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E lo spoiler ritornò insistentemente a far parlare.

Quando esce un film molto atteso, inevitabilmente compare lo spauracchio dello spoiler che, con buona pace del fandom, non è un reato (per quanto io abbia trovato una raccolta di firme nel quale si vorrebbe trasformare lo spoiler in un reato penale - ma non avete un c**** di meglio cui pensare?), ma è sicuramente una gran bella rottura di cucurbitacee.

E poteva non essere Captain America: Civil War vittima dello spoiler?

Ma naturalmente no e, questa volta, la spoilerata è arrivata nientepopodimenoché da Wikipedia.

Nei giorni scorsi, infatti, è apparsa la trama completa di tutto il film.

Me ne sono accorto casualmente. Mi stavo chiedendo quando sarebbe uscito il film in Italia (per la cronaca il 6 maggio) e ho pensato che andare sulla nota enciclopedia libera per scoprire la data del film.

Ebbene, sono rimasto sorpreso, perché non si trattava di un piccolo accenno alla trama, inserita per invogliare gli utenti del sito ad andare a vedere il film, ma proprio della descrizione approfondita di quanto accade nella pellicola, comprese le scene durante e dopo i titoli di coda.

La scoperta è avvenuta poco prima delle 18.00, ed evidentemente qualche lettore deve aver trovato la presenza della stessa fastidiosa come una spina di fico d’India nel pisello e, attorno alle 19.00, ha pensato bene di nascondere la trama.

La trama, infatti, non appare più nella wikipedia italiana (per quanto in quella inglese, nel momento in cui sto scrivendo - 22:10 del 2 maggio 2016 - sia ancora presente ed è pressoché identica a quella originale), ma non è stata esattamente cancellata.

Se, infatti, si clicca sull’etichetta “cronologia” a destra della pagina, noterete che nella cronologia delle modifiche è presente il momento in cui è stata tolta la trama dal sito e, cliccando sulle date….TADAAAAANNN! Apparirà la versione precedente con tanto di trama!

Sto facendo spoiler? Ma certamente no, non vi sto mica dicendo che in civil war **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** ****e poi si scopre che Bucky **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e quindi Tony **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e che alla fine Captain America **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** e quindi **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** **** ****, né vi sto dicendo che dopo i titoli di coda **** **** **** **** gadget e che **** **** **** **** **** **** **** **** return”! Ma potrei mai?

Battute a parte, ho letto la trama e la conosco tutta e ho fatto anche un paio di screen da rileggermi nelle serate tristi, e secondo mi sono fatto una certa idea sul film.

Riguardo alla questione della wikispoilerata, vi dirò: sinceramente non penso che possa essere così tragica da impedire la visione di un film e penso che tutto questo sia un tantino eccessivo, anche se penso onestamente che wikipedia, per quanto sia un’enciclopedia libera, non debba mettere la trama per intero. Meglio sarebbe un’infarinatura della stessa in modo da invogliare o meno il lettore ad andare al cinema piuttosto che vedere un film alla televisione.

Spero che le cose possano cambiare (modalità “costruzione castelli in aria ON”).

Ah, comunque, per chi se lo stesse chiedendo, io sono per il team Ironman!

Il motivo? A parte che Ironman è un personaggio con una certa profondità e simpatia, ma non digerisco Captain America, mi è sempre stato un po’ sulle scatole. Tra l’altro, è un personaggio che impersona i valori dell’America e, per quanto io non sia convinto che costui possa “americanizzarci” (esattamente come I Puffi non ci hanno resi comunisti) mi mette tristezza vederlo, perché mi rendo conto che noi italiani non abbiamo un vero e proprio “eroe fumettistico” che porti l’italianità nel mondo.

E questo, temo, non cambierà molto facilmente.

G.E.

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La Festa del lavoro, celebrata il 1° maggio in tantissimi paesi mondiali, è una festa che vuole ricordare le lotte con le quali i lavoratori hanno raggiunto importantissimi traguardi dal punto di vista salariale e sociale.

Come spesso accade per le festività non religiose, il 1° maggio è una data simbolica.

In questa data, infatti, nel 1886, ha inizio uno sciopero generale indetto per ottenere le otto ore di lavoro per tutti i lavoratori Americani.

In questa data avvennero, inoltre dei violenti incidenti a Chicago, che portarono ad alcune vittime.

