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  • Benvenuti nel mio blog!

    Ciao e benvenuto nel mio blog! I commenti sono bene accetti, ma ricorda che i commenti denigratori o con insulti nei miei confronti, con errori grammaticali, riportanti "chiacchiere da bar" o faziosi, saranno cancellati. Questo è un blog che contiene diversi tipi di informazioni e di critiche legittime, non pretendo che tutti siano d'accordo con quanto scrivo, ma posso pretendere il rispetto di quanto sopra riportato. G.E.

Divulgato il trailer di “I cavalieri dello Zodiaco – la leggenda del Santuario”

Il Vangelo dice “chiedi e ti sarà dato”.

Qualche giorno fa chiedevamo il trailer ufficiale del film “I cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Santuario” e dopo pochi giorni, la nostra richiesta è stata esaudita!

 

Vi posso, quindi, presentare il trailer ufficiale del film, uscito pochi minuti fa:

 

 

 

Come dire? Sono un po’ deluso: mi aspettavo dei trailer come quelli nipponici, i quali hanno fatto capire un po’ meglio la storia! Questo trailer fa vedere una serie di immagini tutto sommato nuove (mai viste in altri trailer) ma, se non fossi un fan e lo vedessi in televisione o su youtube o altri canali, non sarei invogliato ad andare a vedere il film.

 

Speriamo in altri trailer più eloquenti.

 

G.E.

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I cavalieri dello zodiaco: il film nelle sale ad inizio gennaio (ma il trailer?)

 

 

La prima notizia è tutta italiana: Lucky Red, rimescolato le carte in tavola e, con una notizia a sorpresa, ha spostato nuovamente la data di uscita del Film “la leggenda del Grande Tempio”. Pare, quindi, che la data definitiva (chiedendo a Lucky Red c’è stata la conferma ufficiale), ma aspettiamo un trailer ufficiale in italiano prima di cantare vittoria. Come qualcuno, su facebook, ha, infatti, sottolineato, questo film continua ad avere date su date ma mai uno straccio di trailer che possa non solo confermarlo, ma anche sponsorizzarlo a dovere! Calcoliamo che sulla pagina facebook di Lucky Red stanno già promuovendo il prossimo film di Tim Burton, Big Eyes, che esce solo una settimana prima di questo.

 

Altre notizie sulla serie arrivano, invece da youtube, dov’è stato pubblicato il trailer ufficiale della serie “Soul of Gold” coi sottotitoli in lingua spagnola.

 

Colgo l’occasione per postarvi il video.

 

 

La traduzione spiega tutto: i cavalieri d’oro sono morti di fronte al Muro del Pianto (perché dovrei chiamarlo “del lamento” se nel manga si chiama in altro modo?) per salvare Athena, ma sono resuscitati per una nuova battaglia contro un nuovo nemico, ma uno solo di loro possiede la chiave per vincere la battaglia.

 

Ma chi sarà mai questo cavaliere misterioso che possiede la chiave per vincere la battaglia contro il nuovo nemico? Ma chi potrà mai essere? Ma davvero, non saprei proprio identificarlo tra tutti i dodici cavalieri d’oro! E’ così difficile e in Giappone son più abbottonati di una cintura di castità nel dare notizie a riguardo che proprio non si capisce…che il cavaliere d’oro in questione sia nientepopodimeno che IORIA DEL LEONE!!!

 

Letto così, questo trailer ha la capacità di creare una suspance pari a quella della pubblicità dei sofficini findus!

 

Si conferma ulteriormente, quindi, la derivazione dell’idea da Episode G, con la differenza che, probabilmente, alla Toei devono aver pensato che quel tratto, così privo di riferimenti logici all’anatomia umana e troppo femminile, avrebbe fatto più male che bene alla serie.

 

Resta, tuttavia, da capire quando le cloth di Shaka della vergine, del leone, del sagittario, dell’acquario e della bilancia, dopo essere state disinfettate dall’uso dei cavalieri di bronzo (in particolar modo quella della vergine, indossata da un indegnissimo Shun) siano state risistemate e da chi.

Non so voi, ma io inizio ad avere una strana sensazione allo stomaco e non riesco a capire se è gastroenterite, un attacco di fame nervosa, uno di “cacharel” oppure se è la paura che, in sole 13 puntate, ci si trovi di fronte ad un prodotto magari ottimo dal punto di vista grafico ma carente da quello della trama!

