Michele Santoro contro Emilio Fede.

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Mah, in definitiva Fede e Santoro sono i due volti della nostra politica, non c’è alcuna differenza (in altri termini non apprezzo né il primo né il secondo) eppure mi chiedo: perché centinaia di migliaia di persone li seguono e credono di poter cavare dai loro “programmi” una qualche sorta di verità?

 

Misteri italiani anche questi!

 

G.E.

Le bizzarrie all’italiana

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Chissà se sono stato l’unico a notare questa strana bizzarria del destino, eppure è così: che sia una nave o il rapporto tra i palazzi del potere e il popolo, ma in Italia la Concordia è andata a fondo senza possibilità d’errore!

Tuttavia, per quanto per la “prima concordia” (la nave) ci sarà molto poco da fare, un passo indietro da parte del governo e l’ammissione delle responsabilità della politica potrebbero far recuperare la seconda!

Il punto nodale di questo recupero è in mano al Parlamento e alla data del 31 gennaio.

Se in questa data i politici decideranno, senza giochi, di regolare i loro benefit e i loro stipendi, allora le cose potranno ancora essere recuperate.

Ma accadrà che i nostri politici accetteranno di cedere sui loro guadagni e interessi personali?

Vedremo, intanto il 31 gennaio si avvicina.

 

G.E.

Quello che i giornali non dicono sulle agenzie di rating.

 

 

Standard & Poors, Moody’s, Fitch: tre nomi che in questi ultimi mesi abbiamo imparato a conoscere. Agenzie di rating, le stesse che hanno dato l’avvio alla crisi dei mutui subprime e alla conseguente crisi economica iniziata nel 2008.

 

Tutti si fidano, tutti temono il loro giudizio. Ma cos’è un’agenzia di rating? Cosa si cela dietro a queste?

 

Questo post nasce da alcune mie curiosità, tipo “dove trovano i soldi le agenzie di rating?” oppure “ma questi la mattina, quando prendono il caffè, decidono di parlare, a casaccio e senza essere interpellate, del debito di tizio o caio?”.

 

 

Ora ho le risposte e ve le propongo.

 

 

In primis si deve dire che un’agenzia di rating è una società che, a pagamento, si offre di dare un proprio giudizio su delle azioni emesse da una società oppure di fare consulenze per gli investitori (stati, privati, banche, aziende ecc…). In parole povere, queste agenzie vengono pagate per pronunciarsi su tematiche economiche.

 

 

Ma il loro servizio è valido?

 

 

Beh, ma naturalmente no: innanzitutto queste agenzie di rating sono targate unicamente USA, quindi sono radicate in una realtà che non permette loro di conoscere quelle del resto del mondo. In nessun’altra parte del mondo esistono agenzie di rating (tant’è vero che il presidente della BCE stesso, Mario Draghi, ha invitato l’Europa a creare una sua agenzia).

 

La storia, inoltre, delle valutazioni di queste agenzie parla chiaro: sui mutui subprime si erano pronunciate positivamente, con le conseguenze che tutti ben conosciamo.

 

Per finire si deve vedere da un punto di vista dubitativo l’agire di queste agenzie: chi ci assicura, infatti, che queste non possano essere pagate per valutare in maniera negativa al fine di aiutare gli interessati? Un ipotesi da non sottovalutare, se contiamo che queste agenzie non hanno i titoli per pronunciarsi sui debiti europei, ma comunque lo fanno e, stranamente, a ripetizione!

 

 

Temere le agenzie di rating? Oh, ma assolutamente no: non solo i mercati stanno dimostrando fregandosene delle loro previsioni (diciamo che loro danno una loro opinione, ma non sono né la Bibbia né il Corano), ma pian piano, da più parti si inizia a ventilare l’ipotesi di fare a meno di loro, visti i trascorsi – parole di Mario Draghi riportate dall’ANSA.