Per la cronaca, gli organizzatori del suddetto scopero, vennero impiccati il giorno 11 novembre 1887 assieme a quattro operai e quattro anarchici.

In Italia la festa fu ufficializzata solo nel 1891 ma non fu sempre festeggiata al 1° maggio.

Durante il fascismo, infatti, essa fu anticipata al 21 aprile, nello stesso giorno del Natale di Roma, ma nel tempo è sempre rimasto un giorno festivo.

Non è, quindi, un giorno inventato, come qualcuno potrebbe pensare, per far riposare i lavoratori, ma un giorno in cui si ricordano le lotte grazie alle quali i lavoratori di adesso hanno trattamenti civili (per quanto alcune persone ancora ritengono che le otto ore di lavoro siano troppe e in altri ambiti - come la ristorazione - spesso le otto ore di lavoro e il giorno di riposo sono sulla carta e non nella realtà).

G.E.

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Elrond meme facepalm

Sei un venditore e sei assillato da clienti che, dopo pochi giorni ti assillano con la mail “oggetto non ricevuto” su ebay?

Sei un acquirente iper-ansioso che appena giunge il limite dei tempi stimati da ebay inizia a sudare freddo e a contattare il venditore?

Sei un acquirente/venditore stufo di tutto questo?

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Ok, è giunto il momento di risolvere la questione una volta per sempre.
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Su ebay sono tante, infatti, le email di clienti che si lamentano perché non hanno ricevuto l’oggetto entro i termini stabiliti dal sito e creano una situazione di tensione spesso fastidiosa oltre che inutile.

In questo post cercherò di spiegare un po’ a tutti (venditori di ebay e acquirenti) come stanno le cose, in modo da evitare problemi di sorta da ambo le parti.

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Innanzitutto, chiariamo una volta per tutte che le tempistiche di consegna segnalate da ebay sono delle stime che il sito fa su base standard, ma non tengono in considerazione i cambiamenti interni di poste italiane, il tipo di spedizione, i tempi di consegna presso lo sportello postale e via dicendo.

In altri termini, ebay può stimare la consegna in 7 giorni, ad esempio, ma in posta può accadere qualsiasi cosa, anche che l’oggetto venga recapitato dopo diversi giorni oltre questa scadenza (eventualità che spesso accade, ad esempio, con i pieghi di libri, come potete leggere in fondo a questo articolo). Quindi queste email di oggetto non ricevuto, non essendo basate altro che su stime del tutto opinabili, sono inutili e possono creare solo tensione. Sinceramente io suggerisco di non inviarle mai e tra breve vi spiegherò cosa dovete fare a monte per evitarle in modo semplice - anche se non economico.

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Certo, tu venditore, non crederti esente da responsabilità, però.

Ok, tu certamente se più onesto di tanti altri colleghi che scrivono “spese di spedizione gratuite” e, poi, le inseriscono in modo occulto nel prezzo dell’oggetto con il trucco di guadagnare due volte le spese di spedizione però, se concedi anche la spedizione ordinaria (cioè tutte quelle non tracciabili) ti suggerisco vivamente di smetterla di raccontare tante storie sulla bellezza del prodotto e specificare che le spedizioni non tracciabili avvengono sotto la responsabilità completa dell’acquirente.

Forse venderai meno, perché il cliente capisce che nel momento in cui compra accetta questa clausola, ma almeno ti tieni alla larga queste scocciature!

Il tuo motto, caro venditore, deve quindi essere “caro cliente: vuoi spendere poco di spedizione? Se non arriva o arriva in ritardo è una tua responsabilità, non mia!”.

Ora qualcuno dirà “eh ma così il cliente può aprire una controversia per oggetto non ricevuto“. Vero, può farlo, ma in questo caso si può ovviare al problema facendo ricorso alla legge italiana per violazione contrattuale e vincete voi, senza problemi.

Per pochi euro è forse troppo usare un legale? Oh no, assolutamente no: in Italia si ricorre alla Cassazione per il furto di un Ovetto Kinder, vuoi non usare la legge per una questione simile?

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Quindi, nessuna remora e parlate chiaro: lasciate all’acquirente la volontà, poi, di scegliere cosa fa meglio per lui, ma tu devi essere chiaro e schietto. Lo fai per te e anche per chi compra da te.

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E ora giungiamo a te caro acquirente.

Ok, sicuramente tu hai una certa paura nel comprare online e vuoi essere sicuro di qualsiasi cosa, però permettimi di chiederti una cosa.

