Feed per
Articoli
Commenti

bufala-gorilla-vegano

Ho soprannominato questo meme “supercazzola” perché è assolutamente un nonsense.

A parte il fatto che il 99% di somiglianza del patrimonio genetico non è il 100% (e qui si potrebbe scrivere per giorni e giorni, sfociando anche su alcune affermazioni simili fatte durante le lotte contro la sperimentazione animale dei farmaci), ma quanto c’è di vero in questo meme?

A dire il vero, molto poco…quasi niente. Basta andare a fare un girettino su wikipedia per scoprire che il gorilla è onnivoro e, sebbene mangi principalmente vegetali (che lo rende, però vegetariano, non vegano), si nutre anche di piccoli animali, principalmente insetti, anche se in eccessiva quantità.

I piccoli insetti non sono scelti a caso: com’è emerso anche durante l’Expo Milano 2015, gli insetti sono ricchi di proteine quindi, a rigor di logica, ne serviranno meno per arrivare ad avere le proteine quotidiane necessarie per la vita.

Al di là di queste deduzioni, tuttavia, la verità è che i gorilla non sono al 100% vegani, bensì sono onnivori tendenti al vegetariano e non disdegnano le proteine animali…anche se di animali molto piccoli

Il caso è chiuso!

G.E.

  • Share/Bookmark

Come tutti sappiamo, la notte scorsa un terribile terremoto si è scatenato nel Centro Italia, provocando morti (al momento superano i 73), oltre che a sfollati e distruzione.

Il terremoto, come qualsiasi altro calamità naturale, è fonte di paure, distruzione e morte e può colpire tutti, a prescindere dal proprio credo, dalla propria etica, dal proprio sesso od orientamento sessuale.

Ognuno di noi dovrebbe avere un minimo di sensibilità di fronte a questi eventi e ciò che provocano.

Eppure, su facebook, qualcuno ha avuto la “gentilezza zero” di scrivere post simili.

distanze-da-vegani-estremisti

Io mi auguro vivamente che i vegani, quelli veri e che tutti i giorni parlano di amore universale, prendano le distanze da simili affermazioni!

Già è grave leggere queste persone augurare tumori;

Già è grave vedere queste persone che si danno a vari atti di vero e proprio bullismo nei confronti di chi non la pensa come loro;

Già è grave che queste persone diffondano false notizie…

ma il veganismo è una scelta etica basata sull’amore di tutte le forme di vita, quindi non è tollerabile che persone che vantano una così elevata etica si abbandonino a queste esternazioni e non è tollerabile che i vegani veri non prendano una posizione!

G.E.

  • Share/Bookmark

la-coppia-stony-non-esiste

Penso d’aver trovato in questo articolo di Nerd’s Revenge lo spunto definitivo per scrivere questo articolo.

Premetto che quello che sto per scrivere rappresenta un mio timore personale dettato anche un po’ dalla cronaca, in cui spesso di legge di fantasiosi assassini che si ispirano a libri/film/fumetti per i loro delitti. Non c’è una prova reale, ma è solo la legittima rappresentazione delle mie paure.

Premetto anche che il suddetto articolo non rappresenta un’accusa al sito in cui è postato o alla persona che l’ha scritto, ma mi ha solo dato uno spunto per questo articolo.

Premesso questo, ecco i fatti.

Non so quanti di voi conoscano i termini “yaoi” o “ship”.

Per dirlo in termini semplici, è la tendenza di creare coppie gay tra personaggi, spesso ostili tra di loro oppure legati da una forte amicizia.

Yaoi, indica questa tendenza presente nei manga (anche se il discorso è molto più ampio, in quanto esistono parecchi manga incentrati proprio sulle relazioni gay); Ship è il termine usato più per i comics e le serie USA o comunque anglosassoni.

Pensavate che Batman e Robin fossero solo amici? No: per i fan dello ship sono una coppia gay e lo stesso vale per Thor e Loki, Captain America e Iron Man, Captain America e Bucky, Shaka della Vergine e Ikki e tanti tanti altri personaggi del mondo dell’animazione e dei fumetti.

In soldoni una persona si alza la mattina…legge un fumetto, vede una serie TV, vede un’anime…vede due personaggi e zaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaack: per loro diventano una coppia gay.

