
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com
Continui attacchi a Equitalia (l’ultimo di oggi) e oggi le parole di Monti secondo il quale non è possibile chiedere altri sacrifici agli italiani, se no scoppierebbe la rivolta.
Come ho avuto modo di dire altrove, Monti più che in economia è molto ferrato in storia.
Di cosa ha paura Monti?
Sapete come si dice: la storia si ripete.
Parlando col mio padre qualche giorno fa, ho udito per la prima volta il nome di Giuseppe Prina.
Ho cercato su Wikipedia qualche informazione, permettetemi di presentarvele:
“Stante la catastrofica situazione finanziaria, la neonata Repubblica Italiana non riusciva a trovare chi volesse ricoprire la carica di Ministro delle finanze. Tale ruolo fu dunque temporaneamente affidato, il 28 febbraio 1802, a un triumvirato, di cui Prina faceva parte insieme ad Ambrogio Forni ed Antonio Veneri. Qualche mese dopo però, su richiesta espressa di Napoleone, Prina assunse in prima persona e da solo l’incarico di Ministro delle Finanze. Il Prina mantenne la nomina, anche quando la Repubblica Italiana fu trasformata in Regno d’Italia con a capo Bonaparte stesso e quale Viceré Eugenio di Beauharnais, ancor di più egli avrebbe avuto un ruolo decisivo durante l’intera storia del Regno Italico.
Brillante nella sua vita privata, il Prina si mostrò duro e inflessibile nello svolgimento del suo incarico. In particolare, la sua singolare abilità nel trovare nuove tasse con le quali fare fronte all’enorme domanda di denaro che il governo e, specialmente, le guerre napoleoniche rendevano necessaria, ne fece l’uomo più odiato del Regno, in particolare in Lombardia, stanti le origini piemontesi del Ministro delle Finanze.
In ogni caso il Prina riuscì a risanare le finanze già con il bilancio definitivo del 1805, anche grazie a una riduzione del contributo all’esercito francese, ma, soprattutto, per la maggiore efficienza nella riscossione delle imposte. Un’ottima operazione si rivelò pure la liquidazione del debito pubblico grazie anche alla vendita dei beni nazionali, in primis quelli confiscati al clero.”
Appena letta questa parte, non ho potuto fare a meno di ricollegare alla situazione attuale: sono un po’ troppe le analogie, non trovate? Ma andiamo avanti:
“Quando ormai, con le sconfitte napoleoniche, la sorte del Regno italico appariva segnata, i segnali dell’odio contro il Prina si fecero sempre più frequenti con cartelli che apparivano ovunque, in cui si minacciava: Prina! Prina! il giorno s’avvicina”
……cartelli…….
…beh, il resto lo lascio alla vostra lettura, cosa che vi suggerisco di fare.
Penso che, in questo momento, con un esecutivo che si dimostra esattamente come gli altri e le misure che stanno portando, anche esasperate dai media (è da ammettere), Monti, che sempre più mi appare come un capro espiatorio offerto al popolo dalla politica, abbia paura per la sua incolumità. Monti oggi l’ha dichiarato di fronte alla Merkel (la grande nemica d’Europa): teme la rivolta in caso di nuove manovre. Penso che la storia del Prina gli sia balenata in testa.
Vero, l’italiano medio è tendenzialmente pigro e preferisce passare il tempo a lamentarsi su facebook invece che agire in prima persona, ma cosa accadrebbe se tutto questo cambiasse?
Cordialmente Vostro,
G.E.
(Questo sito non incita alla violenza ma al sapere, al ragionare e alla cultura! Nessuna incitazione alla violenza viene fatta con alcun post scritto su queste pagine. Per la violenza vi si rimanda ad altri più veementi blog, dai quali mi dissocio)
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