lasciato basito è quanto sta accadendo per altri motivi.

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Se ancora vi state chiedendo quali siano i 25 motivi dell’ignoranza musicale degli italiani, eccovela servita. Da qualche giorno, giornalisti, siti web e molte persone comuni (specie su facebook) stanno parlando dei 25 centimetri di pisello di Gabbani, per via di alcune fotografie del cantante fatte sul palco dell’Ariston.

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Ora, io posso capire tutto, ma se in Italia la dimensione del pisello di un artista (tra l’altro smentita e attribuita ad un “canovaccio” infilato nel “locus amoenus” del cantante) risulta essere più interessante ed importante del brano che l’artista stesso canta, è grave.

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Un cantante deve cantare, suonare, scrivere pezzi, non deve fare film porno né trasmissioni a pagamento su cam4 ma il fatto che si dia importanza alla dimensione fallica rispetto allo spessore artistico di un cantante (“gabbani pacco” è il terzo risultato che google consiglia) significa che l’Italia di musica e di arte non capisce niente. E, mi spiace dirlo, ma una società che si interessa di cazzi più che di arte, è una società che non andrà molto lontano. È vero che il sesso ci ha fatto crescere numericamente su questo pianeta, ma sono state le attività intellettive (tra cui l’arte) che ci hanno spinto lontano diventando qualcosa di più di una mera vita a base di carbonio.

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Se, ora, l’interesse cade sui cazzi e non sulle attività intellettive, possiamo parlare di involuzione e non è una bella prospettiva.

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G.E.

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