Fino a qui niente di male. Insomma: se una persona non ha una vita affettiva o sessuale, è giusto che cerchi di usare altri esempi per pensare a come sarebbe la sua vita sessuale/affettiva se l’avesse.

Il problema è che queste loro fantasie vengono diffuse in tutto il mondo, tramite siti vari, come facebook, siti di fanfiction o fanart, facendole divenire virali.

Se, da un lato, una persona sana di mente con una sana vita affettiva come me le trova antipatiche e fastidiose e si chiede come mai nessun autore di una storia si stia preoccupando di fare le opportune azioni per far cessare questa “brutta abitudine”, dall’altro ci si chiede o si ha il timore che ship e yaoi possano creare problemi peggiori.

In altri termini, è possibile che yaoi e ship possano causare attacchi di odio omofobo?

È possibile, in pratica, che una mente non del tutto “normale”, presa da un eccesso d’ira per il diffondersi di queste immagini yaoi/ship (spesso pure molto spinte) e pensando che queste infanghino e rovinino il beniamino della loro storia preferita, possa identificare non nella fantasia erronea di persone stravaganti o “infoiate”, bensì in gay e lesbiche la causa di questo fenomeno, decidendo di agire per “ripristinare l’onore” del suo personaggio preferito?

Già immagino qualche fan di yaoi e ship che sta cercando dove poter scrivere i suoi commenti, pensando che tutto questo sia assurdo e bla bla bla!

Aspetta a scrivere e rammenta questo nome: Sakakibara Seito.

No, non è il nome di un personaggio di qualche anime o manga giapponese, bensì il nome di un serial killer che, pare, sia stato ispirato nei suoi delitti da diversi film horror, anime, manga…una otaku che, però ha ucciso.

Ora, mettetevi nei panni della persona X.

X ama un personaggio dei fumetti, lo conosce a menadito, sa che non è gay ma vede un sacco di persone online che lo mettono in coppia con altri uomini.

Anziché ridurre il tutto ad un “ma trombare invece di scrivere queste cazzate?”, lui si arrabbia, litiga online perché non accetta queste destinazioni fuorvianti che alcuni fan fanno prendere ad un personaggio.

Litiga e si incazza ogni giorno, accumulando sempre più odio e rancore…

…ora, completate voi la storia ricordando Sakakibara e ditemi: quando X ne avrà fin sopra i capelli, cosa pensate che farà?

Molte persone si definiscono “gay friendly” e lo ostentano anche con Ship e Yaoi pubblicate senza ritegno nella giornata mondiale contro l’omofobia, ma queste gente non sa quanto poco sia gay friendly mettere in pericolo un’intera comunità per le loro fantasie inventate!

Ripeto: è una mia paura, che vorrei fosse infondata. Purtroppo la cronaca ci dice che questa potrebbe non essere un’ipotesi infondata e, non nascondo, mi intimorisce e non poco.

G.E.

  • Share/Bookmark

trio-cicciottelle-facebook

Avevo in mente un articolo, ma visti i recentissimi sviluppi, ho pensato di scrivere tutt’altro, rimanendo nell’argomento.

30 luglio 2012.

la “Gazzetta dello Sport” titola:

Gli arcieri extralarge conquistano Londra

Risultato:

Silenzio. Nessuno disse niente.

9 agosto 2016.

Il resto del Carlino titola:

Il trio delle Cicciottelle sfiora il miracolo olimpico.

Risultato:

Accuse di sessismo per l’articolo.

Giornalista messo alla gogna su facebook.

Direttore del giornale licenziato.

Il direttore di FitArco scrive una lettera aperta.

MEGA BARAONDA

Ora, io non voglio certo continuare a buttare benzina sul fuoco, ma siccome siamo in un paese in cui è lecito (ancora) porsi domande, mi chiedo quanto segue:

  1. Come mai, all’epoca FitArco non si comportò nella medesima maniera. Perché non scrisse a “La Gazzetta dello Sport”?

  2. Fu licenziato il giornalista che scrisse sugli arcieri maschi extralarge dopo aver scritto quell’articolo? (indagherò)

  3. Ci sono state accuse di sessismo o altro su facebook? A me non risulta, ma benvenuto chiunque le porti alla mia attenzione;

  4. Venne licenziato il direttore de “La Gazzetta dello Sport”?

Sinceramente, “extralarge” e “cicciottella” non sono termini molto distanti ed indicano la medesima cosa, tuttavia, al momento ho fatto alcune ricerche online, ma digitando “polemiche arcieri extralarge” non si trova niente.

