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bestemmie

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Tornerò a parlare di ateismo sotto una luce diversa anche sull’altro mio blog, ma qui vorrei semplicemente evidenziare un fenomeno che sto riscontrando su facebook da qualche tempo a questa parte.

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Un esempio lampante è l’immagine che ho inserito in questo articolo.

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Come avrete notato, per rispetto di tutti i credenti ho censurato le espressioni in essa riportate, ma penso che tutti capiscano quali siano quelle parole.

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Cari atei, cerchiamo di capirci una volta per tutte.

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Voi volete essere rispettati per le vostre idee e fin qui va bene: ognuno ha le sue idee ed è giusto che per queste non sia ridicolizzato e trattato come una “cacchina bipede”.

Tuttavia vi domando: perché voi (o, per meglio dire, una parte di voi) non rispetta chi, invece, crede?

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L’immagine è un esempio, ma quante volte si vede su facebook o su altri social atti denigratori da parte di alcuni di voi.

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Ogni tanto scappa una bestemmia


Altre volte scappa un “la Bibbia è una favoletta”


Altre ancora un “chi crede ha l’amico immaginario”

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eccetera, eccetera, eccetera…

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Tagliamola corta: se volete essere rispettati imparate il rispetto.

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Ok, ho capito che per rispettare è necessario anche ascoltare e comprendere il prossimo e questo, a volte, può fare paura se non si è saldi nelle proprie idee, ma se pretendete una cosa dovete essere pronti a darla.

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Giusto o no?

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G.E.

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sorrisi-falsi-commessi

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Ho trovato questa immagine sulla pagina facebook “soluzioni punk per sopravvivere” e niente, volevo rispondere alla persona che su questo giornale ha inviato questo commento.

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Premetto che, come sempre quando si parla di lavoro festivo e domenicale dei commessi, si alza sempre una grande polemica, specie portata avanti, giustamente e con ottime motivazioni, da chi lavora da sempre anche alle feste (come nella ristorazione, nei trasporti pubblici, nella sanità e nelle forze dell’ordine). È inutile dirlo: queste categorie hanno ragione al 100% di dire ai commessi di non lamentarsi e, da questo punto di vista, li appoggio.

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Senza troppo dilungarmi, vorrei dire ai commessi che “odiano” coloro i quali vanno nei negozi la domenica, che nella ristorazione succede anche di peggio!

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Ho lavorato nella ristorazione per un bel po’ di anni e vi assicuro che ne ho viste di tutti i colori da parte dei clienti.

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Già, perché i clienti della ristorazione (tra cui sicuramente ci sono anche dei commessi) dovete sapere che, spesso, sono impossibili:

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Se pernottano in un albergo a pensione completa o a mezza pensione, sono capaci d’arrivare in sala dieci minuti prima che chiuda oppure, se sono in giro, son capaci di telefonare dicendo “stiamo arrivando non chiudete la sala” e far aspettare i dipendenti per un tempo indefinito. Alle volte è capitato anche che le comitive in autobus dichiarassero un’ora d’arrivo per poi presentarsi più pretendendo comunque di mangiare.

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Nei bar e nei ristoranti si vede spesso il cliente cafone che non conosce la minima cortesia. La maggior parte ha fretta, non chiede “per favore” manco a pregare, è scorbutica, lamentosa al limite della sopportazione.

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Se un ristorante chiude, per fare un esempio, alle 14:30, ci sono spesso clienti capaci di arrivare alle 14:20, pretendendo di mangiare con tutta la loro flemma, anche se cuochi, camerieri e lavapiatti sono stanchi morti.

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E questi sono solo alcuni esempi che ho visto, oltre ai classici “rimandare indietro i piatti”, le urla e gli schiamazzi che non mancano mai.

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In tutto questo quadretto ben poco ameno, posso assicurarvi che l’odio dei commessi era ben misera cosa in paragone alla raffica di imprecazioni, alle padelle e ai piatti che volavano. Posso annoverare, nei miei ricordi, uno chef che tagliò una bistecca come se brandisse un ascia…con tanta forza e tanta rabbia! Questo per farvi capire il clima che si respira in certe occasioni!