 

Non si può negare, infatti, che il design di Hideyuki Motohashi è molto accattivante, ma se fosse la sola cosa accettabile della serie, saremmo messi assai male!

 

G.E.

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Adam Kadmon vs manga: inesattezze e faziosità!

Shaka virgo

 

L’ultimo appuntamento di “Adam Kadmon – Rivelazioni” non ha risparmiato l’ultima frecciata in una battaglia che, in Italia, dura ormai da più di un lustro.

 

Anche il nostro Kadmon non ha potuto esentarsi dal dire la sua, in 9 minuti di servizio che ha già scatenato le ire dei fan di manga e anime!

 

Anch’io ho deciso di dire la mia sul tema, e ho deciso di farlo prendendo e commentando tutte le faziosità e le inesattezze espresse nell’articolo, documentando il tutto con una cosa chiamata conoscenza!

 

Già, perché all’interno di quel servizio mancava giusto questo: la conoscenza di un argomento molto vasto, com’è quello del fumetto e della cultura giapponese e mondiale in genere.

Ma andiamo di precisazione in precisazione:

 

 

 

  1. Il servizio lancia l’allarme sul fenomeno dei fan sfegatati, gli otaku, dicendo che gli stessi hanno delle condotte molto particolari che portano a gesti come il voler sposare i personaggi dei manga: Ora, il fenomeno del fandom è diffuso in tutto il mondo, non solo nei manga e porta a conseguenze ben peggiori di questo. Una pagina facebook molto eloquente a proposito si chiama “l’evidente disagio mentale delle directioners e altri fandom” la quale riporta tutti gli eccessi dei vari “fandom”. E si legge di tutto: ragazze che su siti di fanfiction o sui loro profili facebook e twitter sognano rapporti sessuali – a volte anche vere e proprie violenze sessuali di gruppo – ad opera di One Direction e simili, messaggi a volte deliranti contro altri personaggi famosi che parlano male dei loro beniamini e via dicendo. Ormai i tempi delle follie di film come “sposerò Simon Le Bon” sono finite, ora si parla di sesso spinto ma i fandom si spingono anche ad attaccare personaggi famosi per ogni minima fesseria, come riporta questo tweet di Marco Salvati, giudice del programma tv “Avanti un altro” . Sinceramente io non mi preoccuperei di persone che vogliono sposare un personaggio di un manga o che si chiudono in casa a guardare anime o a leggere manga, quanto più di ragazze, alle volte minorenni, che sognano di farsi stuprare dai loro cantanti preferiti.
  2. I protagonisti dei manga sono adolescenti: inesatto! Il manga è diviso in generi, quindi non sempre si ha a che fare con protagonisti adolescenti. Un esempio su tutti? City Hunter in cui il protagonista ha di gran lunga superato i 20 anni, per quanto non sia nota l’età. Altro esempio famoso è Capitan Harlock, ma si potrebbe fare altri nomi, tra cui spicca BUDDHA, protagonista di un manga culto di Osamu Tezuka. Solo adolescenti, dunque? Oh no, anche adulti, bambini ma pure personaggi famosi della storia o della religione.
  3. Alcuni fans si danno al cosplay che consiste nel crearsi i vestiti dei protagonisti dei loro manga preferiti: e con ciò? In USA non viene fatta una cosa analoga con Guerre Stellari? E quando, a Carnevale, ci si veste come Batman, Superman o altri supereroi? Dov’è il pericolo? Dov’è la preoccupazione? Il cosplay è sempre stato fatto, ma se si tratta di manga viene lanciato l’allarme?
  4. Le protagoniste dei manga sono formose e seminude: quando ho sentito questa cosa, il mio pensiero è andato a Legs Weaver, personaggio del fumetto italiano Nathan Never, notoriamente molto formosa e a volte più nuda che vestita! Ma guardando al mondo del fumetto mondiale, non è un solo precedente famoso. In Italia abbiamo il grande Milo Manara che ha fatto delle nudità artistiche e ammiccanti ma non volgari il suo marchio di fabbrica. E la domanda sorge spontanea: perché non si lancia l’allarme anche contro i fumetti di tutto il resto del mondo?
  5. I cavalieri dello zodiaco: su Saint Seiya Adam, Kadmon ha raggiunto l’apice della faziosità. Vediamo cos’è stato detto:
        • Hanno una sessualità indefinita: errato! Tutti i personaggi hanno una sessualità ben definita. In Saint Seiya ci sono personaggi eterosessuali (Seiya, Aiolia, Shaka, Saga, Shura, Deathmask, Sirio, Ikki, Hyoga ecc…) e omosessuali (Shun, Aphrodite, Misty ecc…) solo che la storia non è improntata sul sesso, ma su altre tematiche, come la giustizia e la lotta contro il male. Inoltre la serie specifica che solo i maschietti possono diventare cavalieri, mentre le donne sono sacerdotesse – guerriero. Mi pare che la differenza tra pisello e patata, nella serie, sia più che delineata come nemmeno un ortolano saprebbe fare.