 

 

Resto comunque d’accordo con la linea Draghi: devono nascere altre agenzie di rating, ma targate Europa, al fine che queste, con la medesima carenza di titoli di Standard & poors, Fitch e Moody’s, si pronuncino sul debito di altri paesi…non so, come Cina, USA e Germania tanto per citarne (non casualmente) alcuni. Questo porterebbe ad un “pareggiamento” e ad una “soggettiva oggettività” nei giudizi economici mondiali.

 

 

Cordialmente Vostro,

 

 

G.E.

Recessione sì, recessione no: la balla infinita!!!

 

Mi sono ispirato ad un testo di una canzone di Elio e le storie tese per il titolo di questo post, ma penso d’aver centrato il bersaglio.

Ieri la notizia: l’Italia è in recessione e ne cala il PIL, almeno secondo il fondo monetario internazionale…ma no, nel 2012 l’Italia e l’euro si riprenderanno, parola della BCE. Com’è possibile che due enti dicano cose diametralmente opposte?

Chi dice la verità?

 

Sicuramente non la dice, o quanto meno non la dice tutta, il fondo monetario internazionale, che tanta importanza dà al PIL.

 

Cos’è il PIL?

 

Il PIL , o prodotto interno lordo, è un indicatore che misura la produzione di beni e servizi di macroeconomia in un paese in un determinato lasso di tempo. Una stima, ovviamente, non un dato oggettivo che, quindi NON PUO’ TENERE CONTO DELLA VERITA’ DI UNA SITUAZIONE MA CHE LA INTACCA PESANTEMENTE!

 

Nel PIL non sono tenuti in considerazione i dati relativi a tutto ciò che non è la macroeconomia: piccole e medie imprese, associazioni non profit (che producono beni e servizi a costo zero) e tiene conto di dati soggettivi (mi ricordo che anche ai mondiali si parlava, in caso di vittoria dell’Italia, di un aumento del PIL pari all’1%).

 

Uno strumento, quindi, inidoneo a misurare la vera economia di un territorio, ma che tanto serve alla speculazione per mettere “nelle peste” uno stato, specie quando ci sono in gioco gli interessi di qualcuno.

 

Siamo in recessione? Non siamo in recessione?

 

Sicuramente non siamo in una bella situazione, ma solo perché abbiamo una macchina burocratica che ciuccia soldi a manetta come Ylona Staller in gioventù succhiava altro. Detto questo suggerisco di non temere queste voci, non più di quanto sia necessario: la storia dell’economia ci insegna che tutti questi mega esperti a volte dicono delle vere e proprie c*****e! Peccato che per questa gente non ci sia il carcere, magari ci penserebbero 10 volte prima di aprire bocca!

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

Quella canzone di incitamento al sesso che piace tanto ai bambini!

Bambino a bordo
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

“ai se eu te pego”, di Michel Telò, la nuova canzone che impazza, specie tra i nostri bambini (a partire dalle elementari).

 

Il titolo della canzone, assolutamente insulsa come testo, significa “ah se ti prendo”.

Vi faccio vedere una cosa carina:

 

http://www.youtube.com/watch?v=azi3N217seg

 

Osservate il gesto al “ai se eu te pego”….ma quello non è il gesto che si usa per indicare il “fare sesso”? Quindi unendo balletto e canzone, si ha un “ah se ti prendo ti tr****”?

 

Ah, bel testo e bella canzone da far ascoltare ai nostri figli, davvero molto bello! Canzone adattissima! E attenzione al doppio senso della parola “prendere” che, riferito alle persone, può indicare anche un “prendere con la forza”, quindi violentare!

Fate ascoltare certe canzoni ai vostri figli? Complimenti davvero, complimenti vivissimi!

 

G.E.

Costa Concordia. I dubbi sulla telefonata a Schettino.

Domanda
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

Ieri è stata diffusa dai media la telefonata tra la capitaneria di Porto di Livorno e il comandante della Costa Concordia.