A seguito di questa ricerca, mi chiedo ancora:

  1. Perché niente fu detto allora, mentre adesso tutti si scatenano?

  2. Perché parlare dell’aspetto fisico di una donna suscita tutto questo odio, mentre farlo per un uomo passa sotto la più totale indifferenza?

  3. Se fosse stata una donna a scrivere questo articolo, magari parlando di maschi, ci sarebbe stata un’accusa di sessismo?

  4. È tutto questo difesa oggettiva della rispettabilità della persona o è una presa di posizione femminista?

Una cosa è certa, e la dico da ex obeso di 108 chili.

“Cicciottella” non è oggettivamente un termine offensivo (“palla di lardo”, “chiattone”, “lardoso” lo sono, “cicciottella” no).

Nello sport e nel mondo in generale esistono i nomignoli. Annamaria Sidoti = “La tascabile” dice niente? È un’abitudine dei giornalisti. Più o meno condivisibile, sia chiaro, ma comunque non degna di una simile baraonda.

Se hai talento e sei bravo/a, te ne sbatti le scatole di qualsiasi cosa e sai distinguere un termine offensivo da uno non offensivo.

Nella storia del mondo ci sono state persone basse/grasse/brutte che, però, hanno fatto grandi cose nel loro campo. Pensiamo a Napoleone, Danny DeVito, Tim Burton, Kathy Bates, Liza Minnelli, Mozart, Barbra Streisand e tanti…tanti altri!

Alcuni non erano alti, altri non erano belli, altri non erano magri o avevano difetti fisici…eppure hanno raggiunto l’eccellenza, esattamente come queste ragazze le quali, seppur non abbiano vinto, in alto ci sono comunque arrivate.

Chi ha letto il mio blog o mi conosce di persona lo sa, ero obeso, poi ho perso tantissimo peso arrivando a 56 chili…anche se per problemi di cui non mi va di parlare ne ho ripresi un po’ (e ora li sto riperdendo per la cronaca), eppure non ho trovato affatto offensivo quel “cicciottella”.

Non lo trovo offensivo forse perché avere un mio compagno di classe che ti tocca il petto come se avessi le tette o sentire paragoni col tuo peso ogni volta che apri bocca su un argomento a caso è offensivo. Era offensivo per me che lo provavo.

Guardando indietro, penso avrei pagato miliardi per sentirmi dare del “cicciottello” invece che subire continue, vere, umiliazioni.

Ma forse è vero che si deve passare l’inferno per vedere le cose nella giusta prospettiva e su facebook tutto vale per farsi notare.

E, in fondo, cosa ne saprà mai un ex obeso di 108 sulle discriminazioni che subiscono gli obesi, rispetto a chi problemi di peso non ne ha mai avuti?

G.E.

Per approfondire:

Articolo sugli arcieri italiani extralarge

  • Share/Bookmark

In questi giorni sta impazzando su facebook questa immagine.

persecuzione-vegana

Come si può vedere, chi ha creato questa immagine (presumibilmente vegani – quando tornerò con la pagine facebook, magari chiedo alla pagina ove l’ho trovata di confermarmi ciò), ha voluto sottolineare come la critica verso i vegani sia diventata una forma d’odio come il nazismo, il razzismo e via dicendo.

Ora… “farò finta” di non essermi accorto di un’immagine microstock di dreamstime utilizzata senza relativo acquisto (sebbene personaggi così etici come i vegani dovrebbero rispettare il lavoro degli altri esattamente come rispettano gli animali comprando, quindi, le immagini online che non sono gratuite) e vorrei concentrarmi sul concetto che viene lanciati.

“Cari” vegani, non fate le vittimine suvvia!