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Sì sì, posso tranquillamente dire che ne ho viste di peggio nella ristorazione, ma c’è una differenza tra l’odio dei commessi e quello di chi lavora nella ristorazione: i primi odiano perché vorrebbero essere a casa, nel giorno di festa, con le proprie famiglie ed i propri cari, i secondi odiano perché gli avventori se ne approfittano troppo sia in termini di disponibilità che di servizio. I commessi, ad esempio, arrivato l’orario di chiusura, hanno il diritto di chiudere le porte e far affrettare il cliente affinché termini di acquistare, ma la stessa cosa non può essere fatta nella ristorazione, salvo correre il rischio d’essere licenziati (per il dipendente) o avere una recensione di “vendetta” su tripadvisor o simili.

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L’odio per chi se ne approfitta mancando di rispetto ad una persona, ai suoi sentimenti o al suo lavoro lo posso capire; l’odio dettato da un desiderio personale, no.

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Alla luce di quanto scritto, io mi auguro di non sentire più lamentele da parte dei commessi (ah speranza vana, vana speranza!). C’è sempre chi sta peggio: anziché lamentarsi perché le cose sono cambiate (ma, paradossalmente, se non ci fosse il cambiamento, non ci sarebbe la vita) si dovrebbe pensare a chi da sempre ha situazioni più pesanti da sopportare…non scordando che il mondo del lavoro può essere ritenuto dinamico e che, quindi, è possibile cambiare lavoro se le cose non ci piacciono.

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G.E.

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convertitore-di-unita-google

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Spesso capita di dover convertire da un’unità di misura nostrana ad una straniera.

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A me, specie negli ultimi anni, è capitato spesso, poiché in rete la gente mica è sempre furba: magari fa la versione in italiano del proprio sito in inglese e ti tiene le unità di misura in libbre, once, pollici e via dicendo.

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Questo si vede, ad esempio, anche su amazon o su ebay per quel che riguarda i venditori stranieri.

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Se vi trovate in “difficoltà” con le unità di misura, google vi viene in aiuto senza dover spendere ore a cercare il sito ideale.

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Sarà sufficiente entrare in google e cliccare, ad esempio, “convertire libbre in kg”  oppure “convertitore di unità”e vi apparirà una schermata come questa

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Da qui non dovrete fare altro che selezionare l’unità di misura (qui indicata come “lunghezza, ma che può essere cambiata in diverse altre) e nelle due caselle sottostanti scegliere a sinistra l’unità di misura di partenza (nell’esempio è “metro”) e, a destra scegliere l’unità di misura di destinazione (nell’immagine d’esempio è “centimetro”).

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Una volta selezionate le unità, non dovrete fare altro che inserire a sinistra il numero di partenza ed in pochi minuti otterrete la conversione esatta.

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Naturalmente può capitare che i numeri dopo la virgola siano parecchi quindi, nel caso usiate queste conversioni in testi, meglio approssimare all’unità.

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G.E.

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Sono diversi i casi in cui si rende necessario convertire da euro a dollaro o viceversa. Può accadere a chi decide di investire, a chi deve fare un viaggio.

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Naturalmente, in questi casi non è proprio una grande idea affidarsi ad un numero preso a caso su un giornale, poiché il valore del dollaro cambia di giorno in giorno ed è un numero molto lungo con 6 cifre (come minimo) dopo la virgola.

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Esistono diversi convertitori online che ti permettono di eseguire una conversione da dollaro ad euro o viceversa, io ti consiglio questi:

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valute.it: è il sito forse più completo ed affidabile che io abbia mai trovato, ma alle volte mi crea problemi col browser. Questo sito ti permette di convertire da euro a dollaro in modo molto veloce ed intuitivo, ma anche di convertire da qualsiasi valuta ad un’altra semplicemente cliccando sui pulsanti al centro della pagina e selezionando tra le diverse valute lì elencate. Il sito è aggiornato quotidianamente in base alle oscillazioni del mercato valutario.

