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La diatriba sull’esistenza di Dio è senza fine e vede gli schieramenti (credenti e atei…gli agnostici hanno risolto il problema in altro modo) scendere in campo in questa a più riprese, a volte con dei risvolti interessanti.

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Avete mai provato a chiedere ad un ateo di dimostrarvi l’inesistenza di Dio?

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Probabilmente sì, e magari l’avete fatto parlando, in termini generali, di religione (magari dopo un attentato). In quella situazione, probabilmente, l’ateo avrà scritto, senza che nessuno glielo abbia chiesto, “Dio non esiste!”.

Voi avete chiesto una dimostrazione, ma la risposta è stata tipo “No, devi essere tu a dimostrarmi l’esistenza di Dio, perché chi fa un’affermazione per primo, la deve dimostrare”!

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Molto comodo ma molto, molto infantile.

Vero che una persona, quando fa un’affermazione per primo, la deve dimostrare, ma se io scrivo un post dicendo che gli attentatori non hanno a che fare con la religione e uno risponde che Dio non esiste e io gli chiedo di dimostrarlo, non sono io a dover dimostrare, ma lui.

È come se tu andassi in giro dicendo “ho una penna rossa in tasca” e alla domanda di dimostrare la tua affermazione, tu rispondessi “no, devi essere tu a dimostrare che non ho una penna rossa in tasca”. Probabilmente, rispondendo così, sarai mandato a c****e.

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Ma l’ateo afferma e impone, non spiega. Non sa spiegare, o forse non vuole farlo o ha paura di farlo. Allora cosa fa? Ti rivolta la frittata aggiungendo, spesso, che credere è da stupidi! Non dimostrare un proprio ragionamento ed etichettare in modo negativo chi la vede in modo diverso è molto intelligente neh?

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“Dio non esiste” dicono gli atei! E come possono dirlo se non siamo ancora stati capaci di trovare una civiltà nell’universo pari o superiore alla nostra e ad entrarci in contatto con prove reali? Non dimostriamo l’esistenza di qualcosa di simile a noi e vogliamo farlo con qualcosa di superiore per definizione?

“Non hai bisogno di Dio” dicono gli atei! Ma se non sappiamo nemmeno se esiste o meno e che influenza possa avere nelle nostre vite, come fai ad affermare che non hai bisogno di Dio?

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E se, poi, alcuni fondatori dell’ateismo, finiscono col diventare deisti, qualche dubbio su questa certezza dell’inesistenza di Dio e della sua inutilità non può fare altro che venire, ma poco importa tutto questo, il fatto che conta è che qualsiasi affermazione inerente Dio è un’opinione personale più o meno condivisibile. Ma perché imporla?

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La frase giusta da un punto di vista razionale, quindi, dovrebbe essere:

“La cattiva notizia è che nessuno può razionalmente dire che Dio esista o meno e, quindi, non puoi sapere se ne hai bisogno”

ma il giorno che gli atei lo affermeranno, farò una settimana da vegano.

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G.E.

Per approfondire:

Antony Flew: ateismo e ritorno

Onde gravitazionali dimostrano l’esistenza di Dio (articolo Libero Quotidiano)

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will-grace-biden

Con una maratona di oltre due ore, Paramount Channel ha terminato la messa in onda di Will & Grace.

Una serie che ho amato e ho amato molto rivedere.

Semplice, allegra, simpatica e molto d’effetto.

Nei giorni scorsi, andando a curiosare un po’ su wikipedia ho potuto leggere una frase di Biden riguardo questa serie, oltre che ad altre vette che questo telefilm ha raggiunto, e mi sono fermato a riflettere.

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Spesso, infatti, ci viene detto che sono le associazioni gay o il gaypride le istituzioni necessarie e obbligatorie che davvero fanno qualcosa per il mondo LGBT e chi dice il contrario si attira l’odio o l’accusa di essere un gay represso oppure d’essere omofobo. Spesso, queste accuse di omofobia derivano dalle critiche che si possono muovere specie verso il gaypride, in cui non è raro vedere uomini mezzi nudi, dietro i quali, pare (almeno in base a ciò che ho avuto modo di leggere) esista un simbolismo.