In fondo quel che sta accadendo verso di voi…quello che voi chiamate “odio”, ve lo siete cercato con tutte le vostre forze.

Cercate di capire: alla gente dei vegani e della loro etica/filosofia/scelta personale non gliene può fregare meno di zero. Siamo in un mondo libero, quindi ognuno ha il diritto di sposare ciò che vuole, col limite imprescindibile del “non rompere i c******i a chi non la vede nello stesso modo”).

Da un lato non vi si può dare un eccesso di colpa. Siete figli del vostro tempo.

Una volta si lottava pacificamente, in nome della verità e della razionalità, ma ormai siamo nell’epoca in cui l’uomo medio represso vuole portare guerra a chiunque la veda diversamente da lui. Non perché la sua idea sia giusta, ma per la paura che la sua idea si sbagliata.

In un clima simile, naturale che tutto degeneri.

Non abbiamo più le femministe che dicono “le donne e gli uomini sono uguali”, ma le femminazzare che dicono “le donne sono divinità in terra e gli uomini sono delle m***e”;

Non abbiamo più gli atei che dicono “tu credi in Dio, io no ma siamo comunque uguali”, ma gli ateazzari che dicono “io non credo e sono un genio, tu credi sei una m***a”;

Non abbiamo più la fede religiosa che porta all’amore ma la pseudofede che dice “se non credi in quel che dico io, sei una m***a e devi morire”;

E, infine – ma solo per tagliare corto – non ci sono più gli animalisti che dicono “io metto al primo posto gli animali perché è una mia scelta etica ma se tu non lo fai amen” ma gli animalari che dicono “se tu non metti al primo posto gli animali sei una m***a e ti combatterò con tutte le armi lecite e non”.

Quest’ultimo concetto, naturalmente, si allarga anche ai voi, cari vegani e ai vostri amici vegetariani, crudisti, fruttariani e via dicendo. Una serie di “-azzari” che, ormai, combatte con le medesime armi.

In questi anni di vegazzari ho letto alcuni di voi che si sono creduti superiori alla scienza, che hanno bollato chi non era come loro con vari epiteti come “carnivoro” (ragazzi, l’essere umano è onnivoro, mettiamocelo in crapa), “mangiacadaveri”, “mangiamorte”, “mongonnivori”, che si sono dipinti come esseri superiori per via di una scelta etica personale e soggettiva (ma le scelte etiche non sono una superiore all’altra…sono solo scelte etiche), che hanno augurato tumori come se nulla fosse, che hanno diffuso falsità, che hanno distorto la realtà dei fatti, che hanno violato la privacy delle persone (come scordare la diffusione dei dati personali di uno degli admin di Vegano Stammi Lontano?), che hanno gioito della morte di cacciatori o semplici ristoratori o che, ancora, hanno creato una pagina facebook per fare atti di vero e proprio bullismo nei confronti di chi screditava le loro idee.

Una persona fa spallucce un giorno…due giorni…una settimana…due settimane…un anno…ma dopo un po’, ‘zzarola gli parte l’infervoro.

La gente vi odia? Ok, sia pure, ma non potete mettervi al livello degli ebrei o della gente di colore.

Gli ebrei, ad esempio, non avevano realmente fatto niente di male. Vivevano la loro vita, lavorando e faticando, senza rompere di fatto le scatole a nessuno e un bel giorno, grazie ad Hitler, sono stati presi di mira perché ritenuti colpevoli di fatti che mai avevano commesso, perseguitati e uccisi a centinaia di migliaia.

Voi cos’avete a che vedere con gli ebrei? Voi avete provocato, avete aggredito in modo verbale, scritto e sfociando quasi nell’aggressione fisica, avete fatto peste e corna contro tutti e contro tutto per imporre la vostra idea.

E vi sentite perseguitati? Siamo seri?

Voi non siete perseguitati: avete raccolto ciò che avete seminato!

E si sa che chi semina vento raccoglie tempesta. Ecco, ora avete la vostra tempesta, ma se posso suggerirvi una cosa, invece che citare il nazismo, citate la Divina Commedia e quel “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”, perché meglio s’addice a questa situazione.

Se, infatti, aveste da subito usato meno rabbia e più rispetto verso il prossimo, le cose sarebbero andate diversamente.