Ve la ripropongo con un video di youtube:

 

 

Una telefonata alquanto strana per alcuni motivi.

Da molti è stata definita autentica, però che lascia qualche dubbio.

A parte il parlare articolato che lascia qualche dubbio, però sembra quasi recitata (sembra un doppiaggio cinematografico), ma soprattutto perché dire ad una persona che la telefonata è registrata? Se io volessi “prendere in castagna” una persona per mostrare le sue effettive intenzioni e la sua “onestà lavorativa” con una registrazione o una videoregistrazione, sicuramente non gli vado a dire “io sto registrando”, ma faccio come se nulla fosse. E invece, in questo caso no!

 

Ma soprattutto, precedenti storici (il Titanic, per citare il più noto), dimostrano che quando accade una sciagura del mare, è automatico che il primo responsabile è il comandante della nave, quindi a che pro diffondere un documento come questo tramite i telegiornali se già si sa che il responsabile è Schettino?

 

Vera o meno che sia la comunicazione, c’è qualcosa di poco convincente che merita di essere approfondita.

 

Cordialmente vostro,

 

G.E.

Un plauso alla tenacia (forse inutile) di avvocati, notai, medici di famiglia e tassisti!

 

Dopo i tassisti, anche Notai, Avvocati e medici di base scendono sul piede di guerra.

 

Sulla tematica delle liberalizzazioni ho già sufficientemente parlato e ho già detto la mia, il plauso che, tuttavia, faccio a queste categorie è d’altra natura: applaudo alla loro tenacia nel difendere i loro interessi personali, anche se questo li fa entrare in contrasto col Governo.

 

Vero: alcuni dei loro interessi personali rendono

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Sarkozy avrà ora perso la risata facile, ma non è il solo in Europa.

 

Come aveva detto Sarkozy? Se la Francia perdeva la tripla A era morto?

 

Che scarsa delicatezza in questi giorni: nessuno si è chiesto che tipo di fiori voleva per il funerale il futuro ex presidente francese! E dire che fino a qualche settimana fa se la rideva allegramente insieme alla sua grande amica Angela Merkel di noi italiani.

 

Mi chiedo se anche oggi se la sta ridendo. Mah, ho qualche serio dubbio.

 

Sicuramente anche in Germania, nonostante non abbiano perso nulla in termini di rating

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Cari genitori: non abbiate paura di mandare i vostri figli a lavorare!!!

Natività
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

Con l’arrivo della crisi economica si fa sempre più forte l’eco di chi si lamenta di non riuscire a tirare avanti, specie con figli a carico.

 

Resto sconcertato di fronte a questi piagnistei, chissà, forse perché io, essendo nato sul finire degli anni settanta, sono ancora di quella generazione per la quale valeva il motto “o mangi questa minestra o salti quella finestra”, eppure vedo un enorme stacco generazionale che si è creato nel giro di pochi anni: siamo passati da una generazione che, per pagarsi l’università andava a lavorare, anche saltuariamente o part-time ad una generazione che muove il prospiciente deretano solo per il sollazzo generale. Posso capire i figli viziati da genitori ricchi e cretini, ma questa “mania” si sta diffondendo anche in ceti che proprio non potrebbero usare questa filosofia.

 

Mi rivolgo, oggi, a questi genitori, sarò breve ma veemente:

 

Oh, caro genitore che vizi tuo figlio, sii memore degli anni ottanta e novanta: MANDA I TUOI FIGLI A LAVORARE! Non ti sto dicendo di non farli studiare, ti sto solo ricordando che le nostre generazioni si sono sviluppate proprio in quest’ottica: se volevamo qualcosa DOVEVAMO GUADAGNARCELA! Niente ci veniva regalato e niente ci era dovuto! Nella nostra generazione si lavorava per tutte le spese ingenti: la patente, la macchina, l’università. Possiamo dire che queste cose siano sbagliate? Non penso, anche perché è così che si forgiano i caratteri, non accontentandoli su tutte le richieste.