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Ora, non voglio certo negare tutto questo, ma un simbolismo fatto di uomini mezzi nudi e boa di piume di struzzo viene davvero compreso?

Nell’arte, il simbolismo deve essere spiegato per poter essere compreso, se no la gente si ferma alla superficie e si fa un’idea che può essere del tutto errato.

Stessa cosa per il gaypride: può esserci tutto il simbolismo che vuoi dietro agli ometti mezzi nudi, ma se non lo spieghi, nessuno lo capisce e, sicuramente, il risultato sarà diverso da quello che si vorrebbe.

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Un giorno qualcuno dovrà ammettere che il gaypride ha dato una visione distorta del mondo LGBT, grazie all’enorme dose di trasgressione presente.

Le grandi conquiste, purtroppo, non sono state fatte per le strade a suon di uomini in perizoma o con boa di piume di struzzo ma parlando al grande pubblico in modo semplice diretto e senza troppi peli sulla lingua.

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In quest’ottica, dando ragione a Biden, Will & Grace hanno fatto, in questo mondo, molto più di quanto altre manifestazioni LGBT hanno fatto.

Questa serie, come anche altre d’enorme successo (tra cui si può citare, tra le altre, Dawson’s Creek o Grey’s Anatomy) hanno fatto una cosa che il gaypride e le associazioni gay non erano riuscite del tutto a fare: approfittando di un momento di “timida apertura” hanno mostrato al mondo gay e lesbiche.

Ma badate bene: non li hanno mostrati come personaggi mezzi nudi e sculettanti su dei carrozzoni carnevaleschi, ma come delle persone normali, con i propri vizi e le proprie virtù, coi propri sentimenti, le proprie paure e le proprie angosce, facendo capire al grande pubblico che queste persone meritavano non di essere ghettizzate o marchiate come “pervertiti malati di sesso” e via dicendo, ma come persone esattamente come loro.

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Probabilmente, le conquiste del mondo gay degli ultimi anni sono da attribuire più a queste serie che non ad altro e il mondo LGBT non può fare altro che ringraziare questi telefilm e la loro esistenza.

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G.E.

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Per approfondire:

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Sull’arcigay

Sul gaypride

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ATTENZIONE: questa è un’analisi e classifica critica delle opere uscite sotto il marchio “Saint Seiya”. Alcune cose che leggerai potrebbero non incontrare il tuo gusto personale. Se non sei pronto/a a leggere questa analisi critica e oggettiva non proseguire nella lettura!

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Sono tante le serie (manga e anime) che passano sotto il nome di “saint Seiya”, ma nessuno, o comunque pochi, hanno pensato di mettere in relazione ogni serie e di classificarle in base non al gusto personale, bensì a caratteristiche di tipo più razionale e oggettivo.

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In questa classifica, verranno prese in considerazione e analizzate tutte le storie anime e manga che ruotano attorno ai Santi di Athena. Ogni caratteristica comune sarà votata e, alla fine, a tutte le serie verrà dato un voto e un giudizio. Non ci saranno rimandati a settembre, credetemi.

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Chi vuole può arricchire il post con dei commenti, ma chiarisco che quel che leggerete ha una valenza tecnica, il gusto personale non avrà alcun peso (premessa necessaria per evitare le solite polemiche e chiacchiere da bar). Invito eventuali commentatori, inoltre, a ricordare le regole di rispetto e buona educazione vigenti nel blog. In caso non le rispettiate, non lamentatevi poi se il sottoscritto vi risponde a tono.

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Ma andiamo oltre: Le opere che verranno analizzate saranno:

  • Saint Seiya Anime classico fino a Nettuno;

  • Saint Seiya Manga classico fino ad Hades incluso;

  • Saint Seiya Next Dimension;

  • Saint Seiya Anime Hades;

  • Saint Seiya Omega;

  • Saint Seiya Episode G;

  • Saint Seiya The Lost Canvas – manga;

  • Saint Seiya The Lost Canvas – anime;

  • Saint Seiya Saintia Sho;

  • Saint Seiya Anime: La dea della Discordia;

  • Saint Seiya Anime: L’ardente scontro degli dei;

  • Saint Seiya Anime: La leggenda dei guerrieri scarlatti;

  • Saint Seiya Anime: L’ultima Battaglia;

  • Saint Seiya Anime: Le porte del Paradiso;

  • Saint Seiya Anime: Legend of Sanctuary;

  • Saint Seiya Anime: Soul of gold.