G.E.

  • Share/Bookmark

Sempre su facebook ho intercettato questa immagine.

pokemon-go

Non so se ridere o piangere!

Sì, perché io non guardo uomini e donne, temptation island, grande fratello ma comunque ritengo pokemon go una perdita di tempo.

Anzi, peggio.

Lasciando perdere gli incidenti vari che si stanno verificando, lo trovo un qualcosa di poco costruttivo.

Già viviamo in una società in cui i rapporti umani e sociali sono un optional, isolarsi per giocare ad un giochino non penso sia proprio il top, specie per i giovani che non sono capaci di scrivere nemmeno una lettera ufficiale, ma che le cazzate che possono fare con la tecnologia le conoscono tutte!

Mi costa, inoltre, scrivere quel che sto per scrivere, ma sinceramente i suddetti programmi, nella loro inutilità, hanno la loro utilità!

Pensateci: tornate a casa stanchi dal lavoro. Siete a pezzi dopo un turno lavorativo massacrante.

Avete mangiato e vi spaparanzate distrutti sul divano.

Che fate? Guardate un film che vi intrippa o un documentario di Alberto Angela che vi affascina dal primo all’ultimo minuto?

NO!!!

Guardate il Grande Fratello o qualsiasi altro reality show o reality game e…tempo dieci minuti e crollate tra le braccia di Morfeo. Un minuto di grande fratello (o di altri programmi simili) equivale a 10 gocce di lexotan, mica inezie :)

G.E.

  • Share/Bookmark

bufala-canone-rai

Una nuova bufala circola in rete, con l’immagine che vedete allegata all’articolo.

In base a questa immagine – divenuta virale in facebook – al canone Rai verrebbe applicata l’IVA del 22%, portando la spesa per questa tassa a ben 122 euro, nonostante le notizie dei mesi precedenti avessero detto che questa sarebbe stata di “soli” 100 euro.

Inutile dire che è una l’Iva sul canone rai è una bufala.

Non serviva una scienza infusa per capirlo.

A parte quel favoloso “abinata” (che nemmeno mia nipote in prima elementare commetteva simili strafalcioni) che avrebbe fatto storcere il naso anche a chiunque, ma ci troviamo di fronte ad un foglio volante, scritto a mano.

Nessuna bolletta…nessuna fattura! Qualcuno ha postato questo foglietto volante fotografato e altri – tanti altri – ci sono caduti come pere mature.

Ma si può credere, nel 2016, ad un foglio volante? Siamo seri?

Solo questo avrebbe fatto comprendere che qualcosa non tornava.

Ma se qualcuno ha ancora qualche dubbio in proposito, può cliccare qui e trovare altre informazioni.

Ad ogni modo, ricordate che sulle tasse non si può applicare l’IVA in base alla Sentenza n°3671/97 della Cassazione in cui è specificato che “salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra”.

Rimane il fatto che il Canone rimane una tassa che non comprendo.

Essa è una tassa di possesso del televisore, però se penso a questa formula non posso non pensare ad un bene di lusso che può avere una persona su mille.

Il televisore è un bene di consumo e la tassa richiesta, il Canone appunto, a volte è esagerata se rapportata al prezzo stesso dell’apparecchio. Ormai un televisore lo puoi acquistare anche per meno di 200 euro (se in offerta) e lo Stato chiede 100 euro di Canone. In pratica una tassa che ammonta in alcuni casi al 50% del costo dell’oggetto di consumo stesso.

È a dir poco esagerato come costo, per non parlare del fatto che, da quando è stato istituito il Canone ad oggi, le cose in Rai sono cambiate: c’è più pubblicità rispetto al passato e molti più canali rispetto a prima.

Il dubbio è: con questi presupposti è giusto che lo Stato chieda ancora il Canone? E qualora fosse giusto che lo faccia, è corretto chiedere una tassa che può arrivare fino a metà del costo del bene in questione?

G.E.

  • Share/Bookmark

Warner Bros ha da pochi giorni rilasciato il primo trailer italiano di Wonder Woman.

Ho dovuto vederlo due volte per…no ok, non mentirò: ho dovuto vederlo quattro volte per poter capire se questo adattamento potesse piacermi o meno.