 

Caro genitore, pensaci: il buon 70% delle richieste di tuo figlio sono cacchiate fotoniche dettate da un mondo di pubblicità (che caspita se ne fa un bambino di otto anni del cellulare e dell’ìpod?). Tu devi pensare ai loro beni primari, che alle cacchiate ci pensino da soli!

 

Non avere, quindi, più remore! Quando tuo figlio avrà 15 anni MANDALO A LAVORARE TRA UN ANNO SCOLATISCO E L’ALTRO! E ricordate: Gesù Cristo a lavorare per suo padre, ha iniziato prima ;)

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

A qualcuno piace l’attuale situazione italiana, tanto che….

 

…mi è parso d’aver sentito che il governo Monti potrebbe andare oltre il 2012 e andare avanti anche nel 2013.

 

Mah, io direi che calcolando come stanno andando le cose, con lo scontento in continuo aumento come lo SPREAD (che saliva per colpa di Berlusconi….certo certo….ora si scoprono gli altarini e ora si dovrebbe chiedere verità su quanto accaduto nel governo), questo governo non arriverà nemmeno a fine giugno.

 

L’arroganza di questo Governo è tanta e, quel che è peggio, non sta producendo nulla di buono, se non far incacchiare gli italiani. Non dimentichiamoci nemmeno che questo governo non è stato eletto dal popolo e quindi il suo scopo dovrebbe essere quello di fare gli interessi di chicchessia, non certo il nostro, e poi togliersi dai piedi in fretta.

 

Il governo Monti nel 2013? Beh, allora perché non lo dicono direttamente che siamo sotto dittatura? Risolveremmo il problema alla radice!

 

L’unica consolazione di questo governo è che sta distruggendo anche i partiti che lo appoggiano: PD, PDL, terzo polo….mi auguro nessuno sia così scemo da andarli a votare alle prossime elezioni, visto che ci hanno messo in questa condizione!

 

G.E.

Cosa si nasconde dietro al “no” sulle liberalizzazioni.

 

Kissing swans
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

Dopo la manovra si è parlato tanto di liberalizzazioni e del no diffuso che si sta diffondendo. Un no talmente grande che il governo inizia ad averne paura.

 

Chi teme le liberalizzazioni e perché?

 

Le liberalizzazioni sono temute, altamente temute da chi le subirà, ma non per i motivi che vengono spesso addotti nelle varie interviste.

 

La paure di queste lobbies sta nel perdere un monopolio e i propri interessi economici.

Prendete i tassisti: cifre astronomiche per fare tratti di strada anche brevi. Se domani venissero aumentate le licenze e arrivasse il nuovo tassista che sconta le attuali tariffe del 20% o più, il tassista che se ne approfitta avrebbe meno lavoro, quindi meno guadagni.

 

Eppure è giusto liberalizzare.

 

Prendete anche gli avvocati: sono tutti più o meno preparati nella stessa maniera e tutti dovrebbero rispondere ad un codice deontologico (ok, ok…quelli che fanno gratuito patrocinio spesso del codice deontologico se ne fregano, ma anche quelli che si ritrovano per le mani un pollo da spennare) quindi da quel punto di vista uno vale l’altro e ti chiedono minimo 100 € per una raccomandata, per un documento già inserito nel pc e al quale verrà cambiato qualche dato! UN FURTO!!!!

 

Liberalizzando anche questo mercato ed eliminando le tariffe minime questo furto finirebbe perché il cliente si sentirebbe in diritto di contattare ogni avvocato del proprio foro di competenza e di scegliere tra questi quello che fa il prezzo migliore (cosa giusta, in fondo, a parità di preparazione). Una possibilità a prova di “cartello”.