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I voti saranno dati in base a:

  • Elementi di originalità (sia all’interno del brand che all’interno del panorama manga/anime);

  • Rispetto dell’arco narrativo originale;

  • Trama;

  • Design;

  • Penalità Fanservice (un voto al rovescio per il quale si parte da uno 0 = fanservice allo stato puro, e si arriva ad un 10 = fanservice assente)

Tutto chiaro? Ecco, allora, la prima parte della classifica! Buona lettura.

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16° CLASSIFICATO: Saint Seiya – Soul of gold.

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Elementi di originalità: 5

Rispetto dell’arco narrativo originale: 2

Trama: 3

Design: 2

Penalità Fanservice: 0 (voto inverso)

Voto medio: 2,4

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Serie amata da alcuni fan ma non salvata da un’analisi più oggettiva.

Inizialmente sembrava ben realizzata, ma si è rivelata una delusione. Il suo design scadente e altalenante colmo di colli da giraffa, anatomie a sentimento e facce che sparisono sono stati un colpo al cuore.

Inoltre, la trama non molto chiara, ripetitiva e piena di strafalcioni, ha dato un la mazzata finale alla serie. Costava tanto fare in modo, ad esempio, che la daga passasse di gold in gold per “autorizzare” l’evoluzione delle armature d’oro com’era stato detto? Perché alcune l’hanno usata e altre no?

La battaglia contro Hades dura circa 2 giorni terrestri (di cui 12 ore minime al santuario). Costava tanto tenere presente questo dato nel creare questa serie? Costava tanto far quadrare i tempi?

Una cosa in cui, però, questa serie eccelle è il fanservice! Quanto elencato sopra, infatti, viene dimenticato se pensiamo all’enorme dose di fanservice inserito nella serie. Indimenticabili le lodi a Saga dei gemelli (tanto forte da non fare niente) o l’accento sul rapporto Milo – Camus molto amato dallo yaoi, solo per citare alcuni esempi.

Tecnicamente si può fare di più!

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15° CLASSIFICATO: Saint Seiya The Lost Canvas - anime

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Elementi di originalità: 5

Rispetto dell’arco narrativo originale: 5

Trama: 2

Design: 7

Penalità Fanservice: 0 (voto inverso)

Voto medio: 3,8

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La versione anime di Saint Seiya the lost Canvas – Il mito di Ade non può che dimostrarsi una delusione completa. Essa presenta gli stessi elementi negativi della serie da cui è stata tratta (e di cui parleremo poi) ma ad essa si aggiunge un design che spesso non rapisce lo sguardo ma che, in compenso, fa apparire molti personaggi come dei chiattoni e non come delle persone che hanno subito un allenamento degno di un bodybuilder, col quale – manco a dirlo – non condividono la tonicità e la prestanza fisica.

Il fatto che, poi, la serie non sia stata completata, non la premia di certo. E non diamo la colpa al costo dei dvd di questa serie in Giappone: se qualcosa realmente piace ed è fatta bene, merita di essere acquistata al prezzo richiesto.

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14° CLASSIFICATO: Saint Seiya The Lost Canvas - Manga

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Elementi di originalità: 5

Rispetto dell’arco narrativo originale: 5

Trama: 2

Design: 9

Penalità Fanservice: 0 (voto inverso)

Voto medio: 4,2

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So che questo sarà il voto critico che meno piacerà ai lettori (e già mi aspetto le shitstorm), ma non si può parlare bene di Saint Seiya the lost Canvas – Il mito di Ade, sarebbe una falsità senza precedenti.