Perché, se sai come sono messi i servizi postali in Italia, ancora ti affidi a metodi non tracciabili?
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Non riesco a capire se ti piaccia soffrire o se la differenza di qualche euro nella spedizione possa mandarti sul lastrico, ma anche per te ho qualche simpatico consiglio.

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Innanzitutto, quando decidi di comprare su ebay, leggi sempre le condizioni di vendita e soffermati su tutto quello che dice il tuo venditore. Se ti dice quanto ho scritto sopra, non lo fa per fregarti ma, anzi, per evitare a te e a lui problemi, quindi ascoltalo!

Certo, spenderai di più (ma, al massimo, acquisti qualche oggetto in più e risparmi sulle spese di spedizione con una spedizione cumulativa e risolvi il problema), ma almeno avrai la certezza che l’oggetto ti arrivi senza problemi e potrai pure tracciarlo grazie al numero identificativo che il venditore ti deve fornire.

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Tutto chiaro, ora? Bene, sono proprio curioso di sapere le vostre esperienze. Lasciate un commento e dite anche voi la Vostra!

G.E.

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Per approfondire:

Testimonianze di ritardo di consegna piego di libri

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La Festa della Liberazione è una festività italiana.

Si festeggia tutti gli anni il 25 aprile.

Questa festa, sebbene sia stata istituzionalizzata solo il 27 maggio 1949 con la legge 260, è stata da subito festeggiata in tutto il paese e rappresenta il momento culminante in cui iniziò la cacciata degli eserciti nazifascisti dal territorio italiano.

La data è da ritenersi simbolica, nel senso che la cacciata delle truppe naziste e fasciste non si è risolta in un solo giorno, ma il 25 aprile è la data in cui tutto ebbe inizio grazie ad un ordine impartito dal Comitato di liberazione Nazionale Alta Italia.

Ogni anno, quindi, noi festeggiamo la liberazione del nostro paese da un’occupazione che ha portato il nostro paese fuori dalla Seconda Guerra Mondiale e da una situazione terribile e disperata per l’Italia.

Una festa importantissima la quale, tuttavia, sebbene il suddetto giorno sia stato dichiarato festa nazionale, rimane poco noto e poco festeggiato in Italia.

G.E.

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astensionismo

No, non è che arrivo al giovedì con questo post perché non sapevo cosa scrivere: arrivo con questo post al giovedì perché ne ho lette talmente tante da sabato ad oggi che, se non le scrivo, esplodo con una bomba atomica!

Tutti coloro che seguono il mio blog sanno, grazie al mio post di venerdì, il perché io non sia andato a votare, quindi non tornerò a disquisire attorno ad una mia scelta che ritengo libera, razionale, oggettiva e non asservita a nessun potere politico o lobby come qualche persona vuole affermare su social network come facebook.

No, oggi voglio proprio rispondere a quelle persone (la minoranza degli italiani, tra l’altro) che stanno criticando e rompendo le cucurbitacee sui social network proprio per l’esito del voto di domenica 17 aprile.

Sono state tante le cose che, infatti, mi sono rimaste sullo stomaco e adesso, cari miei, mettiamo le cose in chiaro.

  1. Inutile sbandierare leggi, diritti e Costituzione e violare la legge sul silenzio elettorale, che varrebbe il giorno delle votazioni e quello precedente. Questo atteggiamento è arrivato sia da personaggi famosi che da perfetti sconosciuti che hanno continuato a diffondere inviti al voto tramite facebook. Vero che la legge ancora non è stata aggiornata, ma visto che queste persone hanno un grande senso civico, avrebbero dovuto rispettarla a prescindere;

  2. Il referendum permette di partecipare o meno. La scelta è libera. Non ero d’accordo col quesito e con quanto diffuso assieme a questo referendum e non ho partecipato. Non vi va bene? Non è un mio problema!

  3. Fatemi capire: in Italia vige il rispetto solo quando uno fa “il bravo bimbo che fa quello che vogliono gli altri”? Io sapevo che in democrazia tutti devono essere rispettati anche se compiono scelte e hanno opinioni diverse dalle altre, ma forse è la democrazia di Utopia;

  4. Io ho iniziato a votare nel 1997, da allora ci sono stati 7 referendum e solo uno ha raggiunto il quorum e sono convinto (visti i dati diffusi da la7) che in quel 32,15% di elettori che adesso parlano tanto, una grossa fetta non s’è fatta viva agli altri referendum. Pensando a questo, vi dico: prima di criticare, controllate se avete votato agli altri referendum. Se ne avete saltato anche uno solo, non proferite ulteriormente parola di critica.