Risultato finale: il trailer mostra una storia che ricalca più o meno fedelmente la storia di Wonder Woman e – di conseguenza logica – Diana Prince quindi, forse complici le canzoni dei Nightwish che stavo ascoltando mentre vedevo questo breve video promozionale, mi stuzzica.


Certo vorrei vedere qualcosina di più (magari nelle prossime settimane verranno divulgati altri trailer), ma le musiche, il cast e il doppiaggio sono stati sufficienti, al momento, per spingermi a dire d’essere interessato a vedere questo film al cinema (e per farmi muovere il terga per andare fino al cinema, ce ne vuole!).

wonder-woman-2017


Qualche compatriota avrà da ridire che questo film ricorda Captain America perché lei combatte contro i nazisti e il film è uscito dopo quello del supereroe Marvel, ma non me ne curo più di tanto.

In fondo siamo in un paese dove c’è gente che mi salta su a dire che Saint Seiya the Lost Canvas è una bella storia che merita (quando, come già detto, è solo una cozzaglia elementi presi dalle serie di Kurumada e messe lì con poca perizia e solo per attirare i fan nostalgici): quanti sapranno che Wonder Woman e Captain America sono usciti lo stesso anno e che, quindi, condividono lo stesso clima storico?

Mi aspetto di leggere un sacco di cavolate, nelle prossime settimane (il disagio è forte in chi le cose non le sa e spara a manetta senza troppa cura), per ora rimango piacevolmente colpito dal trailer di Wonder Woman, ritengo l’attrice Gal Gadot adattissima a ricoprire il ruolo di una delle donne più forti e sexy dei fumetti americani e rimango in attesa di novità su questa pellicola.

G.E.

  • Share/Bookmark

autobus-ateo-errore

La diatriba sull’esistenza di Dio è senza fine e vede gli schieramenti (credenti e atei…gli agnostici hanno risolto il problema in altro modo) scendere in campo in questa a più riprese, a volte con dei risvolti interessanti.

***

Avete mai provato a chiedere ad un ateo di dimostrarvi l’inesistenza di Dio?

***

Probabilmente sì, e magari l’avete fatto parlando, in termini generali, di religione (magari dopo un attentato). In quella situazione, probabilmente, l’ateo avrà scritto, senza che nessuno glielo abbia chiesto, “Dio non esiste!”.

Voi avete chiesto una dimostrazione, ma la risposta è stata tipo “No, devi essere tu a dimostrarmi l’esistenza di Dio, perché chi fa un’affermazione per primo, la deve dimostrare”!

***

Molto comodo ma molto, molto infantile.

Vero che una persona, quando fa un’affermazione per primo, la deve dimostrare, ma se io scrivo un post dicendo che gli attentatori non hanno a che fare con la religione e uno risponde che Dio non esiste e io gli chiedo di dimostrarlo, non sono io a dover dimostrare, ma lui.

È come se tu andassi in giro dicendo “ho una penna rossa in tasca” e alla domanda di dimostrare la tua affermazione, tu rispondessi “no, devi essere tu a dimostrare che non ho una penna rossa in tasca”. Probabilmente, rispondendo così, sarai mandato a c****e.

***

Ma l’ateo afferma e impone, non spiega. Non sa spiegare, o forse non vuole farlo o ha paura di farlo. Allora cosa fa? Ti rivolta la frittata aggiungendo, spesso, che credere è da stupidi! Non dimostrare un proprio ragionamento ed etichettare in modo negativo chi la vede in modo diverso è molto intelligente neh?

***

“Dio non esiste” dicono gli atei! E come possono dirlo se non siamo ancora stati capaci di trovare una civiltà nell’universo pari o superiore alla nostra e ad entrarci in contatto con prove reali? Non dimostriamo l’esistenza di qualcosa di simile a noi e vogliamo farlo con qualcosa di superiore per definizione?

“Non hai bisogno di Dio” dicono gli atei! Ma se non sappiamo nemmeno se esiste o meno e che influenza possa avere nelle nostre vite, come fai ad affermare che non hai bisogno di Dio?