Dopo i primi volumi interessanti, la storia diventa un mix tra la serie classica e Beautiful, in cui le ore che passano diventano un dipinto, i personaggi che dovrebbero essere principali (tra cui Tenma) diventano secondari rispetto ai gold che dovrebbero, invece, essere secondari, il look dei personaggi è il medesimo della serie classica e ci fa assistere al primo caso di reincarnazione con annesso trasferimento del medesimo patrimonio genetico (e poco mi interessano le geniali trovate di Kurumada: la scelta di dare ai gold il medesimo aspetto è una mancanza di originalità imperdonabile per chi ha creato un brand di successo mondiale).

Tutto, poi, è portato all’estremo fino a rendere la storia ridicola. Le cose più comiche sono la morte di Degel per impedire il risveglio del dio Poseidon che decide di cambiare sesso (e qui un “ma vaff***” ci stava tutto) congelando tutto il regno dei mari e le stragrandi abilità di Regolus di poter fare l’Athena Exclamation da solo, sputando di fatto su quanto dice la serie classica (Athena Exclamation = tre cavalieri che colpiscono unendo i loro tre cosmi).

A questo si aggiunge una “trama polpettone” i cui compare un po’ tutto: la lotta contro Hades, Blue Grado, Poseidon, ecc…ci mancavano solo gli alieni proveniente di Nibiru e l’apparizione di Lady Oscar e Jeeg Robot d’acciaio e avevamo tutto.

Si salva il design, ma è una delle poche cose ad avere questo privilegio. Il resto, infatti, tra il grande servizio di fanservice e tutto il resto, non arriva nemmeno alla sufficienza.

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13° CLASSIFICATO: Legend Of Sanctuary

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Elementi di originalità: 7

Rispetto dell’arco narrativo originale: 3

Trama: 6

Design: 7

Penalità Fanservice: 4 (voto inverso)

Voto medio: 5,4

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Anche qui avrò delle critiche? Chi lo sa! Sicuramente non si può dire che questo film in CGI sia stato il top dell’originalità, visto che riprende la serie originale in toto. Se non altro, vada a suo merito il fatto che tenta di rivedere la nota salita alle 12 case in un’ottica del tutto diversa e questo è un dato che va premiato e che rende questo film un po’ più originale rispetto ad altre storie finora analizzate, senza dimenticare che è il primo CGI del brand.

Tutto questo si riflette anche sulla trama, non perfetta e non nuova, sia chiaro, ma almeno resa con un’ottica più originale e senza troppo dei soliti cliché.

Tutta questa originalità, però, gioca a sfavore del film, facendolo allontanare dal rispetto dell’arco narrativo classico e, assieme alle continue strizzate d’occhio al fanservice (e ce la vogliamo scordare la nostra Milo femmina?) e lo stravolgimento delle cloth (per quanto il resto del design non sia affatto male) non salva Legend of Sanctuary dalle zone basse della classifica.

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12° CLASSIFICATO: Saint Seiya Episode G

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Elementi di originalità: 10

Rispetto dell’arco narrativo originale: 8

Trama: 8

Design: 3

Penalità Fanservice: 3 (voto inverso)

Voto medio: 6,4

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E poi arrivi all’episodio G ed è inutile, per quanto tu voglia essere buono, non puoi esserlo.

Sì, la storia è originale e si sposa benissimo con gli eventi di tantissime anche serie (persino con Saint Seiya Omega, il che è tutto dire) e con l’arco narrativo classico…ok, c’è qualche errore, come le età dei gold saint ma proprio quel fanservice sulle successioni dei cavalieri d’oro, proprio non si può vedere, come il resto del fanservice.

Se poi consideriamo che il tratto di questo manga fa apparire tutti i gold come un gruppo di transettoni operati nelle peggiori sale chirurgiche per il cambio di sesso di Casablanca, veramente non si può parlare troppo bene di Episode G, nonostante il successo riscosso (ma parafrasando ciò che disse una volta una collega blogger “l’importante è che ci sia scritto Saint Seiya e la gente compra”).

Qui si è fatto un po’ più che altrove, ma siamo lontani da standard accettabili.