  5. Leggendo i dati forniti da la7 si nota che ben il 56% degli elettori hanno votato per “esprimere un voto contro Renzi e il suo Governo”. A parte che questo era un referendum sulle trivellazioni, ma pensavate veramente che, anche raggiunto il quorum, Renzi sarebbe caduto? Sarebbe stata un’idea molto azzardata e priva di fondamento, quindi non accetto critiche da chi ha agito o pensato in questa maniera;

    12-novembre-festa-della-liberazione

  6. Ricordate due date: 12 novembre 2011 e 24 e 25 febbraio 2013. Se nella prima data avete gioito per le dimissioni di Silvio Berlusconi e inneggiavate a tale data come “giorno della liberazione” e nelle altre 2 avete votato PD, sappiate che Matteo Renzi è come se ve lo foste voluto e cercato. In una simile ottica, muovere appunto al prossimo non è accettabile e dovreste invece porre rimedio voi a ciò che avete fatto.

  7. Io ho “non votato” usando il cervello, documentandomi e facendomi un’idea personale. Per questo sono stato bollato, anche se indirettamente, con le peggiori offese, ma se agire di cervello è da coglioni (come molti leoni da tastiera hanno scritto su facebook, twitter o altri social network) agire di panza non è da persone migliori, sia chiaro!

  8. Solo il 7% pare avesse chiaro per cosa si stesse votando. Gli altri non avevano capito il senso del referendum! Ora se non capisci per cosa stai votando, come puoi criticare chi ha capito e ha deciso di non andare a votare? Votare senza sapere cosa stai votando è più dannoso del non votare sapendo perché lo stai facendo.

  9. Ok: volevate fare uno scherzone a Renzi, ma io penso che Renzi sia da mandare a casa in altro modo, non con un voto che non influisce sul suo mandato. Paradossalmente una raccomandata olografa con cui gli si chiedono le dimissioni avrebbe più effetto;

  10. Il quesito referendario era del tutto inutile poiché non diceva “basta trivellazioni nel Mediterraneo”, ma solo in una striscia di mare relativamente piccola, lasciando il permesso di trivellare ovunque, non migliorando il paesaggio e continuando ad inquinare. A riprova di questo c’è il giacimento di Zohr, di proprietà quasi esclusiva dell’Egit

    to e sito nel Mediterraneo Meridionale nel quale Eni sta iniziando le trivellazioni.

  11. Chi non è andato a votare è stato etichettato come servo del potere, del PD, di Matteo Renzi, ma faccio notare che anche Michela Vittoria Brambilla e Matteo Salvini, tra gli altri, hanno esortato al voto! Insomma: gira che ti rigira, che uno voti o meno è sempre servo di qualcuno che invita a farlo. La smettiamo di essere infantili?

  12. E’ inutile che la gente mi venga a parlare di senso civico quando c’è gente che scanna chi sta peggio (e poi si dipinge come povera creatura perseguitata dai poveracci cattivi) o quando ci sono comuni che non vogliono accorparsi ad altri aumentando lo spreco di soldi pubblici. Volete avere senso civico? Iniziate dalla vita di tutti i giorni, non da un epifanico referendum!

Per questi motivi ho deciso di non votare più!

Non sopporto di essere offeso per le mie scelte perché io non offendo gli altri per le loro (o per lo meno, non lo faccio se non vengo provocato)!

Non sopporto di vedere falsità e cattiva informazione!

Non sopporto di sentir parlare di senso civico e poi vedere i miei connazionali che vengono lasciati nella merda da tutti e, anzi, se è possibile metterli ancora di più nella merda c’è gente che non si tira indietro!

Non sopporto certi giochini!

Non sopporto le banderuole!

Fino a che tutto questo non cambierà, non ho intenzione di votare, perché questo clima italiano non vale il mio voto. Certo questa astensione ha un significato meramente simbolico (non sono così determinante), ma è comunque una posizione che ho deciso di prendere.

Quando in Italia il popolo per primo tornerà a chiedere onestà e donerà rispetto e tantissimi altri valori, allora se ne riparlerà.

G.E.