***

E se, poi, alcuni fondatori dell’ateismo, finiscono col diventare deisti, qualche dubbio su questa certezza dell’inesistenza di Dio e della sua inutilità non può fare altro che venire, ma poco importa tutto questo, il fatto che conta è che qualsiasi affermazione inerente Dio è un’opinione personale più o meno condivisibile. Ma perché imporla?

***

La frase giusta da un punto di vista razionale, quindi, dovrebbe essere:

“La cattiva notizia è che nessuno può razionalmente dire che Dio esista o meno e, quindi, non puoi sapere se ne hai bisogno”

ma il giorno che gli atei lo affermeranno, farò una settimana da vegano.

***

***

G.E.

Per approfondire:

Antony Flew: ateismo e ritorno

Onde gravitazionali dimostrano l’esistenza di Dio (articolo Libero Quotidiano)

  • Share/Bookmark

will-grace-biden

Con una maratona di oltre due ore, Paramount Channel ha terminato la messa in onda di Will & Grace.

Una serie che ho amato e ho amato molto rivedere.

Semplice, allegra, simpatica e molto d’effetto.

Nei giorni scorsi, andando a curiosare un po’ su wikipedia ho potuto leggere una frase di Biden riguardo questa serie, oltre che ad altre vette che questo telefilm ha raggiunto, e mi sono fermato a riflettere.

***

Spesso, infatti, ci viene detto che sono le associazioni gay o il gaypride le istituzioni necessarie e obbligatorie che davvero fanno qualcosa per il mondo LGBT e chi dice il contrario si attira l’odio o l’accusa di essere un gay represso oppure d’essere omofobo. Spesso, queste accuse di omofobia derivano dalle critiche che si possono muovere specie verso il gaypride, in cui non è raro vedere uomini mezzi nudi, dietro i quali, pare (almeno in base a ciò che ho avuto modo di leggere) esista un simbolismo.

***

Ora, non voglio certo negare tutto questo, ma un simbolismo fatto di uomini mezzi nudi e boa di piume di struzzo viene davvero compreso?

Nell’arte, il simbolismo deve essere spiegato per poter essere compreso, se no la gente si ferma alla superficie e si fa un’idea che può essere del tutto errato.

Stessa cosa per il gaypride: può esserci tutto il simbolismo che vuoi dietro agli ometti mezzi nudi, ma se non lo spieghi, nessuno lo capisce e, sicuramente, il risultato sarà diverso da quello che si vorrebbe.

***

Un giorno qualcuno dovrà ammettere che il gaypride ha dato una visione distorta del mondo LGBT, grazie all’enorme dose di trasgressione presente.

Le grandi conquiste, purtroppo, non sono state fatte per le strade a suon di uomini in perizoma o con boa di piume di struzzo ma parlando al grande pubblico in modo semplice diretto e senza troppi peli sulla lingua.

***

In quest’ottica, dando ragione a Biden, Will & Grace hanno fatto, in questo mondo, molto più di quanto altre manifestazioni LGBT hanno fatto.

Questa serie, come anche altre d’enorme successo (tra cui si può citare, tra le altre, Dawson’s Creek o Grey’s Anatomy) hanno fatto una cosa che il gaypride e le associazioni gay non erano riuscite del tutto a fare: approfittando di un momento di “timida apertura” hanno mostrato al mondo gay e lesbiche.

Ma badate bene: non li hanno mostrati come personaggi mezzi nudi e sculettanti su dei carrozzoni carnevaleschi, ma come delle persone normali, con i propri vizi e le proprie virtù, coi propri sentimenti, le proprie paure e le proprie angosce, facendo capire al grande pubblico che queste persone meritavano non di essere ghettizzate o marchiate come “pervertiti malati di sesso” e via dicendo, ma come persone esattamente come loro.

***

Probabilmente, le conquiste del mondo gay degli ultimi anni sono da attribuire più a queste serie che non ad altro e il mondo LGBT non può fare altro che ringraziare questi telefilm e la loro esistenza.

***

G.E.

***

Per approfondire:

***

***

Sull’arcigay

Sul gaypride

  • Share/Bookmark

« Vecchi articoli

Chiudi
Invia e-mail
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Navigando sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.
Maggiori informazioni
Ok