 

E si potrebbe andare avanti di esempio in esempio (pompe di benzina, farmaci ecc….).

Il timore di perdere guadagni fa agire le lobbies in questa maniera, gridando all’inutilità di queste manovre! Beh, cosa dire loro? Benvenute nel mondo del “prezzo più basso” in cui molte categorie di lavoratori (in cui mi includo) sono invischiate da tempo!

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

Equitalia e la “storica” paura di Monti.

 

Panic
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

Continui attacchi a Equitalia (l’ultimo di oggi) e oggi le parole di Monti secondo il quale non è possibile chiedere altri sacrifici agli italiani, se no scoppierebbe la rivolta.

 

Come ho avuto modo di dire altrove, Monti più che in economia è molto ferrato in storia.

Di cosa ha paura Monti?

 

Sapete come si dice: la storia si ripete.

Parlando col mio padre qualche giorno fa, ho udito per la prima volta il nome di Giuseppe Prina.

Ho cercato su Wikipedia qualche informazione, permettetemi di presentarvele:

 

Stante la catastrofica situazione finanziaria, la neonata Repubblica Italiana non riusciva a trovare chi volesse ricoprire la carica di Ministro delle finanze. Tale ruolo fu dunque temporaneamente affidato, il 28 febbraio 1802, a un triumvirato, di cui Prina faceva parte insieme ad Ambrogio Forni ed Antonio Veneri. Qualche mese dopo però, su richiesta espressa di Napoleone, Prina assunse in prima persona e da solo l’incarico di Ministro delle Finanze. Il Prina mantenne la nomina, anche quando la Repubblica Italiana fu trasformata in Regno d’Italia con a capo Bonaparte stesso e quale Viceré Eugenio di Beauharnais, ancor di più egli avrebbe avuto un ruolo decisivo durante l’intera storia del Regno Italico.

 

Brillante nella sua vita privata, il Prina si mostrò duro e inflessibile nello svolgimento del suo incarico. In particolare, la sua singolare abilità nel trovare nuove tasse con le quali fare fronte all’enorme domanda di denaro che il governo e, specialmente, le guerre napoleoniche rendevano necessaria, ne fece l’uomo più odiato del Regno, in particolare in Lombardia, stanti le origini piemontesi del Ministro delle Finanze.

 

In ogni caso il Prina riuscì a risanare le finanze già con il bilancio definitivo del 1805, anche grazie a una riduzione del contributo all’esercito francese, ma, soprattutto, per la maggiore efficienza nella riscossione delle imposte. Un’ottima operazione si rivelò pure la liquidazione del debito pubblico grazie anche alla vendita dei beni nazionali, in primis quelli confiscati al clero.”

 

Appena letta questa parte, non ho potuto fare a meno di ricollegare alla situazione attuale: sono un po’ troppe le analogie, non trovate? Ma andiamo avanti:

 

Quando ormai, con le sconfitte napoleoniche, la sorte del Regno italico appariva segnata, i segnali dell’odio contro il Prina si fecero sempre più frequenti con cartelli che apparivano ovunque, in cui si minacciava: Prina! Prina! il giorno s’avvicina”

 

…cartelli…….

 

…beh, il resto lo lascio alla vostra lettura, cosa che vi suggerisco di fare.

 

Penso che, in questo momento, con un esecutivo che si dimostra esattamente come gli altri e le misure che stanno portando, anche esasperate dai media (è da ammettere), Monti, che sempre più mi appare come un capro espiatorio offerto al popolo dalla politica, abbia paura per la sua incolumità. Monti oggi l’ha dichiarato di fronte alla Merkel (la grande nemica d’Europa): teme la rivolta in caso di nuove manovre. Penso che la storia del Prina gli sia balenata in testa.

 

Vero, l’italiano medio è tendenzialmente pigro e preferisce passare il tempo a lamentarsi su facebook invece che agire in prima persona, ma cosa accadrebbe se tutto questo cambiasse?