        • I personaggi sono efebici: Nell’antica Grecia la bellezza esteriore era sinonimo di bellezza interiore (un esempio è la nota antitesi, nell’Iliade, tra due personaggi come Achille – bello e nobile – e Tersite – deforme e di animo impuro) e questo concetto è stato assimilato nella storia assieme al concetto tutto nipponico che un uomo con più è simile ad una donna nell’aspetto, con più è bello. Altro concetto che Kadmon non ha analizzato è di natura “storica”. Saint Seiya nasce negli anni ‘80, l’epoca in cui, in Occidente nasce e si sviluppa il cosiddetto “Hair Metal”, un genere musicale che ha avuto in band come Bon Jovi, Guns N’ Roses, Europe i maggiori esponenti. I membri di queste band – e altre – avevano un impatto visivo molto curato, con acconciature lunghe e abiti molto studiati. Questo genere ha influenzato la musica e la cultura nipponica e quindi, naturale che tutti questi elementi abbiano creato uno stile ben preciso nel manga, ma non sapere tutto questo non può portare altro che alla faziosità del servizio.
        • I personaggi hanno modi femminili ed efebici: se spezzare gambe, braccia, teste, mandare gente all’altro mondo e via dicendo sono modi di fare femminili, che donne vengono cresciute nella nostra società?
  1. In Sailor Moon Sailor Uranus e Neptune sono lesbiche: e con ciò? Anche Legs Weaver è lesbica e non lo nasconde! Perché non viene lanciato l’allarme da Kadmon anche lì? Che è, poi, questa “caccia alle streghe” nei confronti dell’omosessualità nel 2014?
  2. Ranma ½ è l’apice della confusione sessuale nei manga: vero che Ranma cambia sesso con l’acqua calda e con quella fredda, ma è anche vero che “Ranma donna” non dimentica mai di essere, in realtà, un uomo, e non si concede ad altri uomini (ne è infastidita), mentre il Ranma “normale”, “Ranma uomo” è segretamente innamorato - lo si scoprirà nel proseguo del manga - di Akane, quindi il suo essere eterosessuale, nonostante questa apparente “confusione”, è palese. Altra inesattezza;
  3. Capitan Harlock: Capitan Harlock viene additato come un personaggio negativo che diventa protagonista di un manga. Ma la storia viene citata nel servizio? No. La trama indica che Harlock è un pirata, ma solo perché costui si batte contro un regime intento solo a soddisfare le proprie mire di ricchezza e potere personale. Harlock, quindi, è un pirata “tra virgolette”, in quanto la società in cui si svolge la storia, ha una sorta di odio per gli ideali che egli vuole rappresentare, quindi lo dipinge come un personaggio negativo pur non essendolo in effetti. E poi, perché non sono stati citati altri esempi simili? Anche Jack Sparrow è un pirata (e molto più negativo di Harlock) e anche tutta la serie di One Piece parla di pirateria e pirati, ma questi altri due esempi non sono stati presi in considerazione. Come mai? Harlock è un personaggio negativo e gli altri due succitati, no?
  4. Lupin III: Anche Lupin viene additato come un pericoloso personaggio negativo che diventa protagonista di un manga….peccato che Kadmon, il quale evidentemente non conosce la letteratura francese, non si sia soffermato sul fatto che quel “III” sta per “terzo”, infatti il personaggio nasce come discendente dell’Arsenio Lupin creato da Maurice Leblanc. Ora mi chiedo: Il primo Arsenio Lupin non era un personaggio negativo? Allora questa sua negatività nasce dall’Europa, non è nativa nipponica! Perché non è stato sottolineato?
  5. Occhi di gatto: Anche questo manga viene esibito come esempio di storia con personaggi negativi. Vero, le gattine sono ladre, però diciamo che si sono riprese quel che era di loro possesso al solo fine di ritrovare il padre. Inoltre, come noto, le gattine non rubano per lucro, ma per altri ideali. Infine, ci sarebbe da far notare che, in alcuni casi, il furto non è un reato (come alcuni casi di cronaca recente italiana riportano). Quindi sono realmente negative? Dipende.
  6. Nei manga c’è un’ipersessualizzazione: Non che nei fumetti della Bonelli siano tutti dei santi vergini! Dylan Dog, ad esempio, ha una partner sessuale diversa in ogni numero - generalmente una ipergnocca da paura - ma questo non viene fatto notare nel servizio. E questo continuo fare sesso di Dylan Dog non è, forse, inscrivibile nel concetto di “ipersessualizzazione”? Non sarebbe, quindi, anche questo da segnalare come allarmante?
  7. Nei manga c’è una confusione generi sessuali: se la sono inventata di sana pianta! Vero è che in alcuni generi manga, tipo lo shojo, anche gli uomini hanno caratteristiche molto femminili, ma questo, come già detto, è una cosa dovuta alla filosofia estetica nipponica.
  8. Nei manga c’è un confine precario tra bene e male: ma non mi pare proprio. Nei manga, e negli anime, c’è una distinzione netta tra il bene e il male. Saint Seiya, Sailor Moon e altre serie ne sono una prova lampante. Dove hanno visto questo confine precario?