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dollaro-euro.it: sito molto essenziale nell’aspetto, anche questo sito permette di convertire da dollaro ad euro e viceversa. Anch’esso è aggiornato quotidianamente e permette di eseguire il cambio valuta anche con altre monete, semplicemente cliccando sulla linguetta “cambio Valuta” o su “cambio sterlina euro” a sinistra.

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Probabilmente ne esisteranno altri online, ma io mi trovo bene con questi due.

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G.E.

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marito-moglie-prostituta-rissa-carabinieri

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Wow, pensavo che notizie di dubbia verità non ce ne fossero più, invece ancora qualcosa mi salta all’occhio.

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L’ultimo caso in ordine di tempo è questa notizia, apparsa qualche giorno fa su facebook (almeno, io l’ho beccata lì).

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Il titolo colpisce subito l’occhio per il paradosso che lo stesso lancia e, infatti, grazie a quello ha avuto un certo risalto online.

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Tuttavia, facendo qualche ricerca si scopre che il sito in questione pare essere tra quelli che non forniscono notizie sempre veritiere; inoltre già un altro sito l’ha definita bufala e, per finire, il sito d’origine stesso fa notare al suo interno che non tutte le notizie possono essere veritiere.

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È vero, quindi, quanto scritto in essa? Mah, non essendoci testate giornalistiche che la riportano, ho qualche serio dubbio che la notizia sia vera, anche se non è inusuale scoprire simili casi anche nella realtà! Purtroppo capita che, in alcune famiglie, alcuni membri si siano dati a tali pratiche per aumentare le entrate del nucleo familiare, anche se non certamente per strada!

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Fino a quando non verrà fornito un riscontro oggettivo da siti più noti, diciamo che la notizia non è veritiera.

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G.E.

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Recentemente, come molti sapranno, Paramount Channel ha trasmesso il film Noah. Naturalmente non potevo non guardarlo: questo tipo di film mi ha sempre molto interessato, poi recitava Jennifer Connelly (una delle attrici che adoro), quindi non me lo sarei perso per niente al mondo.

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Tralasciando l’attinenza del film con il racconto biblico, la mia attenzione si è concentrata su altro.

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È possibile che, millenni addietro, si sia verificato un simile evento?

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Ho iniziato, quindi, a cercare qualche informazione in giro per il web per farmi un’idea.

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La prima domanda che mi sono posto era “ma l’acqua che c’è sul pianeta ora è più o meno rispetto al passato?”. La risposta, secondo alcuni siti web, è che il quantitativo d’acqua è rimasto invariato (cambia la richiesta), quindi questo fa capire che, se mai ci fosse stato un Diluvio, le acque riversate sulla terra, in grado di coprire tutte le terre emerse, ancora dovrebbero essere presenti, portando alla conclusione che saremmo tutti un bel gruppo di pesciolini sguazzanti. Essendo sparite, salvo dispersioni in massa nel cosmo, dov’è andata a finire?

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In un primo momento mi sono risposto “i ghiacciai e il ghiaccio a poli”, ma anche in questo caso ho dovuto ricredermi.

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Una simulazione condotta dal National Geographic, infatti, dimostra che ancor quando si sciogliessero tutti i ghiacci presenti sul pianeta, il livello dei mari si innalzerebbe di circa 66 metri. Decisamente poco per giustificare il Diluvio Universale.

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Ma allora tutta questa storia del Diluvio?

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Da credente razionale quale sono, non posso fare a meno di pensare che non sia avvenuto, non come descritto nella Bibbia, per lo meno. La scienza ci fa notare che quell’enorme quantità d’acqua non può essere esistita sul pianeta, salvo essere stata portata via per volere divino.

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La teoria che, quindi appoggio, è quella dell’alluvione mesopotamica, in pratica un’eccezionale quantità di piogge nella zona che ha spazzato via la vita e gli insediamenti umani nella zona.

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Difficile pensare ad altre idee differenti, salvo voler interpretare alla lettera la Bibbia, evento che, salvo rari casi, è da evitare come la peste!

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G.E.

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uomo-vera-bestia

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Sinceramente non gradisco questi tipi di messaggi che spesso circolano su facebook o su altri social network.