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pozzo-petrolifero-trivella

Ho pensato a lungo se fosse il caso o meno di parlare di questo argomento sul blog. A volte mi rispondevo affermativamente, altre negativamente, ma alla fine ho deciso di far prevalere la mia volontà di contribuire, con un pensiero logico, oggettivo e razionale ad un quesito che interesserà tutto il paese.

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In questi giorni si sta parlando davvero tanto di questo referendum sulle trivelle del 17 aprile 2016 e tutti stanno dicendo la loro idea sull’andare o meno a votare. Inutile dire che da più parti si invita comunque ad andare alle urne.

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Naturalmente ognuno è libero di dire/fare/pensare ciò che più aggrada al suo modo di vivere, ergo le mie parole non devono essere prese per oro colato, tuttavia con questo post, ritengo giusto - oltre che un mio diritto - esprimere la mia opinione.

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Il 17 aprile 2016 io non mi recherò alle urne perché ritengo inutile questo referendum e non sono d’accordo con il quesito posto.

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Inutile prenderci in giro: non ha senso andare alle urne per dire “noi non vogliamo più le trivelle nel Mediterraneo” quando altri stati permettono le trivellazioni in questo mare e negli altri.

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Non dimentichiamoci, infatti, che il Mar Mediterraneo è collegato al resto degli oceani per mezzo dello Stretto di Gibilterra ed è un mare sul quale molti altri paesi si affacciano. Vista in quest’ottica, la metafora che salta alla mente è quella di una strada dalla quale passano, in un giorno, 1000 fumatori: se 4 o 5 fumano e buttano la sigaretta in un portacenere e gli altri no, l’inquinamento e la sporcizia in quella strada non calerà mai in modo sensibile, rimanendo di fatto identica.

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Per i nostri mari è la stessa cosa: Trivelliamo negli altri oceani e negli altri mari collegati al Mediterraneo e nel Mediterraneo stesso, la situazione non cambierà? Direi, anzi, di no (come molti dicono) e non potrà fare altro che peggiorare, perché per avere il petrolio che perderemo da quei pozzi, dovremo sopperire con l’ausilio delle super-petroliere e via dicendo.

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Inoltre ritengo ipocrita chi dice “andrò a votare perché voglio continuare ad andare al mare” e poi, non inizia a percorrere la lunga strada per l’abbandono del petrolio. Non è una cosa da poco: molti di quelli che diranno magari hanno un’automobile per membro della famiglia, magari d’inverno tengono il riscaldamento a 23 gradi perché costa troppa fatica mettere una maglia in più, o magari per fare 50 metri usa l’automobile, ma deve votare no perché il mare lo vuole pulito. Vi pare una cosa sensata? Personalmente no ed è uno dei motivi per il quale non voterò.

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Sarei corso alle urne se, invece delle trivelle, qualcuno avesse promosso un referendum per obbligare tutte le palazzine con 5 appartamenti o più a fornire alternative all’uso di petrolio e derivati per quel che concerne la corrente/il riscaldamento/la produzione di acqua calda scegliendo tra eolico, fotovoltaico, attacchi per stufe a legna/pellet (e non mi si parli della deforestazione, perché è sufficiente istituire in ogni regione delle nursery degli alberi e ogni anno piantare due alberi per ogni albero abbattuto). In quel caso sarei andato a votare volando, perché avrebbe implicato davvero fare qualcosa per affrancarci dall’uso del petrolio.

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Questo referendum, invece, non fa niente di tutto ciò!

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Qualcuno mi dirà “eh ma dovresti andare comunque a votare perché un popolo intelligente, se chiamato a dare un suo parere, risponde”!

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Ad una simile affermazione io rispondo che è un bel gioco ma con me non funziona. Lo sanno tutti che i referendum non sono come le elezioni politiche: se non si reca alle urne il 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il referendum non è valido. Andare a votare per fare scheda bianca/scheda nulla o per bocciare il referendum non ha, quindi, la medesima valenza del non recarsi alle urne. La differenza è sottile ma decisiva: se non ti rechi alle urne, il quorum più difficilmente verrà raggiunto, mentre se ti rechi alle urne, aiuti a raggiungerlo, col rischio che i gruppi organizzati per l’approvazione dello stesso vincano a dispetto di chi è contrario o che proprio non si presenta.

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Infine, secondo me, l’intelligenza non sta nel seguire la massa, ma nello scegliere il modo più intelligente ed idoneo per esprimere il proprio parere.