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11° CLASSIFICATO: Saint Seiya Next Dimension

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Elementi di originalità: 6

Rispetto dell’arco narrativo originale: 9

Trama: 10

Design: 6

Penalità Fanservice: 2 (voto inverso)

Voto medio: 6,6

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Dopo la fine di Hades nel manga classico, tutti ci aspettavamo un seguito. Anni dopo Kurumada ci ha pensato e ha sfornato il Next Dimension.

Razionalmente, però, si rimane delusi da questa serie. A parte il tratto di Kurumada che è bruttino forte e lo è sempre stato e la trama che, per essere originale è originale, la sua volontà di inserire troppe novità e accontentare troppo i fan, al momento, giocano un ruolo negativo nei confronti della serie.

L’inserimento del cavaliere di Ofiuco, poi, è stato un pesante autogoal. Per dirla in termini informatici, possiamo dire che l’Ofiuco è come un utente che viene bannato da facebook. Quando vieni bannato da facebook, c’è poco da fare: lì dentro non esisti più e ogni tua traccia si perde per sempre. Evidentemente le divinità greche sono più deboli di Zuckerberg, visto che questo ritorna ed è intenzionato a combattere contro le divinità e peccato che l’introduzione di questo elemento (nonostante tutte le modifiche del caso) faccia le scarpe alla vecchia disposizione dei cavalieri d’oro, creando caos.

Poi va beh, la corsa alle dodici case, il cavaliere della vergine senza un senso, il cavaliere dei gemelli col gemello, il cavaliere dei pesci narcisista, il sacerdote che tradisce…e ‘ndo sta l’originalità?

E poi i gold che riconoscono nei bronze i loro successori del futuro (ammesso e non concesso che un viaggio nel passato non cambi il futuro), l’Ofiuco (un segno zodiacale che ha molto attecchito in Giappone) e altro fanservice non fanno certo urlare di gioia eh?

Al momento la serie non è il top, ma speriamo migliori col tempo!

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Per ora è tutto. A presto con la seconda parte di questa classifica.

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G.E.

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La notizia della strage di Nizza ha fatto ormai il giro del mondo e tutti noi sappiamo cos’è accaduto.

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C’è chi ha optato per il silenzio, chi per la riflessione, chi per la commemorazione.

Altri ancora, tuttavia, hanno optato per una rabbia che io definirei xenofoba (sempre che non sia cambiata la definizione di questo termine).

Questo è un esempio che ho reperito sul web:

***dure-parole-strage-nizza

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Permettetemi di dire una cosa. Io ho a che fare, nella mia vita quotidiana, con dei musulmani e nella mia vita ne ho incontrati tanti, anche per i lavori che si fanno prima di intraprendere la propria strada.

Voi non sapete con quanti musulmani ho lavorato negli alberghi e adesso, anche se non lavoro più nella ristorazione, ho ancora a che fare con loro, per via del fatto che i musulmani hanno aperto negozi.

Sinceramente io ho a che fare con loro tutti i giorni, quindi no io non dico e non sottoscrivo quanto ho letto nel messaggio che qui posto, perché non sono tutti i musulmani il problema, ma alcuni musulmani. Quelli sono da buttare fuori dall’Europa, non tutti. Io posso capire la rabbia, ma non vorrei che questo atteggiamento porti a delle persecuzioni nei confronti dei musulmani.

Che poi, ammettiamolo con un minimo di razionalità: il guidatore del camion era tunisino, ma questo non significa che sia una strage di tipo religioso o terroristico.

Al momento non c’è nessuna presa di posizione da parte dell’Isis (non c’è stata alcuna rivendicazione fino a questo momento) ma è legittimo pensare che, passate tutte queste ore, qualsiasi attribuzione e/o rivendicazione potrebbe essere strategica e fatta al fine di individuare un possibile colpevole e/o fare propaganda per aumentare il timore che si vuole incutere?

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Nessuno può negare queste eventualità, non trovate?

Purtroppo, però, oltre alla rabbia, in questo momento si sta scatenando anche lo schifo del web.

Su facebook circola, infatti, questo orrendo meme.

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orrendo-meme-strage-nizza

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Chi l’ha postato, anche  ha scritto “moio” e l’ha bollato come “humor nero” (per privacy non rivelo il nome della persona né del gruppo ma mi sono premurato di fare un po’ di screen di cui qui mostro una versione censurata), ma fatemi dire che questo non è humor nero, è mancanza di valori e rispetto nei confronti della vita.