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A parte che chi le posta sulle proprie bacheche dovrebbe chiedersi se la descrizione fatta li rappresenta realmente (io non violento i bambini, non ammazzo le donne, non faccio la guerra, non sto distruggendo il mondo, non sono un animale ma, in base alla descrizione, non sono nemmeno un uomo…sarò mica Dio?), ma a forza di trovarne, ho deciso di dedicare qualche parola ai nostri amici animali che, in base a questi meme, dovrebbero pensarci come la peggior cosa mai arrivata su questo pianeta.

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Cari animali, ringraziate che esiste questa bestia chiamata uomo!

Forse voi non lo sapete, ma questo essere che tanto odiate e disprezzate e del quale vi augurate l’estinzione, un giorno vi salverà le chiappette!

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Arriverà il giorno, infatti, in cui l’attività del sole inizierà a mutare, rendendo la terra un luogo invivibile, facendo evaporare gli oceani ed eliminando buona parte della nostra atmosfera. In questo procedimento ci sarà anche la possibilità che il sole, diventando una gigante rossa, inglobi il pianeta terra.

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Certo, si parla di qualche miliardo di anni, ma non crediamolo un tempo lontano. Gli anni passano ad una velocità mica da ridere.

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In questo desolante quadretto, questa bestia che tanto odiate avrà un ruolo chiave, perché è questa creatura tanto detestabile che, tra una violenza e l’altra (leggendo certi meme, pare che il genere umano non faccia altro), sta pensando a come fuggire dal pianeta, cercando le tecnologie che permetteranno a tutti gli inquilini della Terra d’andarsene prima che sia troppo tardi!

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E noi non ci cureremo del fatto che voi ci abbiate definito bestie, non ci cureremo dell’odio che provate per noi e che diffondete attraverso questi meme, non ci cureremo del fatto che ci auguriate l’estinzione: noi (o, almeno, la maggioranza di noi) vi vorrà salvare a prescindere, perché penserà che sia giusto farlo!

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Adesso che sapete la realtà, cari animali, cosa pensate? Siamo ancora così brutti e cattivi? Certo, non siamo perfetti, ma abbiamo anche tante buone doti che dovreste imparare ad apprezzare!

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Quindi non schifateci, non odiateci e non auguratevi la nostra estinzione. Non chiamateci “bestie” o “parassiti del pianeta”, perché alla fine, sarà proprio chi ora odiate così tanto a salvare anche voi…ammesso e non concesso che preferiate morire su questo pianeta quando sarà il tempo: in quel caso, continuate pure. :)

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G.E.

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P.S. Ok lo so che non sono gli animali a scrivere quei meme, ma era per entrare nello spirito dello stesso. Spero abbiate capito la questione ;)

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gianni-boncompagni-morto

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Certo, qualcuno si chiederà se sto dando di matto con il fact checking, ma siccome sappiamo benissimo che esistono alcuni siti “satirici” che si divertono a mettere nella tomba le persone ancora vive per “vedere da lontano l’effetto che fa”, penso sia il caso di usare questa tecnica il più possibile.

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Con questo breve post confermo, come già fatto da altri siti web, che non siamo di fronte ad una bufala: Gianni Boncompagni è effettivamente morto oggi, 16 aprile 2017, all’età di 84 anni.

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Al momento non è dato sapere se fosse malato o meno o, quanto meno, non mi è riuscito di trovare niente in tale proposito, quindi non mi sento di potermi sbilanciare in una direzione o in un’altra!

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Rimane il fatto che la notizia è vera, non siete stati presi in giro quindi sì: potete condividerla senza problemi!

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G.E.