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Il referendum non è un dovere ma è una facoltà;

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Il referendum non blocca il funzionamento dello Stato;

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Il referendum è voluto da alcune persone e rappresenta, da un certo punto di vista, un “interesse personale” o, se vogliamo dirla in altri termini, un “focus” nei confronti di un problema sul quale una parte di cittadini che non vede lo stesso di buon occhio, chiede agli altri elettori di dare la loro opinione.

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Quindi io esprimo il mio NO a questo referendum non andando a votare. Punto e a chi non è d’accordo non posso dire altro che “eh cari: è così che va!”.

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Ribadisco, tuttavia, un concetto: questo è il mio piano per quel giorno. Non me l’ha suggerito Matteo Renzi (anche perché ho una storia brutta da raccontare sul suo partito, quindi non posso sostenerlo) né nessun altro individuo. Questa è la mia idea.

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G.E.

PICCOLO AGGIORNAMENTO/CHIARIMENTO:

Visto il vespaio che si sta scatenando su facebook (e, per fortuna, non sulla mia pagina) sottolineo nuovamente il concetto che quanto detto non è un invito a non votare. Voi dovete fare ciò che ritenete giusto, io non metto becco, esprimo solo un mio pensiero (che, tra l’altro, non costituisce reato non essendo io un pubblico ufficiale) e spero che questo sia chiaro!

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saga-gemelli-sopravvalutato

Saga dei Gemelli: sopravvalutato in Saint Seiya?

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Questa è una domanda che mi sono posto spesso.

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E’ fatto noto, infatti, che Saga dei gemelli è uno dei personaggi più amati della serie (nonostante abbia commesso azioni che dovrebbero attirarne le antipatie).

Molti ne decantano le abilità, la forza (già ridimensionata più volte, del resto), e tante altre doti più o meno inventate di sana pianta, tra questa quella d’essere il personaggio più importante di tutto Saint Seiya, senza il quale la storia non ci sarebbe stata.

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Ok, sappiamo che i Sagacentristi sono personaggi spesso esagerati, ma mi sono voluto comunque porre questa domanda e ho cercato la risposta.

Non si può negare la biografia di Gemini e tutto ciò che questa ha comportato nella serie, ma siamo realmente sicuri che senza di lui la serie non ci sarebbe stata?

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Ebbene, dalla rilettura attenta della storia, possiamo dire di no perché la storia ci dice che c’è un personaggio infinitamente più importante di lui e, ora, vi dirò di chi si tratta.

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Non neghiamolo: Saga ha ucciso Shion, Saga ha guidato per anni il Santuario sotto mentite spoglie, Saga ha tentato di uccidere Athena…ma chi supera in importanza il cavaliere dei gemelli?

Ebbene, la trama de I cavalieri dello zodiaco ci parla di un episodio molto importante nella vita di Saga, nel quale è Kanon che, grazie alle sue parole e alle sue azioni, prima di essere rinchiuso nella prigione di Capo Sounion, provoca il cambiamento di Saga, facendolo cadere nel suo lato oscuro.

Quindi, cosa dire? Saga ha fatto tanto nella serie e non si può negare, però è suo fratello Kanon ad aver provocato tutto. A conti fatti, quindi, è Kanon ad essere più importante di Saga, e su questo non ci sono dubbi. Le azioni del primo, infatti, hanno dettato quelle del secondo.

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G.E.

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Barring sms: come liberarsi-degli-sms-premiuim

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Il problema degli sms premium, da quel che si capisce leggendo in giro in rete, non ha un operatore specifico, ma pare siano tutti derivati dagli accordi stipulati nel momento in cui una persona acquista una sim di qualsiasi operatore, sia esso h3g (3 Italia), vodafone, tim, wind e via dicendo.

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In altri termini, se non neghi il diritto di utilizzo dei tuoi dati personali per terze parti al momento della stipula del contratto, sei sottoposto al rischio di ricevere i cosiddetti sms premium, vale a dire sms di servizi a pagamento i quali, alle volte, vengono attivati senza che tu chieda niente (e questo lo dico perché conosco di persona diverse persone che, purtroppo, hanno avuto questo problema).

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Quando ti arrivano questi sms premium è un problema e non da poco: a volte a nulla servono gli sms di disattivazione riportati nei messaggi inseriti e la questione si può portare avanti per diversi giorni, accumulando stress e perdendo, nel peggiore dei casi, diversi soldini.