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

 

(Questo sito non incita alla violenza ma al sapere, al ragionare e alla cultura! Nessuna incitazione alla violenza viene fatta con alcun post scritto su queste pagine. Per la violenza vi si rimanda ad altri più veementi blog, dai quali mi dissocio)

I saldi sono come Babbo Natale!

Sì, sono proprio come Babbo Natale i saldi: qualche ingenuo ancora ci crede ed è ancora disposto a fare le code per un oggetto messo in vendita la prima volta, mesi prima, da un commerciante a 10 €, rialzato qualche settimana prima dei saldi a 20 € e poi messo in saldo a 15 €!

 

Beh, alle favole dei “bambini alla fiera dei buoni sentimenti e dell’onestà” molti ancora ci credono, ma si spera che queste persone prima o poi si sveglino da questo sogno per tornare alla realtà dove nessuno ti regala meglio e la cosa migliore che puoi fare è andare, tutto l’anno, alla ricerca dell’offerta migliore!

Sveglia signori: è il momento di svegliarsi e di prendere un bel caffè forte ;)

Un grande plauso, comunque, a tutti quegli italiani svegli che quest’anno non sono caduti nella trappola dei saldi!

Vostro,

G.E.

I Furbetti di Cortina e i furbetti dell’INPS!

 

Non è una novità che alcune persone, in Italia, facessero “la cresta” sulla dichiarazione dei redditi! Quanto meno si può essere contenti del fatto che siano stati beccati con le mani nella marmellata.

 

Qualcuno ha già urlato allo “Stato di Polizia” per quanto successo a Cortina e per quanto potrebbe accadere nei prossimi mesi nell’INPS, ma diciamocelo: era ora che si facesse qualcosa di serio per pescare i veri criminali.

 

È, infatti, a mio dire, da considerarsi un criminale una persona che, ad esempio, percepisce una pensione o due e guadagna dall’affitto di 5 o 6 appartamenti quando ci sono persone che con la loro pensione non arriva nemmeno alla metà del mese ed è anche criminale chi fa di tutto per far dichiarare il figlio handicappato (o per dichiararsi tale) al solo fine di prendere soldi extra dallo stato togliendoli a malati e ad handicappati veri!

E di chi dichiara redditi bassi? Ne vogliamo parlare??? E di chi intesta i beni a figli o parenti e poi fruisce degli introiti? Di questo che ne pensate?

Tutta questa gente, sarò onesto merita il carcere anziché troverseil in giro, a destra e a manca, a fare discorsi moralistici agli altri come se fossero persone caste e pure!

 

Per quanto la manovra Monti farà più male che bene a molti cittadini onesti, misure come queste porteranno un po’ di giustizia in questo paese, rendendo la situazione almeno un po’ più gradevole a chi fatica ad arrivare a fine mese!

 

Chissà, tuttavia, se la stessa severità e lo stesso rigore lo Stato lo avrà anche nell’eliminare le spese inutili di questo governo (province, comuni, iper salari dei politici, autoblu e via dicendo)? Uhm, sono dell’idea che, in quel caso, le cose cambieranno!

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

Le cartelle di Equitalia? probabilmente carta straccia!

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Commissione Tributaria Provinciale di Milano – Sent. CTP di Milano n.75/26/11
Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10
Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09
Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10

 

Questi enti con le relative sentenze si sono pronunciate in maniera inequivocabile: L’iscrizione ipotecaria è illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l’esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica. - fonte http://www.studiolegalesances.it, sezione documenti-.

 

Questo che cosa significa? Beh, semplice: che tutte le cartelle di Equitalia rischiano di diventare inutile cartastraccia senza alcun valore in quanto non basterà più, all’ente, produrre come prova della consegna della cartella la ricevuta di ritorno, ma anche il contenuto stesso della cartella e tutto il resto!