 

Il servizio, inoltre, termina con una frase che fa cadere metaforicamente le braccia che suona come un “forse sono vere le teorie, forse no, ma chi se ne frega?” E allora che fate questi servizi a far che? Per creare allarmismi inutili?

 

E poi, mi chiedo, perché Adam Kadmon non ha attaccato apertamente le tettone di One Piece o quel vecchio pervertito del genio delle tartarughe di Dragon Ball che sbava dietro alle mutandine da donna? E di Naruto? Nemmeno una parola?

Non è che queste serie non sono state toccate in quanto “punte di diamante” della programmazione Mediaset e sarebbe, quindi, stato un pericoloso autogoal per la rete? Questo è il vero mistero da rivelare, Kadmon!

 

Ma soprattutto, com’è che Kadmon non ha citato da nessuna parte dei numerosi riferimenti esoterici di alcuni manga come, ad esempio, “X” o “Neon genesis Evangelion”? Perché Kadmon non ha lanciato un allarme anche in quella direzione? La mia spiegazione, nel rispetto del diritto di pensiero, opinione e parola, è che sia stata la volontà di non farsi autogoal: un personaggio che usa un concetto esoterico come quello di “Adam Qadmon” avrebbe finito col farsi una pubblicità più che negativa additando come pericolosi dei manga nei quali vengono utilizzati gli stessi concetti esoterici che egli stesso utilizza!

 

Inutile dire che, da domenica ad oggi, questo servizio è stato preso di mira da tantissimi internauti e pare il minimo! Voi che ne pensate?

 

G.E.

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La bufala del messaggio contro le nuove condizioni di utilizzo di facebook.

In questi giorni, a causa delle novità che facebook inserirà nell’utilizzo della sua piattaforma, sta iniziando a circolare, in modo alquanto virale, il seguente messaggio:

 

A causa del fatto che Facebook ha scelto di includere un software che permette il furto di informazioni personali, dichiaro quanto segue: oggi, giorno 27 novembre 2014, in risposta alle nuove linee guida di Facebook e articoli l. 111, 112 e 113 del Codice della proprietà intellettuale, dichiaro che, i miei diritti sono associati 

a tutte le mie informazioni personali, dipinti, disegni, fotografie, testi, ecc… postati sul mio profilo. Per l’uso commerciale di quanto sopra, è necessario il mio consenso per iscritto in qualsiasi momento.
Chi legge questo testo può copiarlo e incollarlo nella propria bacheca di Facebook. Ciò consentirà di porsi sotto la protezione del diritto d’autore. Informo Facebook, che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire, diffondere o fare qualsiasi altra azione contro di me, sulla base di questo profilo e / o dei suoi contenuti. Le misure di cui sopra si applicano anche ai dipendenti, studenti, agenti e / o dipendenti, sotto la direzione di Facebook. Le informazioni riservate sono incluse nel contenuto del profilo. La violazione della mia privacy è punibile dalla legge (UCC 1 1 1 1-308-308-308-103 e Lo Statuto di Roma). Tutti i membri sono invitati a pubblicare un annuncio di questo tipo, o se si preferisce, questo testo può essere copiato e incollato. Se non si pubblica questa dichiarazione almeno una volta, tacitamente si consente l’utilizzo di elementi quali foto, così come le informazioni contenute nell’aggiornamento proprio profilo”.