Ma d’altra parte, in un mondo come il nostro in cui un animale o il denaro valgono più della vita umana, ormai non mi stupisco più di nulla, anche di queste cose.

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G.E.

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La tragedia dell’incidente ferroviario in Puglia ha colpito tutti noi.

Un evento che mette in luce un problema che non è da pensare solo limitato alla Puglia. Sì, questo bruttissimo incidente è accaduto in Puglia, ma i binari singoli sono diffusi un po’ in tutta Italia (anche la ferrovia Trento - Malé in Trentino è a scartamento ridotto, quindi anche su quella linea ferroviaria potrebbero verificarsi simili incidenti - ma speriamo vivamente di no) e la sicurezza e i rischi che essi comportano riguardano diverse parti del paese.

Ma questa è un’altra storia.

Infatti, in questi giorni la mamma dei cretini deve aver trovato qualcuno molto voglioso di ingravidarla, perché su facebook sono sbucate in ogni dove con il preciso scopo di ridere sulla tragedia, di ridere sulle morti.

Si spera sempre che qualcuno faccia qualcosa - anche se ne dubito - ma tra tutte le segnalazioni che ho avuto modo di vedere, questa è la più triste.

animalisti-incidente-puglia

Appena l’ho letto sono rimasto senza parole.

Uno può avere qualsiasi filosofia che vuole, ma quando muore qualcuno della propria specie è il minimo che tutto si fermi per il rispetto della vita che si è spenta.

Ma gli animalisti e i vegani non sono quelli che amano tutti indistintamente?

Ne siamo realmente sicuri?

Questa non è la prima volta che qualche animalista/vegano gioisce per la morte di qualcuno.

Non ci sono molti termini da usare a riguardo: questo è uno schifo di proporzioni bibliche!

Ma dove sono i veri animalisti e i veri vegani che prendono le distanze da questi elementi?

Eh? Dove sono?

Esistono oppure si deve pensare che, all’interno della nostra specie, questi vegani ci odino a tal punto da gioire per la morte di chi non è come loro?

Appena letto questo commento, sono rimasto basito e ho voluto postarlo qui affinché ancor quando questo commento sia tolto dal social, si possa comunque leggere anche nel futuro.

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Cose che si trovano su facebook.

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Le parole arrivano dritte dritte da un profilo pubblico di una persona che ammette la sua omosessualità.

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Come si può leggere, non sono esattamente parole d’amore e apprezzamento. Anzi, ci troviamo di fronte ad agrodolci parole di critica con le quali sono del tutto d’accordo.

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Sarò onesto: io sono contro non solo le spiagge gay, ma anche contro i locali gay. A cosa servono? Non certo per far sentire gay e lesbiche uguali a tutti gli altri – già, ma quanti lo ammetteranno?

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Per dirla onestamente, io sono contro qualsiasi cosa che tende ad isolare una o più persone dall’intera comunità. Omosessuali, eterosessuali, lesbiche: siamo tutti appartenenti al genere umano. Abbiamo tutti il diritto di stare assieme negli stessi posti e comportarci con educazione, cordialità e continenza gli uni nei confronti degli altri.

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Perché isolarsi dal mondo? Perché dire “vogliamo essere considerati uguali agli altri” quando, poi, si creano situazioni di discriminazione e d’isolamento?

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La questione, in termini scritti, è corretta, ma evidentemente qualcuno dirà di no, che i locali gay e le spiagge gay servono, sono indispensabili e urlerà all’omofobia.

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Ok, va bene, ma le parole che ho trovato non sono mie, ma di una persona che si dichiara gay. Si può additare un gay di omofobia perché esprime un suo pensiero? Una sua riflessione?

A voi la risposta, ma secondo me locali gay e spiagge gay non sono proprio l’ideale in un mondo di uguaglianza. Ognuno faccia quel che vuole, ma frequentarli non è confacente ad un procedimento di uguaglianza.

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G.E.