 

Naturalmente questo non vale solo per Equitalia, bensì anche per gli enti che ad essa si affidano….quegli stessi enti che troppo spesso si limitano a sospette quanto inutili prioritarie quando a noi comuni mortali viene messo come obbligo l’invio di raccomandate con tanto di ricevuta di ritorno!!!

 

Quindi che cosa si apre di fronte a noi? Sicuramente una cascata di ricorsi su ricorsi e, visti i precedenti sopra citati, sicuramente vittoriosi per chi li farà!

Tempi duri, insomma, per questo Stato italiano che di equità al popolo ne ha data poca, ma di Equitalia ne ha data pure troppa!

 

I fatti, per dirla tutta, a questo punto sono questi: se lo Stato pretende rigore dal cittadino, il cittadino deve pretendere rigore dallo Stato!

 

Siamo solo all’inizio.

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

FACEBOOK: ANNO NUOVO, VIOLAZIONE NUOVA!

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Questa volta  l’allarme parte dall’Inghilterra.

 

Pare che tutto parta da un messaggio che arriva nella casella messaggi del social network con un link sul quale cliccare. Da quello, poi, inizia il furto dei dati presenti sul pc (più che altro tutte le password dei vari altri siti, da quelli più stupidi a quelli più importanti (banca incluso).

 

Perché attaccare i dati della gente tramite facebook? Semplice: le difese mentali degli utenti lì son basse (chissà, forse perché facebook ha delle regole ferree su tutto) quindi ci si fida di più….o quanto meno si è più boccaloni!

 

Il suggerimento è, quindi, uno solo: evitare di aprire link o, quanto meno, chiedere conferma a chi invia che l’abbia effettivamente e volutamente inviato lui!

 

Cordialmente vostro,

 

G.E.

Contributo sul permesso di soggiorno: deve restare!!!

 

“C’è la crisi economica, va dunque ripensato il contributo chiesto agli stranieri per il rilascio del permesso di soggiorno”, questo quanto dichiarato, ieri, dal Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e della Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi.

 

Sarò chiaro: il fatto che ci sia la crisi non ha impedito al Governo, anche nelle figure di Anna Maria Cancellieri e Andrea Riccardi, di creare una manovra che lede la povera gente senza dare loro la possibilità di lavorare!

 

Questa legge sul permesso di soggiorno è paradossalmente giustissima: chi non potrà pagare il permesso di soggiorno se ne tornerà a casa sua e darà indietro un posto di lavoro agli italiani.

 

Gli extracomunitari possono scegliere tra una casa qui e una a casa loro, noi italiani solo tra una casa qui e la strada qui, non so se mi spiego!

 

Quel che manca a questo governo è il coraggio di fare vere azioni a protezione dei cittadini che nascono in Italia: l’eliminazione della Bossi – Fini, una politica che penalizzi le importazioni da alcuni stati, specie dove la manodopera è sottopagata, un annullamento degli ammortizzatori sociali per chi non è nativo italiano, una limitazione al numero di stranieri che ha la possibilità di entrare in Italia e questa legge sul contributo sul permesso di soggiorno sono il minimo che uno il nostro Stato dovrebbe varare!

 

Nessun ripensamento, quindi, è una questione di coerenza e giustizia!

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

Caro Monti, Vi aspetto! Firmato, il baratro!

 

“L’Italia ha rischiato brutto, fa capire il premier. Eravamo vicinissimi alla Grecia: ”Stavamo andando in direzione sud est, poi abbiamo frenato”. Meno male, perche’ ”eravamo arrivati sull’orlo di un burrone senza parapetto, e avevamo forze che ci spingevano. Abbiamo puntato i piedi e abbiamo evitato la caduta. C’erano molti avvoltoi nel cielo: ma non siamo caduti, quindi non ci mangiano”. Ma c’e’ mancato poco: ”La situazione e’ stata acciuffata per i capelli”.”