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Per nostra fortuna, tuttavia, il sistema per evitare tutto questo c’è e si chiama barring sms!
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Il “barring sms” è una richiesta che voi rivolgete al vostro operatore di telefonia mobile, con la quale è possibile impedire che questi sms a pagamento (che partono dai vari numeri che iniziano per 4, 166, 199 ecc… per capirci) vengano inviati al vostro numero di telefono, facendovi pagare soldi per i loro servizi, spesso nemmeno richiesti. Ma non solo: esso può essere utile anche per impedire di cliccare la pubblicità ingannevole su internet, quando navigate tramite smartphone.

Ogni gestore di telefonia mobile ha dato le direttive specifiche per poter richiedere il barring sms (per approfondire, vi rimando ai link di altri siti che hanno affrontato la questione), ma cosa fare? Aspettare il patatrac - e cioè aspettare che arrivi questo sms e inizi il calvario - oppure attivare il tutto preventivamente?

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Partite dal presupposto che quando vi arriva un sms premium, non potrete attivare il barring sms fino a che non sarà disattivato il servizio. Questo, almeno, quel che ho potuto notare per un mio amico che ha ricevuto uno di questi sms, in base alle dichiarazioni del suo operatore telefonico, quindi la cosa migliore sarebbe non sottoscrivere la parte del contratto in cui date il consenso sull’utilizzo dei dati personali a terze parti. Se, tuttavia, non l’avete fatto, allora agite come me: FATELO SUBITO, SEGUENDO LE INDICAZIONI FORNITE DAL VOSTRO OPERATORE!
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Ricordate, infatti, che non tutti gli operatori sono onesti e rendono le cifre di questi sms premium se richieste (il mio amico c’è riuscito, ma mi sono dovuto occupare della pratica per una settimana e più, usando molta pazienza e molta diplomazia), quindi per evitare di perdere soldi, sarebbe meglio attivarlo immediatamente.

Ok, va bene, si parla di circa 5 euro, ma se l’attivazione non voluta viene fatta a 100.000 persone l’anno? Capite anche voi che sarebbero 500.000 euro di servizi non richiesti e attivati che queste aziende si intascano in maniera, a mio dire, poco corretta. Poco importa chi sia l’autore dell’attivazione.

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Io l’ho fatto - tra l’altro ringrazio dell’immensa disponibilità il mio operatore telefonico che, nel giro di poche ore, aveva già portato a compimento la pratica - e ora sono molto più tranquillo.

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G.E.

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Per approfondire:

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Altroconsumo ti fornisce tutte le indicazioni per attivare il barring sms per il tuo operatore di telefonia mobile

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Molto spesso, quando si possiede un sito internet, si ha la brutta abitudine di riempirlo di pubblicità come se non ci fosse un domani (e, credetemi: i siti a farlo sono davvero tanti).

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Personalmente ho eliminato la pubblicità dai miei siti (promuovo solo me stesso, che faccio prima), ma questa scelta non è di tutti e ormai siamo in piena “guerra pubblicitaria”.

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I vari browser si sono armati di plugin in grado di bloccare la pubblicità sui siti internet.

Ad esempio, mozilla firefox, ha inserito da tempo il plugin Adblock grazie al quale si riesce ad eliminare gran parte della pubblicità presente online. Dico “gran parte” perché alcuni siti, non so bene in che modo, riescono ad aggirare l’ostacolo e a far visualizzare ugualmente della pubblcità.

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Personalmente ritengo che sia cosa buona e giusta decidere di privarsi degli annunci pubblicitari, specie quando questi sono aggressivi ed ossessivi, ma guardate che cosa sta accadendo online.

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In questo caso, ci chiedono di disattivare adblock per poter usare un sito

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mentre in questo caso siamo pure “rimproverati per la nostra scelta” e con toni che, personalmente, ritengo fastidiosi

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Ora, a parte il fatto che può dare fastidio che tu, collega webmaster, abbia inserito qualcosa nel tuo sito/blog che si aziona quando io vengo da te e mi controlla cos’ho impostato sul mio pc (per una persona normale può essere anche una violazione della privacy), ma ti pare corretto quel che accade online, tutti i giorni?

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Ormai siamo nel far west pubblicitario online.

