Saint Seiya - Egypt chapters. Capitolo 8: battaglia tra assassini.

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Anubi era giunto alla quarta casa, quella del cancro presieduta da Deathmask, consapevole del fatto che Horus era riuscito nello scopo di portare Saga dalla loro parte.

Tuttavia, la divinità egizia era consapevole che con gli altri cavalieri d’oro sarebbe stato impossibile ottenere un simile risultato ed era pronto alla battaglia, anche se non temeva Deathmask del cancro.

 

Lui e questo cavaliere d’oro, infatti, avevano qualcosa in comune: entrambi avevano una passione per la gente morta. Uno scontro tra i due sarebbe stato molto, molto interessante, nonostante la palese inferiorità del cavaliere d’oro.

 

Entrò, quindi, Anubi nella quarta casa senza esitazione alcuna, presto raggiunto da Horus e Saga.

 

“Siete arrivati anche voi, finalmente!” constatò Anubi.

“Sì ho avuto qualche piccolo contrattempo nella sistemazione della questione, ti chiedo scusa. E ora, se permetti…” Horus si rivolse a Saga “Cavaliere, cerca di far uscire allo scoperto il tuo amico Deathmask. Abbiamo fretta…”.

 

Saga non disattese gli ordini di Horus, non poteva fare altrimenti, in fondo teneva troppo alla sua vita per perderla in un modo banale come un semplice avvelenamento.

 

“Deathmask, fatti vedere! Si sente la tua presenza lontano un chilometro. Forza non farti attendere! Non è da te tardare tanto sul campo di battaglia!”. Esclamò Saga a voce alta.

 

“Mi conosci bene Saga! Quando c’è da menare le mani, non mi tiro certamente indietro. Da quel che sento, questa notte, al Santuario ci sarà molto da picchiare e da qui, rammento, nessuno passa senza prima avermi sconfitto!” Deathmask del cancro fece la sua entrata ma si accorse solo in un secondo momento che il suo amico Saga era accompagnato dalle due divinità egizie.

 

“Ehi Saga, chi sono questi due individui? E come sono bardati? Perché li stai accompagnando tra le dodici case?” il cavaliere del cancro era sconcertato. Conosceva Saga da anni e gli pareva assai strano quanto appariva di fronte ai suoi occhi!

 

“Non temere, Deathmask, non ti darò dolore!” Saga era pronto ad uccidere subito l’amico, ma la sua mano venne fermata da Anubi “eh no Saga, il tuo amico è affar mio! Devo dare una sonora lezione a questo individuo che si ostina ad entrare e uscire dal mio regno dei morti senza chiedermene il permesso!”.

 

“Senza chiedere i permesso a chi? Fai silenzio, ragazzo!” Deathmask fece per attaccare Anubi, ma il gesto che quest’ultimo fece, lo fermò.

Anubi, infatti, materializzò un coltello e, porgendolo a Deathmask, disse “Tieni, è per te!”.

Deathmask guardò il coltello, poi, con sguardo interrogativo, fissò dritto negli occhi la divinità Egizia.

 

Anubi, capita la situazione, aggiunse “ho analizzato il tuo cosmo e la tua capacità distruttiva. Pensavo peggio! Ho capito che se ti tocco rischio di farti troppo male. Prendi questo coltello!”

Deathmask non capiva dove quell’individuo volesse arrivare “e cosa dovrei farmene, scusa?”.

La risposta di Anubi non si fece attendere “molto semplice. Visto che io un individuo così scarso non lo tocco nemmeno per usarne la faccia per lucidare una latrina, prendi il coltello, ti suicidi e noi, nel lasso di tempo in cui ti dissangui, passiamo a vedere a che punto è Bastet con il cavaliere del leone!”.

 

Nella quarta casa, per qualche secondo, scese un silenzio soffocante. L’aria era carica della stessa tensione che si avverte prima di una violenta tempesta.

 

Con un violento colpo del dorso della mano, Deathmask colpì la mano di Anubi, facendone uscire il pugnale e scagliandolo lontano.

 

“Maledetto insolente!!! Ti farò ingoiare le parole che mi hai appena vomitato addosso!” sbraitò Deathmask rivolgendo all’avversario uno sguardo carico d’odio e rancore.

 

“Non tollero che gentaglia come te faccia cadere i miei preziosi pugnali” ribatté prontamente il Dio dei morti e, con fare del tutto naturale, schioccò le dita.

Il cavaliere della quarta casa si rese conto troppo tardi di cosa significasse quel gesto. Con un’azione così semplice, infatti, Anubi, aveva richiamato il suo coltello, facendolo passare attraverso la gamba sinistra di Deathmask, ferendolo gravemente.

 

Cadde a terra, Deathmask, e il suo avversario ne approfittò per schiacciarne la testa sotto il piede, con lo stesso sadismo con cui avrebbe schiacciato un insetto.

 

“Fatto male granchietto? È il minimo che dovevi aspettarti per aver offeso una divinità!” proferì Anubi con tono beffardo.

 

“T-ti ho riconosciuto, finalmente! M-ma…non può essere!” Deathmask, colpì la gamba dell’avversario liberandosi, si alzò prontamente e guardò bene in faccia Anubi, con uno sguardo che trapelava incredulità.

“N-no! Non puoi essere tu…Anubi! Tu eri imprigionato….assieme agli altri…vi avevo visti nella vostra prigione nei pressi della bocca di Ade! Come avete fatto a fuggire? I-il sigillo di Zeus costringeva le vostre anime in quella gabbia invalicabile! Il sigillo di…” la voce di Deathmask si interruppe quando vide nelle mani del nemico il sigillo spezzato.

 

“Questo?” chiese Anubi “Vedi? Non sei il solo a poter scendere nell’Ade da vivo. Come sai c’è un’altra persona al tempio e quella persona…” Anubi venne interrotto da Horus “chiudi quella maledetta bocca, Anubi! Non siamo qui per fare una conversazione piacevole con questa nullità, o te ne sei dimenticato?” sbottò la divinità.

 

“Vero, Horus! Questa volta devo darti ragione!” rispose Anubi al compagno poi, porse nuovamente il pugnale a Deathmask.

 

“Te lo ripeterò un’ultima volta, Deathmask: prendi questo pugnale e poni un termine alla tua vita, ora, perché se non lo farai te spontaneamente, in questo momento, non hai idea della fine che avrai in sorte per mano mia, poi!”

 

(Continua…)

 

 

 

 

 

 

G.E.

 

 

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