 

Queste le parole di Monti.

 

Il premier, che per fortuna, sempre ieri, ha dichiarato di non aver alcuna volontà di restare in politica, ha anche sottolineato, d’essere certo che ci saranno effetti recessivi per il futuro.

 

Beh, non ci voleva un laureato per dire questo, parliamoci chiaro!

 

Resta comunque saldo il problema: se non si eliminerà il problema “sanguisughe politiche” il baratro è solo rimandato! In altri termini il baratro lo ritroveremo più avanti e questa volta ci cadremo dentro in pieno e non basterà l’ottimismo, che io comunque sento, a rialzare le sorti della situazione!

 

Ad ogni modo, l’anno prossimo si parlerà di lavoro…sì, certo…con le manovre messe in opera non so quanto lavoro ci potrà essere, nonostante le mie convinzioni che nel 2012 si salverà chi saprà vedere il secondo lato della crisi. Molti cambiamenti sono in arrivo, principalmente nella mentalità delle persone e penso che si riscopriranno molte, molte cose andate perdute negli scorsi anni!

 

Anche il concetto di consumismo avrà un effetto bruco: si trasformerà in favore di nuove forme, ma ne riparleremo, non temete ;)

 

 

 

Buon penultimo giorno del 2011,

 

Cordialmente Vostro,

 

G.E.

 

P.S. scusate l’immagine, ma volevo qualcosa di bello per chiudere l’anno (o quasi) sul blog. La faccia di Monti non mi aggradava più di tanto ;)

Buon Natale (a questa Italia malconcia)!

Cartolina d'auguri di natale
© Fotografo: Gheburaseye | Agenzia: Dreamstime.com

 

Politica permettendo, anche quest’anno è arrivato il Natale.

Per oggi festeggiamo, è meglio: penseremo domani a sistemare questa Italia che va a rotoli!

Un caloroso augurio di Buon Natale a tutti voi,

G.E.

Le pensioni? Vanno subito toccate!

 

Due parole sulle pensioni.

 

Si fa un gran parlare, in questi giorni, della modifica del sistema pensionistico italiano.

 

Con la manovra affossa…..ehm, salva Italia, si fa un primo accenno a questa necessità, ma questa modifica , a mio dire, errata.

 

Parlo chiaro: io sono a favore di una modifica delle pensioni, ma una modifica che tenga conto del lavoro svolto da una persona!

 

A parte che io non darei la pensione a chi può fruire di altri guadagni anche durante la vecchiaia (chi possiede un grande numero di appartamenti, ad esempio, può vivere degli affitti riscossi, senza dipendere dalla pensione), però ritengo che l’età dopo la quale una persona può andare in pensione deve essere rapportata al lavoro svolto!

 

Non si può, infatti, pensare di equiparare un lavoro come il carpentiere a quello di una segretaria, il primo è molto più usurante e, quindi, chi lo svolge, dovrebbe avere la possibilità di andare in pensione prima di chi svolge un lavoro “leggero”.

 

Medesimo discorso anche per la parte economica delle pensioni: un dipendente non percepirà mai, durante tutta la sua vita lavorativa, somme pari a quelle di un imprenditore, di un avvocato, di un ragioniere, un geometra e via discorrendo, quindi si può dire giusto che una persona che, attraverso il suo lavoro, può mettere da parte somme di denaro ingenti, abbia anche una pensione più alta di un dipendente?

 

la risposta è, a mio dire, no e sono questi, a mio dire, i parametri che uno stato equo dovrebbe prendere in considerazione per una riforma delle pensioni!

 

Ma, si sa, la politica è già colma di persone che svolgono lavori di un certo “peso economico”, quindi misure di questo genere non saranno mai, purtroppo, prese in considerazione.

 

Ad ogni modo, alle prossime elezioni, prendete da queste mie parole uno spunto per il vostro voto.

 

Cordialmente,

 

G.E.

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