 

Sarò breve e lapidario: questo post è un’inutile bufala!

A parte il fatto che nessuno dello staff di facebook leggerà mai questa ridicola catena di Sant’Antonio (tra l’altro un testo in italiano quando lo staff parla in inglese), ma questo scritto è assolutamente inutile per via del fatto che non conta quello che pensate o quello che volete o intendete: se continuate ad usare un sito, allora accettate i termini di utilizzo. Punto.

Il solo modo, a mio dire – potrei sbagliarmi –, per poter evitare quanto riportato nelle condizioni di utilizzo, incluse le modifiche per le quali si protesta, potrebbe essere una class action nei confronti di facebook stesso, tramite la quale si chieda di rispettare le leggi vigenti per ogni singolo stato.

Non sto, naturalmente, dicendo che si deve andare per vie legali contro facebook, dico solamente che fino a che state su facebook, accetterete in automatico le sue condizioni di utilizzo.

In altri termini, i vostri dati personali potranno essere utilizzati per migliorare il servizio pubblicitario, le vostre foto potrebbero essere utilizzate per chissà quale motivo e via dicendo.

 

Questi scritti non servono, tutto ciò che potete, civilmente, fare è tenere i propri dati personali più al sicuro possibile e utilizzare una filigrana su ogni fotografia, se proprio volete tutelarvi! La filigrana (una scritta trasparente e personalizzata – di una certa dimensione – che può essere il vostro nome, il nome del vostro blog o altro), infatti, vi permetterà di rendere meno utilizzabili le vostre fotografie.

E se proprio non bastasse tutto questo o non vi desse fiducia, allora l’unica tutela che avete è cancellarvi da facebook, come in tutte le “tradizioni” dei contratti di utilizzo.

 

Ad ogni modo, vorrei far notare che il software per “copiare le informazioni personali” è un po’ che esiste su facebook. Non vi siete mai chiesti come mai se, ad esempio, vivete a Roma, trovate nel vostro profilo pubblicità della vostra città e non di Torino piuttosto che di Catania o Napoli? Ecco, quello è il software che, quando qualcuno crea una pubblicità su facebook, permette di selezionare il pubblico in base anche a dove vive. Spero che qualcuno non abbia pensato che lo staff di facebook stia lì a scrivere una per una tutte le località delle persone iscritte!

 

G.E.

 

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Silenzio da Paperblog e decisioni radicali.

Dopo giorni di silenzio, ho capito che Paperblog, nonostante la mia decisione di essere tolto dal loro sito, continuerà a prendere i miei post.

 

A tutt’oggi, infatti, sebbene io abbia scritto più volte alla redazione del sito, non ho ottenuto risposta alcuna.

 

Capisco bene quella che potrebbe essere la loro posizione: in definitiva, sebbene io non sia uno dei loro contribuenti di punta, gli ho fornito ben 891 post. Se per ognuno di questi, ad esempio, loro avessero messo la tag “news” una volta, togliendo i miei post perderebbero 891 posizionamenti di questa tag. Non sarebbe poco.

 

Resta il fatto che quanto stanno facendo ha del discutibile, in quanto io sono il creatore degli scritti che stanno utilizzando e io devo avere il diritto di decidere cosa fare di questi, senza che loro interferiscano in alcun modo.

 

Avevo pensato a diverse strade da percorrere ma alla fine ho deciso che 

taglierò tutti gli articoli ad un certo punto, inserendo il comunicato che avete potuto leggere.

In definitiva, come Paperblog pare asserisca, lo scopo del loro sito è quello di far conoscere i blogger, no? Io non voglio più continuare a cooperare con loro e quel sito non me lo sta permettendo, no? Loro stanno continuando, contro la mia volontà, a prendere i miei post? Bene, allora questa è la prima strada che percorro! Appena vedo che la parte del post è stata pubblicata sul loro sito, pubblicherò la seconda parte sul mio blog, così loro, visto che non si curano delle eventuali modifiche, non avranno il testo completo, tanto più che, con il presente post, li diffido ufficialmente dal prendere ciò che non è concesso loro, in altre parole dalla conclusione del disclaimer fino alla fine del post).