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A volte entri in siti che ti dicono “per eliminare la pubblicità su questo sito, devi sottoscrivere un abbonamento”, oppure si finisce su siti in cui devi lottare con la pubblicità prima, dopo, durante e a fianco del testo, con video pubblicitari che partono spontaneamente oppure finestre popup e popunder che si aprono al minimo movimento di mouse.

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E quando termini con questa lotta, che succede? Che, magari, non trovi nemmeno l’informazione che stavi cercando! Ma scherziamo?

Ho capito e sono perfettamente consapevole che l’epoca del “tutto gratis” in internet sia finita e la trovo una cosa giusta, però che uno debba impazzire per lottare con gli eccessi pubblicitari di alcuni siti, direi che è sbagliato, per non parlare del fatto che questa “simpatica” pubblicità, spesso, inchioda anche il pc (specie se si tratta di video pubblicitari che partono senza averlo chiesto).

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Ci sono ancora siti che hanno una certa “educazione” e di pubblicità ne mettono poca. Potrei fare un’eccezione per questi, ma si deve pensare anche che questa deve essere una vera e propria presa di posizione:  fino a che non avverrà una penalizzazione dei siti intasati di pubblicità da parte dei motori di ricerca, io manterrò intatto adblock e non visiterò siti che mi impongono, per usarli, di eliminarlo!

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Fino a che google, yahoo o bing non agiranno, l’utente non ha nessun’altra scelta e si può capire che ai siti più discreti questa scelta scocci, ma che si uniscano, allora, nel chiedere un declassamento dei siti che esagerano con la pubblicità!

Personalmente io non ho nessuna intenzione di finire in manicomio per il sito di nessuno e il classico “darsi una calmata”, sarebbe una buona cosa da fare.

G.E.

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Uno degli argomenti che i Sagacentristi (i miei “amici del cuore”) adducono per provare la superiorità di Saga nei confronti di qualsiasi cavaliere d’oro e, in particolar modo, Shaka, è il fatto che Saga si sia nascosto agli occhi di tutti senza destare sospetti.

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Quando, poi, si parla di Shaka e si fa notare la sua superiorità, i sagacentristi, convinti d’aver la risposta pronta, subito dicono “ma allora perché Shaka non si è accorto che Saga era il grande sacerdote e che aveva ucciso Shion?”.

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Ovviamente, uno ride, perché questa affermazione da parte dei sagacentristi dimostra solo il loro essere alle strette.

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La spiegazione è presto detta, ed è in questi termini:

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Seguendo la storia, quando Saga uccide Shion, la maggioranza dei cavalieri d’oro (se non tutti) avevano sei anni. Molti di loro, tra cui, appunto, Shaka, non erano ancora stati al Grande Tempio.

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Non avendo, quindi, Shaka un secondo termine di paragone per capire come stava la situazione, né avendo assistito a niente di ciò che accadeva al Santuario, non poteva comprendere la vera natura di Saga e ha riconosciuto in lui il Sacerdote, ma questo è stato dato dalla giovane età di Shaka, non da particolari abilità di Saga.

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E, in fondo, pensateci: è così per tutti. Ognuno di noi misura una evento, un sentimento o una persona solo quando ha conosciuto qualcosa/qualcuno di simile, per questo ognuno di noi può dire che una cosa è buona o cattiva, giusta o sbagliata, piacevole o dolorosa e via dicendo.

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Ma non è finita qui: non avendo conosciuto il precedente Sacerdote, chiunque poteva presentarsi di fronte a Shaka e spacciarsi per tale, anche Tonino Carotone. Niente doti di intelligenza, solo un gioco di circostanze.

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A Shaka, come a molti altri Gold Saint, mancava questo termine di paragone per il Sacerdote. Non è stato, quindi, Saga bravo o superiore a farsi passare come Grande Sacerdote, semplicemente erano tutti gli altri troppo giovani per poter aver conosciuto anche Shion.

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E riguardo il Buddha? Beh, dalla storia si arguisce anche che questa divinità non aveva alcuna conoscenza di quanto accadeva al Santuario o sapeva e non voleva dire niente. Nulla ha detto (o non sapeva) degli eventi riguardanti Saga, Shion, Athena. Ammettiamolo, però: pare strano che una divinità non abbia conoscenza degli eventi, quindi è più plausibile che non avesse intensione di dire nulla, probabilmente per evitare interferenze negli eventi.

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Ma le abilità di Saga sono del tutto, anche in questo caso, da ridimensionare.

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G.E.

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