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bufala-catena-santantonio-fondi-sociali-disabili

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Il messaggio che vedete nell’immagine sta girando da qualche giorno su facebook.
Io l’ho trovato in data 13 aprile 2017 sul social network in questione e così recita:

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“VISTO CHE AI DISABILI SONO STATI DIMEZZATI I FONDI A LORO DISPOSIZIONE, MENTRE I NOSTRI CARI POLITICI NON SI TOLGONO UN FOTTUTO CENTESIMO DAL LORO “MISERO” STIPENDIO PER NON MANDARE L’ITALIA A PUTTANE, VORREI CHE LA GENTE CAPISSE CHE I BAMBINI DISABILI NON HANNO UNA MALATTIA, LA DISABILITÀ E’ UNA CONDIZIONE. ESSI NON CERCANO CURE, MA ACCETTAZIONE E NEMMENO PIETÀ SOLO RISPETTO. IL 93% DELLE PERSONE NON COPIERÀ E INCOLLERÀ QUESTO NELLA SUA BACHECA. FARAI PARTE DEL 7% CHE LO FARÀ E LO LASCERÀ ALMENO UN GIORNO? FALLO IN FAVORE DI TUTTI I BAMBINI CON DISABILITÀ. IO L’HO FATTO. E NON INTENDO CANCELLARLO”

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Cosa c’è di vero in tutto questo?

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Facendo un po’ di fact checking si può scoprire che la notizia parte come vera (il taglio ai fondi per i disabili ed altre categorie in difficoltà era stato previsto), ma tutta la questione è poi rientrata, grazie ad una collaborazione tra Stato e Regioni volto ad arginare il problema il più possibile.

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Quindi è del tutto inutile diffondere questo messaggio: è una catena di Sant’Antonio che non porta da nessuna parte, visto l’evolversi della situazione in senso positivo.

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Di seguito trovate qualche link che vi aiuterà a capire meglio la situazione.

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Ricordate comunque che quando leggete frasi tipo “il 93% delle persone non fara x o y” su facebook, significa che se la notizia non è una bufala è quanto meno parente stretta!

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Posso capire che il taglio degli stipendi dei politici sia un argomento “hot topic”, ma la razionalità deve essere sempre la nostra guida alla condivisione sul social.

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G.E.

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Per approfondire:

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ultima-cena-gay

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L’immagine usata da un locale di Salerno per sponsorizzare una serata gay sta facendo il giro d’Italia a velocità della luce…infatti è arrivata anche sotto i miei occhi (potete vederla nell’immagine che allego o nel link in fondo all’articolo).

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Cosa dire?

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Tralasciamo i soliti sciocchi e stupidi dibattiti religiosi che sicuramente si staranno facendo. Qui non siamo sciocchi e stupidi, quindi andremo subito al nocciolo della questione.

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Possiamo dirlo in modo lapidario, usando una critica assai tagliente ma giusta: l’uso di una simile immagine (con tanto di falli eretti e p*****i) è stato un mega errore!

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Sono anni che la comunità LGBT lotta per dare una visione dei gay che non sia quella di persone “sessocentriche” e corrose dal vizio, molti passi avanti sono stati fatti anche se ancora molto c’è da fare. Tante sono le persone che combattono per far capire che gay, lesbiche, trans e bisessuali sono persone esattamente come tutte le altre e che, quindi, meritano rispetto e parità di diritti…e poi?

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Poi arrivano queste genialate e i passi avanti vengono minati come niente!

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Chi ha un odio verso la comunità LGBT non aspetta altro che idee come questa per lanciare le proprie invettive e proseguire con maggior impeto la propria battaglia contro questa comunità.

E anche gli scemi del villaggio non aspettano altro per dare sfogo al loro odio con percosse e minacce verbali e fisiche!

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Si deve sempre fare attenzione al tipo di provocazione lanciata, perché le ripercussioni possono essere molte ed imprevedibili, ma soprattutto si rischia di mandare all’aria quel che è stato fatto fino ad un certo punto o rallentare gli sviluppi futuri di un programma che mira alla parità.

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Dal punto di vista personale, infine, trovo l’immagine di cattivo gusto.

Il motivo? Semplice: non apprezzo quei progetti che vogliono forzatamente mettere e vedere il sesso dove il sesso non c’entra niente e solo per provocare o soddisfare personali voli pindarici. Questa immagine ha su di me lo stesso effetto di yaoi e ship e chi mi legge sa di cosa parlo!

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G.E.

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Per approfondire:

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Articolo vesuviolive.it su ultima cena gay.

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