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Dopo la mega bufalazza sull’account a pagamento circolata nei giorni scorsi, ora si affaccia una nuova “minaccia” per i boccaloni di facebook.

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Molte persone stanno postando questa immagine

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La grafica è fatta realmente molto bene (niente che non si riesca a reperire online e modificare con un po’ di photoshop o altri software) e tutto sembra fatto coi crismi necessari, incluso il link di riferimento, ma in realtà tutto è una balla fotonica, una nuova bufala ben architettata.

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Se, infatti, digitate nel vostro browser il link indicato, non troverete niente e se cliccherete l’immagine non accadrà niente.

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Insomma, una perculata per riuscita, ma nulla di vero.

È vero che molti siti hanno questa geniale trovata degli abbonamenti gold e simili, ma sinceramente non credo che facebook opterà mai per una cosa del genere.

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Guardando, infatti, le 10 regole di Sharon Housley, infatti, possiamo dire d’essere tutti una sorta di dipendenti non pagati di facebook, in quanto postando continuamente tutti i giorni, aiutiamo il social network ad essere indicizzato nei motori di ricerca. Se, poi, facessero pure pagare l’utilizzo del social, è la volta che va a gambe all’aria!

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G.E.

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Fonte facebook.com

Fonte facebook.com

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Su facebook sta circolando un vecchio messaggio al quale, evidentemente, molta gente ci sta cascando.

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Il testo recita così:

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Eccomi…
“Un’ora per i dislessici, i discalculici, gli autistici ecc.ecc.”
A tutti gli amici di FB : Posso chiedervi una cortesia su una cosa che mi sta molto a cuore? C’è qualcuno disposto a pubblicare questo messaggio e lasciarlo sulla sua bacheca?
Questa è la settimana dell’educazione speciale, dell’autismo, dell’ADHD (deficit di attenzione), della dislessia … e il mese della sensibilizzazione.
Per tutti i bambini che lottano ogni giorno per avere successo …
E per coloro che li aiutano <3 COPIA E INCOLLA……GRAZIE !!!

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Come ho detto, qualcuno ci casca (ah, il fascino delle catene di Sant’Antonio!) ma se fate una piccola ricerca online su quella cosa chiamata google, pare che questa storia della “settimana dell’educazione speciale” non esista, è una bufala già trattata in diversi siti e anche alquanto vecchia (ma, a quanto pare, se ancora circola i siti di debunking hanno fatto un buco nell’acqua grande come Minneapolis).

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La sola settimana effettivamente esistente, si chiama “settimana blu dell’autismo”, solo che non si tiene “ad cazzum” ma ad aprile quando, appunto, viene celebrata la giornata internazionale sull’autismo, il 2 aprile.

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Gli altri disturbi (scusate se non ritengo la dislessia una malattia, ma da dislessico non mi sento affatto malato, anche se nelle scuole da me frequentate in Trentino, la totale impreparazione dei docenti nei confronti della dislessia mi ha fatto sentire peggio che malato) hanno delle giornate specifiche durante tutto l’anno, quindi lasciate perdere di condividere queste cose, che trovo, tra l’altro, antipatiche e di cattivo gusto.

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Anche se condividete un simile commento sulla vostra bacheca, infatti, cosa pensate di risolvere?

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Se volete fare del bene, fatelo veramente, non con queste cose senza senso!

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G.E.

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gay sfruttati

E invece io non sono omofobo ma il mi piace e la condivisione te la puoi infilare su per il c***!

Ancora circolano queste immagini acchiappalike su facebook (che io inizierei pure a chiamare “immagini psicolike”, visto che pigiano dei pulsanti della psiche umana per acchiappare like)?

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Ancora la gente ci cade e le condivide?*

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Dio quanto odio questo tipo di cose! Non per il “tema trattato” sia chiaro (posso avere delle posizioni contro la mentalità del gay medio, ma questo non fa di me un omofobo e mi arrabbierei molto se scoprissi che qualcuno pensasse di me qualcosa di diverso), ma per lo sfruttamento di omosessualità e della lotta all’omofobia per acchiappare like. E non nascondiamolo: è uno sfruttamento, specie in un periodo di DDL Cirinnà via dicendo! Ma c***! Questo non combatte l’omofobia, questo non dimostra che tu non sei omofobo, questo non è niente, solo un servizio di pubblicità gratuita che fai alla pagine che ti suggerisce di farlo!