Rimarrà la questione delle immagini microstock che stanno usando senza pagarmele. Lì, non potrò fare altro che mettere in mezzo dreamstime e i suoi mezzi per il recupero del denaro in questione.

E se, nonostante queste azioni, loro continueranno a fregarsene della mia volontà, non potrò fare altro che andare per altre vie, ben più severe e incisive.

Insomma, io non voglio più che quanto produco venga messo sul loro sito per motivi già spiegati: devono rispettare la mia volontà e la rispetteranno!

G.E.

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Paperblog: un addio doveroso!

 Theater masks on spot decoration isolated
© Photographer: gheburaseye | Agency: Dreamstime.com

 

Niente è costante, tranne il cambiamento. È una frase che ripeto spesso, che mi ripeto spesso, e nel mio lavoro, spesso, la applico e solo al fine di ottenere il meglio.

 

In quest’ottica, anche la mia collaborazione con Paperblog – il sito che utilizza gli articoli dei blogger che vi aderiscono per dare la possibilità a questi ultimi di farsi conoscere, oltre che fornire informazioni utili ai lettori – non poteva continuare.

 

La mia decisione, come riportato anche nei messaggi inviati mercoledì a Paperblog (sperando sia arrivato, perché a tutt’ora non mi è pervenuto il messaggio che segnala il ricevimento della mia comunicazione) si compone di questi punti:

 

 

  1. Paperblog prende i contenuti che un blogger crea per il suo blog, ma non si cura del fatto che questi possano essere modificati o cancellati dal sito di provenienza. Io ho cancellato/modificato dei post che risultano ancora presenti su Paperblog. Non mi pare corretto;
  2. Paperblog, col suo page rank di 5, ha la possibilità di sottrae lettori al mio blog! Tutti i blog con un rank inferiore, vengono depauperati di lettori su lettori, con tutto quel che ne consegue;
  3. Io scrivo il post, lo formatto, lo pubblico nel mio blog…e Paperblog? Questo sito copia i miei contenuti ma non mi permette di partecipare agli utili derivanti dalla pubblicità inserita nel loro sito. Insomma, è come se lavorassi gratuitamente…ma anche no;
  4. Ciliegina sulla torta, le immagini che inserisco nei post. Le mie immagini, nella stragrande maggioranza dei casi, sono prese dal mio portfolio microstock in dreamstime. Io posso, usando il link apposito, utilizzare un’immagine di mio possesso sui miei blog, ma gli altri, per farlo, devono assolutamente pagarla per inserirla. A tutt’oggi Paperblog ha utilizzato le mie immagini microstock senza corrispondermi le royalities delle immagini vendute e, anche questo, non lo trovo corretto.

 

Il mio addio è quindi doveroso e con effetto immediato. Un messaggio è stato inviato, ma come ripeto, fino a questo momento non ho ricevuto né la mail di conferma dell’avvenuta ricezione del messaggio – che può anche essersi persa nella posta e arrivare chissà quando – né una risposta in merito.

 

Tuttavia, calcolando che Paperblog prende e copia i post appena usciti o quasi e calcolando che, fino a questo momento, la mia iscrizione risulta ancora attiva sul loro sito, ritengo questo post una lettera aperta al sito che ne attesta la fine del “rapporto gratuito” senza possibilità di ripensamento, augurandomi che tutti i miei post siano cancellati entro poche ore.

 

Detto onestamente: si potrebbe continuare la collaborazione se Paperblog decidesse di cambiare, mettendo solo mezzo articolo all’interno del suo sito, rimandando, per la parte rimanente, al sito di ogni singolo blogger, ma come stanno le cose, proprio non si può continuare.

 

Per eventuali aggiornamenti, seguite i commenti che potrebbero venire inseriti.

 

G.E.

 

Aggiornamento del 28/11/2014 ore 11.46:

 

I miei primi messaggi, inviati due giorni fa, non sono stati ascoltati, quindi ho scritto nuovamente a Paperblog, sia all’ufficio contatti generale, che a due collaboratori. Se non rispondono entro breve, riproverò.

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