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Il giorno che, su facebook, la gente la smetterà di cadere in queste cose, farò una settimana da vegano!

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Il mio pensiero è sempre lo stesso: chi scrive “metti like e condividi” non lo fa per nobili motivi, ma per sfruttare qualsiasi sentimento delle persone. Finché si tratta di cacchiate come animaletti pucciosi, va beh, ma quando si tratta di argomenti come le malattie, l’omofobia o altre situazioni in cui la vita e la dignità delle persone sono messe a rischio, mi infervoro! Anzi…mi in***** proprio! Penso che quelle siano pagine che non meritano like, ma solo l’oblio per la loro mediocrità, ma come disse Fabio Volo una volta “L’Italia è un paese che premia la mediocrità”!

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G.E.

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Incredibile: non passa giorno che la gente non esca con qualche nuova trovata o che qualche trovata di tempi passati salga agli onori della cronaca.

Dovevamo immaginarcelo che qualcuno, a forza di sentirne parlare, avrebbe provato l’urinoterapia. Non mi stupisce che questo accada in uno dei paesi col più alto tasso di analfabetismo funzionale in cui la gente se la tira perché conosce un termine in più degli altri o cose del genere.

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Se non altro, questo diffondersi di questa pratica, conferma la mia opinione sul fatto che le dottrine new age, col loro miscuglio di teorie prese in ogni dove, siano un accumulo di fesserie fotoniche utili solo per chi non ha veramente voglia di fare un’analisi seria su un problema!

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Giorni fa ho trovato questo post su facebook.

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urinoterapia-fa-male

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Ora, senza entrare nello specifico e senza nominare direttamente la persona (come da regole del blog vorrei tutelare – per quanto possibile – la privacy delle persone), e tralasciando il sarcasmo malriuscito del post, ma è evidente che qualcosa non quadra.

Passa l’Ayurveda e tutte le stracavolo di filosofie che vuoi, ma non ci vuole né una laurea in medicina né una in filosofia per capire che se la natura ha fatto in modo che il corpo si liberi dell’urina e delle feci, un motivo c’è, quindi è logico pensare che se una cosa esce dal corpo spontaneamente è perché non deve farci più ritorno.

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È naturale, quindi, che non si possa parlare di beneficio (non scordiamoci che nell’urina è presente urea, azoto, acido urico, acido fosforico, acido cloridrico che proprio bene non fanno) ma mi stupisce che qualcuno venga a parlare di “evoluzione”. La cosa suona quasi divertente, non trovate?

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La natura (o Dio o chi vi pare, insomma) ha creato l’uomo con degli organi che rispondono a determinate necessità di preservazione della vita. Cosa ci sarebbe di evoluzionistico nell’andare contro a ciò che il nostro corpo fa per farci vivere bene? Ripeto: non serve una laurea per capirlo, solo il buonsenso…

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E poi tirare fuori l’universo, le galassie, i pianeti…ehi, ma che cacchiate state dicendo? Il corpo umano non è un pianeta, né una galassia, né altro: è un corpo cazzarola! Un insieme di tessuti, organi, carne e sangue, non roccia e detriti! Un corpo con caratteristiche diversissime da quelle di un pianeta, di una galassia o dell’universo! Ma nel 2016 si comprende questa differenza o cosa?

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Magari la medicina Ayurvedica ha qualche risvolto positivo, ma adesso stiamo esagerando e io invito personalmente a non fare l’urinoterapia. Oltre ad essere poco igienico farlo (e, sinceramente, mi schiferebbe pensare di baciare una persona che beve la sua stessa urina), ma non è comunque salubre e, come riportato anche nel post che di cui ho fatto lo screen, “viola” le regole biologiche del corpo.

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Se, poi, volete rischiare la vostra salute a lungo termine per una moda, fate pure…non dite che non eravate stati avvisati, ma fate pure!

G.E.

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